Una Beyoncé militante e la realtà dei rifugiati per due nuovi Grand Prix

27 giugno 2016

Un frame di 'Formation' con Beyoncé

di Giovanni Lunghi


Entertainment Lions e Entertainment Lions for Music: due nuove categorie che hanno fatto il loro esordio con i primi Grand Prix. La giuria Music ha debuttato alla grande, assegnando due trofei pari merito. Uno va a ‘Formation’ il controverso pezzo di Beyoncé lanciato lo scorso febbraio, che mixa abilmente rivendicazioni in stile black power con spunti di gender  equality. Il presidente della Giuria, Josh Rabinowitz (EVP di Grey New York) ha riconosciuto all’icona dell’Hip Hop al femminile il coraggio e il merito di aver preso posizione su questioni sociali scottanti per gli Stati Uniti, esponendosi a critiche che vanno oltre il suo ruolo di Pop Star.

L’altro Grand Prix è andato alla campagna ‘Home for Christmas’ realizzata dall’agenzia Jung von Matt di Amburgo per Edeka, la catena tedesca di supermercati: un’operazione promozionale natalizia dai toni ‘strappalacrime’ sottolineati dal brano Dad scritto e interpretato da Neele Ternes: forse l’unico elemento originale in un progetto che ha il sapore di campagne già viste nell’inflazionato territorio emotivo delle riunioni familiari con anziani che vivono in solitudine per il resto dell’anno.

Sul fronte Entertainment, ancora un premio dedicato alle ‘buone cause’: il Grand Prix è andato al progetto ‘Displaced’ del New York Times. Qui entriamo in una delle tendenze più in voga al Cannes Lions 2016: la Realtà Virtuale. I lettori (se ancora possono chiamarsi così) di uno dei più autorevoli quotidiani Usa possono vivere nuove esperienze attraverso il proprio cellulare munito di visore Card Board.

Motivando la scelta della giuria, il presidente Jae Goodman (CCO di di Creative Artist Agency) ha ridefinito il concetto di ‘intrattenimento’: non si tratta più di divertire il pubblico, ma di trasportarlo nel cuore di scenari anche drammatici come quelli delle numerose crisi umanitarie in corso nel mondo. Il significato del premio al progetto del New York Times, che ha conquistato anche il Grand Prix nel Mobile, va oltre la ‘soluzione creativa’: infatti rappresenta la nuova frontiera del giornalismo e della cronaca, che entrano a pieno titolo in una realtà dove la notizia si trasforma in esperienza.