Rai Pubblicità, primo semestre a +10,6% con gli Europei. Obiettivo 2016 invariato

29 giugno 2016

Fabrizio Piscopo

Rai Pubblicità si appresta a chiudere il primo semestre del 2016 con una raccolta pubblicitaria in crescita del 10,6%, comprensiva degli Europei di Calcio che hanno già totalizzato ricavi adv pari a 60.115.000 euro. Al netto degli Europei, la crescita stimata è tra il +5% e il +6%. L’obiettivo per la fine dell’anno è invariato ed è pari a 700 milioni di euro. Quanto ai singoli mezzi, l’incremento da gennaio a giugno è del +11,3% per la Tv generalista, del +5,5% per le Tv specializzate, del +8% per la Radio e del +21,1% per il Web. La responsabilità di radio e web è affidata a Francesco Barbarani che, da questo mese, assume anche la guida del mezzo Cinema.

È quanto ha dichiarato ieri l’ad della concessionaria Fabrizio Piscopo durante la presentazione dei palinsesti autunnali Rai a investitori e centri media. Dai nuovi palinsesti, caratterizzati da un alto tasso di innovazione, sono stimati ascolti in crescita dell’8% in prime time per la Tv generalista e del +2% all day. La crescita attesa per l’autunno di Rai Gold (Rai4, Rai Movie e Rai Premium) è del 10% all day, soprattutto grazie a Rai4.

Quanto agli ascolti, Piscopo ha sottolineato l’ottimo andamento del primo semestre: “Siamo gli unici con segno più, cresciamo di 0,1 punti di share all day e di 1,8 punti in prime time”. L’ad ha anche sottolineato le ottime performance sul web degli Europei: a oggi sono stati erogati ben 16.470.000 spot video, per la sola Italia-Spagna sono stati 2.750.000. Bene anche l’audience dei break sulla radio, del 20% superiore rispetto ai competitor.

Tra le novità su cui punta la concessionaria, la piattaforma Open Square che consente agli utenti  di entrare – anche da device mobili – direttamente negli spazi e prenotare le campagne, ottenendo risultati in tempo reale delle pianificazioni, e il servizio Cross Audience Tool messo a punto con Sinottica (GfK) e Kubik (MediaSoft) per la quantificazione millimetrica delle campagne multimediali (vedi notizia). “Non crediamo nel programmatic – aggiunge Piscopo – per noi è importante la relazione one to one con il cliente”.

Quanto alla Brexit, il pericolo per il mercato pubblicitario c’è, perché “la caduta delle Borse, e il conseguente crollo dei consumi, potrebbero riportarci in recessione e di nuovo dentro all’inferno. Quindi mi auguro che si riesca a trovare una soluzione in tempi rapidi”, conclude il manager. (C.C.)