Mediaset, scontro con Vivendi: divergenze sulla valutazione di Premium

27 luglio 2016

PIER SILVIO BERLUSCONI

La società di Vincent Bolloré propone di acquistare soltanto il 20% del capitale del canale pay e di arrivare a detenere in tre anni circa il 15% del capitale del Biscione 

È ‘guerra aperta’ tra Mediaset e Vivendi in merito all’accordo siglato lo scorso 8 aprile che prevede un’alleanza tra le due società per lo sviluppo di nuovi progetti industriali su scala internazionale (vedi notizia). Il broadcaster tv ha rilasciato ieri mattina una prima nota ufficiale in cui ha informato il mercato “di avere ricevuto il 25 luglio 2016 una comunicazione da Vivendi contenente la proposta di uno schema alternativo dell’operazione. Schema che muta la valenza industriale alla base dell’accordo per incidere significativamente sull’assetto del capitale di Mediaset”.

In sostanza Vivendi, confermato lo scambio del 3,5% del capitale di Vivendi e del 3,5% del capitale di Mediaset, propone di acquistare soltanto il 20% del capitale di Mediaset Premium e di arrivare a detenere in tre anni circa il 15% del capitale di Mediaset attraverso un prestito obbligazionario convertibile.

“La lettera di Vivendi elude un riscontro puntuale a un’intimazione rivoltale da Mediaset ad adempiere ai propri obblighi contrattuali – finora inadempiuti – in primo luogo quello di notificare tempestivamente l’acquisto del controllo di Mediaset Premium alla Commissione Antitrust della Ue – prosegue la nota -. Mediaset informa inoltre che ieri, 25 luglio, l’amministratore delegato di Vivendi ha verbalmente comunicato che Vivendi non intende comunque onorare il contratto stipulato. La comunicazione di Vivendi costituisce per Mediaset una novità assoluta e non concordata. Rappresenta una palese contraddizione con gli impegni assunti da Vivendi mediante il contratto firmato l’8 aprile scorso, concluso dopo lunghe trattative con l’approvazione di tutti gli organi competenti di entrambe le parti”.

Il Consiglio di amministrazione di Mediaset, già convocato per domani per l’approvazione della relazione semestrale, “prenderà ufficialmente posizione su detta proposta e sulla gravissima comunicazione dell’amministratore delegato di Vivendi. Mediaset è fermamente determinata a far valere ogni proprio diritto in ogni sede”.

Vincent Bollorè

Vincent Bollorè

Non è al momento esclusa una causa legale che le prime stime ufficiose calcolano in 1,5 miliardi di euro. Nella risposta, il gruppo guidato da Vincent Bolloré ha precisato “che il presidente del Direttorio, attraverso una lettera datata 21 giugno 2016, ha informato i dirigenti Mediaset delle differenze significative nell’analisi dei risultati relativi a Mediaset Premium, la pay tv sulla quale i due gruppi sono in trattativa come spiega il comunicato diffuso lo scorso 8 aprile. Il gruppo francese ha consegnato ieri (il 25 luglio, ndr)  una proposta a Mediaset per trovare un nuovo accordo con differenti termini per poter proseguire le trattative. Vivendi conferma la sua volontà di costruire una alleanza strategica migliore con Mediaset e Mediaset Premium”.

Nessuna ‘negoziazione’ è però in corso tra le due società, come si evince dal secondo comunicato ufficiale diffuso ieri dal gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi. “La negoziazione è già avvenuta e si è conclusa con il contratto regolarmente firmato tra le parti l’8 aprile 2016. L’analisi dei risultati di Premium è ovviamente avvenuta prima della firma, come accade prima di ogni assunzione di impegni. Quanto a lettere inviate da Vivendi a Mediaset, confermiamo di non aver mai ricevuto alcuna contestazione formale sulla validità o i contenuti del contratto”.

Sul fatto che ci sia alla base l’interesse di Vivendi a prendere il controllo di Mediaset, per la società francese ha in seguito commentato con la stampa italiana l’ad Arnaud de Puyfontaine, che è anche vice presidente di Telecom.

“Non è vero che abbiamo spostato l’interesse da Mediaset Premium a Mediaset – ha dichiarato – e non abbiamo intenzione di prendere il controllo di Mediaset”. L’ad, stando a quanto si legge sulle agenzie, non ha voluto commentare o precisare i termini delle trattative con il gruppo di Cologno, ma ha ribadito che “l’obiettivo non cambia, è quello di creare un grande gruppo: cambia il modo per raggiungerlo. Stiamo discutendo e vogliamo una soluzione che sia soddisfacente per entrambi: abbiamo proposto un’evoluzione dell’accordo che ne tenga conto”.

Intanto, il titolo Mediaset alla borsa di Milano ieri è crollato (-6,9%). Meglio invece Vivendi alla borsa di Parigi: il titolo è cresciuto di quasi un punto e mezzo.