Monica Fabris: “Ascoltare per governare la nuova era della comunicazione”

30 giugno 2016

Monica Fabris

di Serena Poerio


“L’era della comunicazione non è necessariamente un’era in cui è più semplice comunicare”. Con queste parole, in cui è evidente un paradosso, Monica Fabris, presidente di Episteme ha raccontato durante l’assemblea Upa  dal titolo ‘Innuendo, la SociEtà eccitata’ come stia evolvendo il mondo in cui viviamo e quale sia il comportamento del nuovo consumatore. Qual è la società a cui ci riferiamo quando parliamo di comunicazione? “Siamo passati da una società dei consumi – ha raccontato Fabris -, i cui valori sono stati messi in discussione dalla storia, che ne ha delineato il limite, a una società in cui prevale la cultura dell’equilibrio. Attenzione però – ha ammonito la manager – anche l’equilibrio si mostra come limite”.

I motivi sono diversi: “Il primo tema da cui un comunicatore non può prescindere è la sicurezza – ha dichiarato la presidente dell’istituto di ricerca -. Vogliamo sentirci rassicurati dalla comunicazione. Eppure siamo in un’epoca dominata dall’incertezza. Al contempo c’è la costante ricerca dei emozioni nuove. Si tratta di due tensioni contrapposte, in cui bisogna individuare un limite”.

Altro elemento che ha scompaginato le fila della comunicazione è stata la rete: “Internet si è da subito palesato come ‘senza limiti’ – ha spiegato Fabris -. La comunicazione oggi grazie all’influsso della rete ha rilanciato l’individualismo. Il consumatore è cambiato sotto le spinte della personalità e della multi identità e con esso sono variati anche i luoghi di distribuzione del messaggio e di consumo. Le tribù del consumo non sono così semplici da delineare nelle nuove comunità aperte”.

Come entrare in contatto quindi con il nuovo consumatore? “Quasi il 65% degli intervistati a campione ha dichiarato di sentirsi in ansia quando non connesso”. Questo il dato che Fabris ha evidenziato per raccontare “l’overload di informazioni che ogni giorno ci sommerge. Nel rumore di fondo è difficile trovare spazio”. Ma una formula c’è: “Ascoltare di più e meglio. Nell’ascolto – ha concluso la manager – possiamo governare i fenomeni che contraddistinguono la comunicazione oggi”.