PR Hub rilancia la partnership con il GrandPrix Relational Strategies

22 settembre 2016

Andrea Cornelli

di Andrea Crocioni


Andrea Cornelli: “Il GrandPrix Relational Strategies momento di valorizzazione della creatività

“Nella nostra percezione, in un mercato incredibilmente fluido, è indispensabile fare tutto il possibile per aiutare i protagonisti del comparto a interpretarne i cambiamenti. Ci sono da trasferire messaggi e visioni nuove, ma anche da individuare nuovi posizionamenti”: in queste parole Andrea Cornelli, coordinatore di PR Hub, riassume il senso del sostegno dato dalla piattaforma partecipativa dedicata alle società di pr alla 23a edizione del GrandPrix Relational Strategies.

“L’ecosistema della comunicazione è costituito da un quadrumvirato che comprende pubblico, investitori, agenzie e media – prosegue – . E’ fondamentale impegnarsi per far sì che queste quattro componenti lavorino in armonia. TVN Media Group  si è dimostrato un editore sensibile a questi temi, rapido nel cogliere l’essenza dei cambiamenti che stanno rivoluzionando il nostro settore. Il premio costituisce un tassello fondamentale di questo percorso di collaborazione proprio perché rappresenta un momento di valorizzazione e celebrazione della creatività nella comunicazione”.

Per il secondo anno, questa volta affiancata anche da Assocom, PR Hub ha deciso non solo di supportare, ma di diventare motore dell’award dedicato alle tecniche più innovative del marketing di relazione.

“Generazione dei contenuti, progettazione delle linee strategiche e sensibilità in ambito reputazionale: questi sono solo alcuni tra i principali asset della tradizionale proposta delle agenzie di pr – spiega Cornelli -. Per tale motivo, oggi più di ieri riteniamo di poterci proporre come interlocutore privilegiato delle aziende. Le capacità che ho elencato e che negli anni si sono evolute, oggi rappresentano i valori più importanti per un’impresa che si muove sul mercato utilizzando la leva della comunicazione. Ma attenzione, voglio sgombrare il campo da possibili incomprensioni: non è una guerra fra le diverse anime del mondo della comunicazione. Il mondo occidentale negli anni, guardando alla relazione agenzia-cliente, ha focalizzato l’attenzione sui volumi, sul valore economico, dimenticando il valore più importante, quello consulenziale. Le pr ricoprono naturalmente il ruolo più centrale, quello di regia, ma questo non significa che vogliano vedersi assegnare budget che non gli competono”.

E conclude il manager: “E’ indispensabile la costruzione di sinergie tra tutti i player della comunicazione e l’elaborazione di un percorso di collaborazione fra agenzie di diversa estrazione. Il GrandPrix Relational Strategies, per come è costruito il format, è una splendida piattaforma dove la sinergia che io auspico è già realtà. Quando si lavora bene insieme e la collaborazione funziona, le soddisfazioni sono condivise”.

Giorgio Cattaneo: “Un premio interdisciplinare che fotografa l’evoluzione del mercato” 

Giorgio Cattaneo

Giorgio Cattaneo

“Il GrandPrix Relational Strategies riflette l’attuale richiesta di un mercato dove si compete non più esclusivamente sulle competenze verticali, ma anche e soprattutto sulle linee guida strategiche proposte”, sottolinea Giorgio Cattaneo, ceo di MY PR e fra i soci fondatori di PR Hub.

“Non è raro infatti per un’agenzia di PR di trovarsi in gara con agenzie digital, di eventi, o addirittura in competizione con i centri media. Un caso, di cui sono diretto testimone, è quello di un pitch del brand Miele che vedeva in corsa PHD di Omnicom per l’ideazione e sviluppo di progetti di marketing e comunicazione integrata con focus su attività di PR e di organizzazione eventi. In questo caso PHD ha vinto evidentemente proponendo l’approccio strategico che maggiormente ha convinto il cliente, non certo per le competenze verticali”, precisa il manager.

“Un premio interdisciplinare come questo, che MY PR ha vinto nell’edizione 2014, fotografa alla perfezione lo stato dell’arte – aggiunge Cattaneo -. Le diverse discipline della comunicazione si trovano a confrontarsi. L’idea alla base del premio è che non esista più una divisione secca fra le competenze, ma che le aziende più attente e serie vadano a scegliere la proposta di consulting migliore che ogni agenzia costruirà sulle competenze che caratterizzano la propria disciplina”.

Secondo il ceo di MY PR, in un tale contesto le agenzie di pr probabilmente, tanto nei premi quanto sul mercato, sono state le prime ad imparare che ormai la sfida non si gioca più esclusivamente con altre agenzie di pubbliche relazioni a meno che il brief non sia su attività specifiche.

“A vincere, in genere, è chi interpreta meglio la parte di strategia in funzione dei pubblici individuati e ci tengo a sottolineare che giornalisti, opinion leader, blogger ed influencer non sono mai un target. Poi restano naturalmente le competenze verticali che come dicevo prima vengono declinate in funzione delle attività proposte”, afferma il manager.

E chiude Cattaneo: “I premi, come le gare, rappresentano un modo per misurare la propria capacità di essere convincente. Il confronto è fondamentale per crescere, quando si vince, ma soprattutto quando si perde. E nella sconfitta sono tanti i KPI da monitorare: è uno stimolo per migliorarsi. Misurarsi con chi fa meglio di noi è essenziale nel business ed è un antidoto all’autoreferenzialità”.