Mediaset accelera su sinergie tv-radio, crossmedialità e sviluppo internazionale

6 luglio 2016

PIER SILVIO BERLUSCONI

Presentati alla stampa lunedì i palinsesti autunnali caratterizzati da tradizione e innovazione con 15 nuovi format di intrattenimento e 6 nuove fiction

di Valeria Zonca


Sarà una stagione autunnale su due livelli per i palinsesti Mediaset, ha annunciato lunedì sera alla stampa il vice presidente e amministratore delegato del gruppo Pier Silvio Berlusconi.

“Ci saranno sia le certezze di programmi che ci rendono forti in day time e in prime time tra cui Caduta libera con Gerry Scotti, Striscia la notizia, che ha registrato la miglior performance degli ultimi 6 anni, il sabato sera di Maria De Filippi con Tu sì que vales, sia l’innovazione con 15 nuove produzioni di intrattenimento e 6 fiction inedite (vedi palinsesti). Dopo un 2015 di ‘su e giù’, il 2016 è partito bene dal punto di vista della raccolta pubblicitaria, per noi e per il mercato”.

Berlusconi ha infatti confermato il dato dichiarato qualche settimana fa dall’ad di Publitalia Stefano Sala, e cioè la chiusura del primo semestre vicina al +4% (vedi notizia). Poca luce invece sul prosieguo dell’anno.

“Sono tante le incertezze sul futuro, a partire dalla Brexit, ed è difficile avere una visione a lungo termine e fare previsioni: penso comunque che faremo meglio del +2% nel 2016”, ha dichiarato il vp, che ha proseguito: “Il lavoro di efficienza applicato in Mediaset ci consente ora di avere solidità per dare una spinta nuova alle nostre reti, investendo in innovazione, in un panorama caratterizzato da due fattori: oggi  web, social, radio e tv fanno parte di un unico mondo di contenuti della comunicazione. La tv generalista sarà il medium del futuro, lo dimostrano anche i gruppi internazionali sbarcati in Italia come Sky, Discovery, Paramount, che hanno aspirazioni in questa direzione. Per fare ‘grande’ televisione non bastano solo mezzi economici planetari, contano il prodotto italiano, la conoscenza del Paese, la vicinanza con la pancia della gente, l’esperienza e la capacità conquistate sul campo: cose che non si possono comprare, ma che noi offriamo perché parliamo ogni giorno dalla mattina alla sera a 40 milioni di italiani. Il secondo fattore è che un player tv moderno ed evoluto deve avere il coraggio di guardare oltre: noi abbiamo investito nel prodotto, con circa 1 miliardo di euro l’anno, anche negli anni bui della recessione, forti dei nostri contenuti made in Italy”.

Per alcuni personaggi è già arrivata la conferma: Maria De Filippi, Alessia Marcuzzi e Gerry Scotti in primis e i nuovi arrivi Nicola Porro e Maurizio Belpietro. E ci sono contratti da firmare come per Barbara D’Urso e Paolo Bonolis, e trattative in corso per esempio con la Gialappa’s.

Berlusconi ha poi sottolineato che Mediaset è sempre più una media company crossmediale, con ottimi risultati anche sul digital. Secondo i dati presentati dal Biscione, Tgcom24 è il sito di informazione più seguito con 1 milione di utenti unici/giorno, su Fb i fan sono oltre 25 milioni, i download delle app hanno raggiunto quota 37 milioni, mentre sono 3,5 milioni i video online visti al giorno per un totale annuo di 1,7 miliardi.

“Siamo attivi su tutti i mezzi e su tutte le piattaforme: nel 2016 abbiamo ampliato il raggio d’azione con l’ingresso nelle radio (vedi notizia). Con quasi 10 milioni di ascolti, grazie all’acquisizione di R101, Radio 105, Virgin Radio e alla partnership con Radio Monte Carlo che rimane alla famiglia Hazan, Mediaset ha creato il primo polo radiofonico italiano che saprà soddisfare anche i clienti pubblicitari. La stima di fatturato per il primo anno è di 70 milioni di euro. Da un punto di vista editoriale, l’incrocio tra tv e radio è quasi ‘banale’ se si tratta di promozione, noi stiamo facendo uno sforzo per costruire qualcosa che abbia vita televisiva e vita radiofonica. Non abbiamo fretta e teniamo presente che sono due mezzi distinti con logiche diverse e che hanno bisogno di due linguaggi distinti. Stiamo sviluppando idee sinergiche tra i due mezzi collaborando anche con Fascino, la società di Maria De Filippi”.

A Radio 105 dovrebbe arrivare Giuseppe Cruciani, ma “non ci sono certezze”, ha commentato Berlusconi (e ieri è arrivata anche la smentita del Gruppo 24 Ore, che ha confermato nei palinsesti La zanzara). L’accordo strategico firmato in aprile con Vivendi (vedi notizia) è da leggersi  come l’opportunità per il Biscione di fare un salto ancora più internazionale.

“Dopo il closing dell’operazione, lanceremo due progetti: la costruzione di una major per la produzione di contenuti internazionali e la nascita del primo polo paneuropeo di film e serie tv sul web per contrastare lo strapotere degli americani sui contenuti e sulla loro visione on demand.

Premium senza questa alleanza non avrebbe potuto fare quel passo in più: ora ha dietro un grande gruppo e una convergenza telefonica. Sui conti, oggi siamo in linea con il piano preventivato che prevedeva il break even dopo tre anni, così come con gli abbonamenti che hanno superato i 2 milioni. Dopo gli Europei di calcio, partirà la campagna abbonamenti con una comunicazione ad hoc”.

In conclusione, un accenno a Infinity “che è il modello di consumo più utilizzato dopo la tv e che sarà il futuro: la teniamo in casa con gli attuali 600mila utenti. Si tratta di un business ancora piccolo, non solo in Italia ma in tutta Europa”, ha detto Berlusconi.