Assinform, 3° Osservatorio sull’ICT nella PA: investimenti trainati da Sanità e Scuola

14 luglio 2016

Agostino Santoni

“La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione è la sfida degli italiani. È a partire da questa nuova sensibilità, già visibile nella Scuola, nella Sanità e in altri ambiti della PA Centrale, che occorre accelerare, concentrandosi sulle componenti del Piano per la Crescita Digitale a maggiore impatto: rapida diffusione di Spid, sviluppo di altre piattaforme digitali a partire dalla cultura e dal turismo, valorizzazione del patrimonio dati della PA, e razionalizzazione dei data center ed evoluzione delle applicazioni per abbattere i costi correnti e puntare su nuove modalità di fruizione dell’ICT, a partire dal cloud”.

Lo ha affermato Agostino Santoni, presidente Assinform, alla presentazione dell’indagine Terzo Osservatorio Assinform sull’ICT nella PA, avvenuta ieri a Roma. Le principali evidenze dell’Osservatorio realizzato da Assinform con NetConsulting cube e Osservatorio Netics in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia Digitale e con il sostegno di Consip, InfoCamere, Poste Italiane e TIM, danno conto di un processo di digitalizzazione in leggera ripresa, ma bisognoso di stimoli.

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Nel 2015, la spesa ICT complessiva (informatica e telecomunicazioni) della PA in tutte le sue componenti infatti è risultata di 5.571 milioni di euro al netto delle spese per il personale e dell’IVA, mostrando una lieve ripresa (+0,5%), dopo anni di calo continuo e costante (-3,6% del 2012, -2,7% nel 2012 e -1,7% nel 2014). Delle due componenti della spesa ICT, è stata quella dell’informatica a trainare (3.456 milioni, +1,6%). Nel 2015 la spesa della Sanità è stata di 1.163 milioni (+2,8%), di Scuola e Università di 358 milioni (+2,5%), della PA Centrale di 2.625 milioni (+0,2%); cala quella delle Regioni con 730 milioni (esclusa la Sanità, -0,5%) e delle Amministrazioni Locali (Comuni, Province e Comunità montane) con 695 milioni (-1,9%). Soffre la spesa per investimenti, scesa nel 2015 a 662 milioni (-0,7%) nella PA Centrale, a 97,5 milioni nella PA locale (-2,9%), e in aumento solo nella Scuola, a 158 milioni (+7,2%,) e nella Sanità (424 milioni).

L’andamento della spesa corrente ICT (che non comprende il costo del personale) innesca la sfida per i prossimi anni. Essa appare ovunque molto resistiva: o cala meno della spesa complessiva o addirittura aumenta (+0,5% nella PA Centrale, +3,2% nella Sanità). È così che la spesa corrente assorbe il 73% della spesa ICT nelle Regioni, l’86% nella PA Locale e il 56% nella Sanità e nella Scuola.

Per quanto riguarda le aree di investimento 2015-2016, le priorità IT nella PA Centrale interessano la razionalizzazione dell’infrastruttura (75,6% degli enti), il rinnovo e l’estensione di applicazioni (70,6%), il rafforzamento della sicurezza informatica (70,6%), il miglioramento dei servizi a cittadini e imprese (64,7%). Il Cloud Computing interessa sempre di più: lo adotta il 50% degli Enti Centrali, il 33% dei Comuni e il 56% della Sanità.