La rivalità dei ‘Big Six’ dell’advertising a supporto della sostenibilità globale

27 giugno 2016

Yannick Bolloré, Michael Roth, Martin Sorrell, Ban Ki-moon, John Wren e Maurice Lévy

di Valeria Zonca


L’unione (dei competitor) farà la forza per un nobile obiettivo: migliorare le condizioni di vita di tutti. Può essere questa la conclusione del Cannes Debate 2016, per la prima volta proposto in una formula tutta particolare.

Abituati a vedere sul palco sir Martin Sorrell, founder e ceo di Wpp, ospitare ogni anno un ospite internazionale, quest’anno gli spettatori si sono trovati di fronte a un pool di leader dei maggiori network dell’adv globale, apparsi per la prima volta insieme per comunicare il loro impegno volto a raggiungere degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU che nel 2015 ha lanciato SDG-Sustainable Development Goals (votato all’unanimità da quasi 200 nazioni), con 17 punti che toccano i principali problemi che affliggono, oggi, il pianeta: dal cambiamento climatico alla povertà, dalla fame alla sanità, dalla parità di genere alla pace.

Tadashi Ishii, ceo e presidente di  Dentsu, Yannick Bolloré, chairman e ceo di Havas, Michael Roth, chairman e ceo di IPG, John Wren, presidente e ceo di Omnicom, Maurice Lévy, chairman e ceo di Publicis Groupe e Sir Martin Sorrell hanno confermato venerdì il loro impegno attraverso il Common Ground Program, che comincerà con una campagna adv globale grazie allo spazio concesso dagli editori.

Prima dei loro interventi, il palco del Teatro Debussy ha ospitato il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon che ha fatto un ‘appassionato’ appello all’intera industry pubblicitaria, sull’esempio dei ‘Big Six’, per un impegno collettivo a favore del SDG, mettendo insieme la creatività e l’innovazione per risolvere alcuni delle più grandi questioni umanitarie del mondo. E parla dei ‘Big Six’ come se niente, nemmeno l’impensabile, fosse impossibile, perché i competitor hanno accettato di accantonare le rivalità e di condividere le loro differenze per far avanzare l’agenda per SDG, il cui raggiungimento è previsto per il 2030.

“Nonostante i problemi del mondo, siamo in grado di trovare un terreno comune – ha detto Ban Ki Moon -. Anche dopo gli eventi in Europa (e si riferiva al Brexit del giorno precedente) sono convinto che quando lavoriamo insieme siamo più forti. Il mondo della pubblicità costruisce grandi narrazioni, in grado di ‘plasmare’ le opinioni, e sono qui per chiedergli un grosso aiuto per creare la più grande campagna per l’umanità: siamo la prima generazione che può porre fine alla povertà globale e l’ultima generazione che può affrontare il cambiamento climatico prima che sia troppo tardi: tutti devono contribuire a rendere questi obiettivi ambiziosi in realtà. Abbiamo bisogno della comunità imprenditoriale, del mondo accademico, del settore privato: la CSR, seppure fondamentale, non basta da sola, bisogna andare oltre. La solidarietà significa la differenza tra disperazione e speranza”.

Dopo il suo discorso, il segretario generale dell’ONU si è seduto accanto agli “Zar” (così li ha definiti) che sono intervenuti a turno spiegando che ogni gruppo si concentrerà su un obiettivo, con possibili incroci e collaborazioni tra i network. A Cannes mancava solo Ishii, che ha inviato un video messaggio in cui ha dichiarato che l’area di intervento di Dentsu sarà a favore della salute mondiale. Havas si prenderà cura del cambiamento climatico.

“Il nostro settore è uno dei più competitivi e tra di noi c’è un’intensa rivalità – ha detto Bolloré -, ma insieme possiamo ispirare anche altre realtà. Nessuno di noi ha una bacchetta magica, ma abbiamo gli strumenti per influenzare le conversazioni e la capacità di consegnare il messaggio giusto alle persone giuste nel momento giusto”.

Il gruppo IPG si occuperà di acqua “coinvolgendo nostri clienti come Nestlé e Coca-Cola come partner per promuovere il programma – ha confermato Roth -. Abbiamo enormi risorse per raggiungere questi obiettivi e vogliamo utilizzare il nostro talento creativo di insieme per dare una risposta a ciò che sta accadendo nel mondo non solo creare ‘buzz media’ social”. Omnicom si occuperà di educazione “elemento fondamentale per il cambiamento. Vogliamo creare una piattaforma dove tutti potranno dare il loro contributo”, ha detto Wren. Il Food sarà invece il focus di Publicis.

“Vogliamo cambiare l’approccio al cibo – ha detto Lévy -: siamo in un’epoca di sharing economy, dobbiamo condividere”. Sorrell, che non ha nascosto la sua preoccupazione per la vittoria in UK dell’uscita dall’Ue, a proposito del Common Ground ha dichiarato che “tutto è iniziato nel 2015 quando al Cannes Debate era ospite Al Gore. Wpp si occuperà  di combattere la disuguaglianza, che è la pre-condizione per raggiungere anche gli altri obiettivi. Mi rivolgo a tutte le agenzie, affinché ci aiutino a implementare gli sforzi per occuparsi di un altro aspetto, quello dei rifugiati e dell’immigrazione”.

Ogni network si è impegnato a finanziare le idee vincenti dei Cannes Young Lions 2016 per renderle realizzabili. Tutti i brief che dovevano essere sviluppati dai giovani team vertevano infatti attorno a uno degli obiettivi dell’SDG. Il Cannes Debate 2016 è stato un vero ‘bagno’ di idealismo, intenso e coinvolgente: rimane la speranza che per una volta gli attori del mercato riescano ad andare oltre ogni priorità di business, non solo a parole.