Cairo: “Per Rcs un nuovo Cda di operatività grande e immediata. Io sarò in prima linea”

19 luglio 2016

Urbano Cairo

di Valeria Zonca


“Prima si comincia, meglio è”. Dopo la vittoria della sua Opas, sperata ma non in termini così netti (“oltre le più rosee aspettative”), sulla cordata International Media Holding per la scalata a Rcs Media Group (vedi notizia), Urbano Cairo è disposto “a saltare le vacanze”.

Così ha dichiarato ieri l’imprenditore, a margine dell’assemblea di Cairo Communication  straordinaria convocata per l’aumento del capitale sociale di 70 milioni di euro, ottenuto con il voto favorevole del 99,887%, dopo aver ufficializzato la rinuncia della società editrice alla condizione del livello minimo di adesioni.

“Io sarò in prima linea – ha promesso Cairo -. Voglio avere tutte le deleghe e capire perché, e come, esce ogni singolo euro”. Pur ribadendo più volte di non conoscere nei dettagli i conti Rcs “ci sono 55 milioni di spese tra prestazioni professionali e consulenze – ha aggiunto -. Bisogna cercare di gestire velocemente questa azienda affinché si blocchi l’emorragia di perdite e perché siano utilizzati al meglio gli asset ‘inespressi’ che possiede, per creare un maggiore valore. Di asset importanti Rcs ne aveva e li ha venduti: io mi sarei tenuto i libri, la radio, l’esterna e la sede di via Solferino”.

Il prossimo 22 luglio, Cairo Communication avrà il controllo del 48,8% di Rcs. Chi ha aderito all’Opa concorrente di IMH, capitanata da Andrea Bonomi, avrà 5 giorni di tempo (fino al 28 luglio) per trasferire le proprie azioni a Cairo. Il 4 agosto avverrà il pagamento dei titoli in azioni e contante: solo allora si definirà a quanto ammonterà la partecipazione di Cairo Communication.

“Ancora dobbiamo capire quale posizione prenderanno i membri della cordata – ha spiegato il presidente -. Non ho parlato direttamente con Bonomi, ma con altri soci che sembrano ‘buoni compagni di viaggio’. Da parte mia c’è la voglia di essere collaborativo. Proprio domani (oggi per chi legge, ndr) è il 16° compleanno della nostra quotazione in Borsa, il mercato ci conosce”. L’assemblea straordinaria di ieri ha inoltre deliberato “che il capitale sociale potrà essere aumentato per un numero di azioni ordinarie non superiore al 10% del numero di azioni ordinarie complessivamente in circolazione alla data di eventuale esercizio della delega”.

Una misura che ha lo scopo di dotare per un anno il Cda di strumenti idonei a consentire di rafforzare patrimonialmente Cairo Communication anche per far fronte alle necessità finanziarie derivanti dall’acquisto del controllo di Rcs. La società dovrà affrontare un esborso di 65 milioni, nel caso il capitale rimanesse al 48,8% e di 80 milioni nel caso salisse al 62%.

“Possediamo una liquidità di cassa superiore a 90 milioni cifra che ci consentirebbe di effettuare le operazioni senza utilizzare il finanziamento di Banca Intesa, che si è dichiarata disponibile a coprire eventuali importi di debito di banche che potrebbero tirarsi indietro in base alla clausola di change of control”, ha detto il presidente agli azionisti. L’assemblea straordinaria ha infine approvato la modifica degli articoli 6 e 13 dello statuto sociale che introducono il meccanismo della maggiorazione del diritto di voto, due per ogni azione ordinaria.

“Nel caso in cui gli azionisti che hanno preso l’Opa concorrente migrassero da noi, la mia quota in Cairo Communication sarebbe del 47,9%, se nessuno di loro migrasse sarebbe del 52,7%”. Il voto doppio per azione gli permetterebbe di arrivare alla maggioranza o, in ogni modo, era già previsto il lancio di una RAB-reverse accelerate bookbuilding per recuperare il 5% delle azioni.

Negato da parte del patron de La7 un coinvolgimento, diretto o indiretto, di Silvio Berlusconi o di Fininvest nell’operazione Rcs, è stato confermato che per il momento non è contemplato “nessun ipotetico investitore”, ma la società è aperta a nuovi soci. La fusione con Rcs potrebbe avvenire tra 12 o 24 mesi. Attualmente il cda della media company continua a essere presieduto da Maurizio Costa. “Non abbiamo minimamente pensato a chi farà parte del Cda di Rcs, ma quello che nomineremo sarà di operatività grande e immediata. Il socio di maggioranza, appena avrà le azioni, ne potrà fare richiesta”.

Già lo scorso 12 luglio in occasione della presentazione dei palinsesti, Cairo aveva già accennato come intende far ‘fruttare’ Rcs: sviluppo delle affinità tra La7 e il Corriere della Sera, lancio di nuovi periodici in Italia e in Spagna, adozione di modelli condivisi per i costi, ottimizzazione delle attività delle concessionarie, sfruttamento dei reciproci punti di scambio.

“Stiamo comunque facendo dei discorsi a operazioni non concluse e per quanto riguarda le concessionarie di pubblicità vedremo come operare puntando sulle sinergie”. L’attuale direttore del Corriere Luciano Fontana dovrebbe rimanere al timone di un giornale che è “un’icona che non può essere modificata, semmai arricchita”.

Sui periodici, Cairo ha individuato che i primi interventi importanti potrebbero essere su Oggi, Sette e Io Donna, mentre il mercato spagnolo avrebbe lo spazio per lanciare nuovi periodici con un prezzo di copertina inferiore a un euro (vedi notizia). Un’altra priorità ribadita dal patron de La7 è quella del Giro d’Italia, “che oggi fattura solo 25 milioni contro 100 del Tour de France: agendo su sponsor, diritti tv e tappe i ricavi potrebbero aumentare in maniera consistente”, ha commentato.

Infine, considerando che da gennaio 2017 le reti Cairo saranno trasferite sulle frequenze di proprietà della società (Mux), e che sono allo studio nuovi canali, Cairo ha commentato: “Prima di lanciare una tv con un brand cartaceo alle spalle, sebbene forte, bisogna pensarci molto: non è automatico che un brand che funziona sulla carta vada bene anche in tv”.