Urban Vision, fatturato 2015 oltre i 19,8 milioni. Obiettivo 2016: superare i 30 milioni

5 luglio 2016

Daniela Valenza, vice presidente; Fabio Mazzoni, amministratore delegato e Gianluca De Marchi, presidente

Da 10.911.946 euro di fatturato nel 2014 a 19.850.585 euro nel 2015 (+81%), con un Ebit di 1.780,991 euro, cresciuto del 155% rispetto all’anno precedente e un Roe del 67,8%. Sono questi i numeri del bilancio depositato da Urban Vision nello scorso mese di giugno, il giro di boa di un 2016 altrettanto ricco e promettente per la società che opera nel campo dei restauri sponsorizzati, guidata dal presidente Gianluca De Marchi.

Una crescita rilevante che, sebbene trainata dalla progressiva ripresa dell’Outdoor Advertising (+9,7% di investimenti nel quadrimestre gennaio-aprile 2016, fonte Nielsen & AudiOutdoor) è caratterizzata da una consolidata maturità e consapevolezza dell’azienda, impegnata in progetti di fund raising e restauri sponsorizzati, iniziative di social responsibility e campagne cross-mediali originali e innovative, una su tutte la comunicazione del prestigioso progetto di restauro del Ponte di Rialto a Venezia.

“È un traguardo frutto di sacrificio da parte dell’intero team e di scelte che, nel corso dell’anno passato, si sono rivelate vincenti in termini di offerta e creatività – ha commentato Fabio Mazzoni, amministratore delegato di Urban Vision -. Le performance dell’azienda sono migliorate di pari passo con le nostre competenze di business che, unitamente a un’attenta gestione dei costi, ci hanno permesso di raggiungere questi risultati. Chiudere il 2015 con il segno più e un utile netto di quasi un milione di euro ci stimola a fare ancora meglio nel 2016, anno in cui prevediamo di superare i 30 milioni di fatturato e puntiamo a consolidare la posizione guadagnata in Italia e all’estero”.

La società ha spostato lo sguardo oltre i confini nazionali, approdando sul mercato inglese ed esportando il brand Urban Vision come modello di originalità, know-how e innovazione made in Italy.

“I numeri incorniciano un eccellente anno per noi e confermano l’Ooh non solo come mercato vivo che raccoglie la fiducia dei brand e delle aziende, ma come risorsa preziosa in termini di indotto e di occupazione, soprattutto se legato al restauro sponsorizzato – osserva De Marchi -. La nostra rapida crescita è dovuta principalmente all’aver saputo intercettare un bisogno sempre più urgente in Italia, quello di mettere insieme pubblico e privato nella tutela e nel mantenimento dei tesori artistici nazionali, dando vita a un modello economico che ha ricadute sia occupazionali, poiché mette in campo nuove professionalità, sia sociali, perché restituisce ai cittadini un patrimonio che è massima espressione della nostra identità culturale e fonte inestimabile per il rilancio del Paese, dal punto di vista dell’appeal internazionale per turisti e investitori esteri”.

Tra gli impegni del prossimo semestre c’è proprio quello di allargare ulteriormente l’ambito operativo e concentrarsi sul recupero del patrimonio architettonico e artistico attraverso il fund raising non vincolato all’esposizione pubblicitaria, con l‘ausilio di progetti di comunicazione innovativi e multimediali.