RaiSport punta sulla digitalizzazione, per Rai Academy 15 milioni in tre anni

21 luglio 2016

Antonio Campo Dall'Orto

Si chiamerà Rai Academy e sarà “un grande piano di formazione per tutte le persone che lavorano in Rai. La prima cosa che un’azienda deve fare è aggiornare professionalmente le persone”.

Ad annunciarlo, ieri, il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, in un’intervista a Il Messaggero. Il dg ha sottolineato come “negli ultimi dieci anni, o forse di più, non ci sia mai stato un progetto così ampio e di cambiamento come Rai Academy”.

Da qui a dicembre l’azienda dovrà “mappare le competenze”, dopodiché sarà avviato “un piano triennale di formazione nel quale andremo a mettere una somma ingente: 5 milioni di euro all’anno. In un triennio, crediamo di arrivare, con i due tipi di formazione (teorica e sul campo, ndr), fino alla metà della popolazione che lavora in Rai”.

Campo Dall’Orto ha poi confermato per settembre il debutto di Rai Play “la nuova app dove raccoglieremo tutti i nostri contenuti tv e radio per tutte le piattaforme”. Nel pomeriggio, inoltre, Andrea Fabiano, direttore di Rai1, e Gabriele Romagnoli, numero uno di RaiSport, hanno parlato in audizione davanti alla Commissione di Vigilanza delineando le nuove strategie per le reti che dirigono. Dopo aver difeso la scelta di Pippo Baudo alla conduzione di Domenica In, dettata dalla necessità di dosare tradizione a innovazione, Fabiano ha elencato i punti fermi della sua direzione.

“Il primo – ha detto – è portare contenuti e linguaggi che non si sono mai visti su Rai1, come Cose Nostre, Petrolio, lo spettacolo di Bolle o la prima della Scala. Il secondo è aumentare la varietà dei generi e dei volti presenti sulla rete. Il terzo è la reattività: Rai1 è un canale che deve vivere sintonizzato su quello che succede nel mondo, pronta a demolire quello che ha deciso di fare per seguire quello che accade”.

A seguire, Romagnoli ha messo l’accento sul primo passaggio da compiere per RaiSport: l’innovazione tecnologica. “Raggiungeremo – ha spiegato il direttore – la digitalizzazione entro 18 mesi, ma faremo i primi passi a settembre”.

“Sugli Europei abbiamo provato ad innovare con la app, che è stata apprezzatissima. Si è provato anche a fare format diversi – ha continuato Romagnoli -. La Rai non è univoca. Rai1, Rai2 e Rai3 hanno pubblici diversi, da qui i diversi tentativi sulle tre reti. Sono arrivate risultanze in parte prevedibili: il pubblico reagisce positivamente a tutto ciò che è nuovo. Il pubblico, ad esempio, ha trovato sorprendente Antinelli, un giornalista giovane che ha condotto la Domenica Sportiva l’anno scorso, ma su Rai1 è stato percepito come nuovo”.

Per le prossime Olimpiadi, ha raccontato, “ci sarà la più ampia copertura mai fatta. Due terzi della programmazione di Rai2 sarà dedicata ai Giochi. Io sarò in regia a Rio per dare priorità agli eventi, ma non c’è evento che non sarà coperto, con brevissimo spazio alle chiacchiere. Credo sia l’ultimo grande evento sportivo in esclusiva assoluta”.

“La spedizione Rai conta 200 persone”, ha aggiunto, ricordando che i giornalisti saranno 48 e che saranno più di 5mila le ore di trasmissione. “L’unica emittente che ha lo stesso numero di inviati è la tv francese, che trasmette 3mila ore. La tv tedesca ha 480 inviati per 2mila ore, la Bbc 455 per 2 mila ore. Non credo che la delegazione degli sportivi italiana sia inferiore a 48 unità”. Parlando del palinsesto della prossima stagione Romagnoli ha detto: “RaiSport1 da settembre avrà un vero palinsesto con un tentativo di ragionamento”. Cinque gli sport sui quali si punterà: “sci, ciclismo, pallavolo, pallacanestro e calcio nelle altre accezioni”.

“Non rimpiango la scelta di chiudere RaiSport2, perché l’originalità della rete si riduce a tre ore di trasmissione, per il resto è una replica. L’audience non arriva mai all’1% con alcuni picchi”, ha detto.

Romagnoli ha infine ricordato che “da gennaio verrà rimpiazzato Il processo del lunedì con una trasmissione nuova. Ritengo doloroso solo il taglio a 90° Minuto di serie B, perché è una realtà importante. Su quello ho perso, se volete fare una petizione per farlo tornare in palinsesto mi aiutate”.