L’Espresso in mostra a Milano per i 60 anni. Giro di nomine alle direzioni

12 luglio 2016

di Serena Poerio


‘La nostra storia – Ieri e oggi nelle fotografie de l’Espresso’. E’ questo il titolo della mostra inaugurata ieri a Milano e ospitata a Palazzo Reale fino all’11 settembre 2016, promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale e l’Espresso.

L’esposizione, organizzata a Roma l’anno scorso in occasione dei 60 anni compiuti dal giornale (la data di nascita del settimanale è il 2 ottobre 1955) è arrivata a Milano “come a voler sottolineare quel legame con la città che l’Espresso ha sempre avuto – ha dichiarato Filippo Del Corno, assessore alla Cultura del Comune di Milano -. C’è un rispettivo riconoscimento che Milano e che questo giornale hanno per la crescita del Paese. Nel corso della sua vita l’Espresso ha collegato i fatti nazionali con il contesto internazionale. C’è un elemento di richiamo della memoria ai fatti della storia che ciascuna fotografia di questa mostra ha. Speriamo che la funzione di questa esposizione, e da qui anche la decisione di rendere l’ingresso gratuito, possa essere anche quella di far conoscere ai più giovani gli ultimi decenni dell’Italia”.

L’Espresso ha sprovincializzato il giornalismo italiano – ha affermato Domenico Piraina, direttore di Palazzo Reale e dei Musei scientifici milanesi -. La maggior parte dell’intellighenzia italiana ha lavorato con questa testata, come dimostrano le autorevoli firme nel corso degli anni. Abbiamo voluto costruire un percorso al’interno della mostra non di tipo cronologico ma tematico”.

“Milano spicca per essere stata, allora ma anche oggi, la capitale dell’impresa che rifiorisce, dell’editoria, del teatro – ha detto il curatore della mostra (ex direttore de L’Espresso, ndr) Bruno Manfellotto -. Il grande rinnovamento culturale, sociale, politico economico e finanziario conosce in Milano un luogo da cui ripartire. Il nostro Paese soffre di una malattia, che è quella dell’assenza di memoria. Oltre 700 autori hanno sentito nel corso degli anni l’esigenza di utilizzare il giornale per raccontare la realtà”.

A supporto dell’iniziativa gli sponsor che, come ha ricordato Stefano Mignanego, Direttore Centrale Relazioni Esterne del Gruppo Espresso “ne hanno reso possibile la realizzazione: Terna, Deutsche Bank, Prysmian Group, Gruppo Generali, Atm, Vespa”. “Con l’Espresso relativamente alle diffusioni – ha detto Mignanego a Today Pubblicità Italia a margine della presentazione – stiamo andando un po’ meglio degli altri settimanali, anche il sito a seguito del restyling avvenuto l’anno scorso sta dando buoni numeri. In generale soffrono i settimanali, i generalisti e i locali, ma anche per quanto riguarda i locali del Gruppo stiamo andando un po’meglio del mercato”.

Da alcuni mesi il settimanale è venduto la domenica insieme a La Repubblica in alcune aree test del nostro Paese al costo di 2,50: “Stiamo avendo dei riscontri interessanti – ha continuato il manager – ma si tratta solo di una fase test”.

L’occasione è particolarmente sentita per Luigi Vicinanza, attuale direttore de l’Espresso a fine mandato. A subentrargli sarà Tommaso Cerno. Vicinanza ha dichiarato: “Siamo nella fase di innovazione. Continuerò a lavorare nel Gruppo con l’incarico di studiare e approfondire nuovi futuri progetti editoriali”.

Cerno è stato negli ultimi due anni a capo de il Messaggero Veneto, il cui nuovo direttore sarà Omar Monestier, che lascia il Tirreno per tornare a Udine nel giornale che ha già diretto dal 2012 al 2014. La direzione del Tirreno viene infine assunta ad interim dal direttore editoriale dei giornali locali del gruppo Roberto Bernabò, con l’obiettivo di completare le ultime fasi della trasformazione riorganizzativa iniziata proprio sotto la sua direzione dal 2009 al 2014. I nuovi direttori si insedieranno giovedì 28 luglio.

Intanto è fissata al 30 luglio la conclusione della due diligence per l’accordo l’Espresso – Itedi (vedi notizia), per arrivare al perfezionamento della fusione entro il primo trimestre 2017.