De Agostini: nel 2015 ricavi netti per oltre 5 miliardi di euro, +28% vs 2014

14 luglio 2016

Marco Drago

L’Assemblea degli Azionisti di De Agostini, riunitasi sotto la presidenza di Marco Drago, ha approvato il Bilancio d’Esercizio al 31 dicembre 2015 e ha preso visione del Bilancio Consolidato alla stessa data, quest’ultimo predisposto secondo i Principi Contabili Internazionali IAS/IFRS. In sintesi, a livello consolidato i ricavi netti  sono di 5.060 milioni di euro, in crescita del 28% rispetto al 2014 (3.938 milioni di euro); il margine operativo lordo (EBITDA) è pari a 1.574 milioni di euro, in crescita del 45% rispetto al 2014 (1.087 milioni di euro).

Nel 2015 De Agostini Editore, in una situazione di mercato molto complessa a livello internazionale, ha proseguito nel percorso di riposizionamento e semplificazione del portafoglio di business. In questo contesto sono state anche attivate, selettivamente, importanti azioni di ristrutturazione e di riorganizzazione, con l’obiettivo nel medio termine di recupero del necessario equilibrio economico-finanziario complessivo. Nel quadro di razionalizzazione del portafoglio di attività si inserisce la cessione, perfezionata a luglio 2016, del ramo d’azienda ‘White Star’, nonché la dismissione prevista, nel corso dei prossimi mesi, di altre attività non strategiche.

I ricavi sono scesi del 13% circa, a 676 milioni di euro, mentre l’EBITDA è migliorato di 13 milioni di euro rispetto al 2014, attestandosi a 18 milioni di euro; il miglioramento dell’EBITDA, nel contesto di discesa dei ricavi, riflette la significativa riduzione dei costi ottenuta a seguito dei piani di efficientamento implementati e alla selettiva riduzione dei livelli di attività in settori/mercati non più profittevoli.

Relativamente alle Attività Media & Communication, si segnala l’integrazione di Zodiak Media e Banijay, due società partecipate dal Gruppo – la prima con una quota di controllo, la seconda con una quota di rilevanza strategica – che hanno perfezionato la propria unione a febbraio 2016, creando uno dei principali gruppi di produzione televisiva indipendenti nel mondo.

La combined entity risultante dall’operazione – Banijay Group, nella quale il Gruppo ha una quota di minoranza, ma rilevante, assieme a Stephane Courbit e al gruppo francese Vivendi – può contare su una base di ricavi pari a quasi 1 miliardo di euro, una forte presenza internazionale (20 Paesi) e un’ampia gamma di prodotti/generi gestiti. I risultati di questo settore sono oggi quasi interamente classificati nelle Partecipazioni valutate a equity, assieme a Grupo Planeta-De Agostini/Atresmedia.

Nel 2015 Atresmedia, consolidata indirettamente a patrimonio netto, ha riportato risultati in significativo miglioramento – con ricavi in crescita del 9,8%, a 970,2 milioni di euro, un EBITDA di 165,7 milioni di euro (+29,8%) e un utile netto di 99,2 milioni di euro (+112,4%) – sostenuti da una forte posizione competitiva (TV audience share del 26,8% e share del mercato pubblicitario pari al 42,1%).

Il 2015 è stato caratterizzato dal completamento dell’acquisizione di IGT da parte di Gtech, a valere sugli accordi sottoscritti nel luglio 2014, in un’operazione tra le più importanti sul piano dello sviluppo del Gruppo in oltre 100 anni di storia, nonché una delle più significative mai realizzate da una società italiana all’estero.

L’acquisizione e la successiva integrazione di IGT in Gtech hanno portato alla costituzione della ‘nuova’ IGT – società basata a Londra, quotata al NYSE e controllata da De Agostini S.p.A. – che oggi si presenta a pieno titolo come l’operatore leader a livello mondiale nell’industria del Gaming, con posizioni di preminenza nei segmenti del Lottery e del Gaming Equipment e di notevole peso nell’Interactivee nel Social Gaming.

Nel 2015 i ricavi della ‘nuova’ IGT sono risultati pari a 4.294 milioni di euro, mentre l’EBITDA si è attestato a 1.470 milioni di euro (entrambi gli indicatori in significativo incremento rispetto ai valori registrati nel 2014, rispettivamente pari a 3.070 milioni di euro e 1.078 milioni di euro), soprattutto alla luce della variazione di perimetro legata al consolidamento della ‘Legacy IGT’ da aprile 2015.