Unilever racconta il futuro dei brand e i brand del futuro

23 giugno 2016

Keith Weed

di Eugenia Morato


Con il seminario dal titolo ‘The Future of Brands’, Keith Weed, Chief Marketing & Communication Officer di Unilever, è salito sul palco del Festival per raccontare alla platea quella che per lui è la formula magica per i brand del futuro.

“Noi di Unilever esploriamo ogni giorno quale possa essere il futuro dei brand, il futuro in un mondo dove la parola disruption è già ormai the new normal – ha detto Weed -. Per noi, il futuro è rappresentato al meglio dalla formula ‘iˆn’ [i elevato alla n], dove quella ‘i’ indica 3 elementi: individui, influencer e impatti”. Weed ha spiegato che parlare di marketing significa fare engagement di persone, ciascuna nella propria individualità.

“Noi vogliamo creare relazioni con miliardi di individui. Con ciascuno di loro. E, nel fare questo, i dati hanno un ruolo importante perché, grazie ai dati, possiamo raggiungere un target più preciso per un certo media”, ha raccontato Weed citando l’esempio di Romeo Reboot di Axe.

Il brand ha dato vita a più di 100.000 versioni leggermente differenti di questo mini film per massimizzare il livello di customizzazione del proprio pubblico e i risultati non si sono fatti attendere: grazie allo spot Axe ha ottenuto un +170% di attenzione da parte del pubblico. Il manager ha poi parlato degli influencer, che lui definisce “parte importante dei brand creativi”, suddividendoli in celebrity, esperti, leader di pensiero e social maven.

“Gli influencer hanno il potere di amplificare il messaggio dei brand – ha dichiarato Weed, ricordando la campagna di Knorr ‘Love at first taste’-. I dati dimostrano che le campagne che utilizzano gli influencer hanno un incremento di 5,2 volte negli intenti di acquisto dei consumatori. I ‘veri’ impatti sono quelli che sfidano gli stereotipi nei diversi settori e riescono a vincerli. A proposito di stereotipi, il 50% delle campagne che siamo abituati a vedere rappresenta le donne in uno stereotipo”.

Per Weed, solo i brand che hanno dei propositi idealistici possono davvero fare engagement dei consumatori e riescono a crescere più velocemente. E ancora una volta sono i dati a dimostrarlo. “I brand che credono nel vivere sostenibile e che hanno un messaggio coerente vanno incontro a una crescita del 30% più velocemente rispetto agli altri brand –  ha raccontato, ricordando Save Our Swirld (SOS), la campagna di consapevolezza sul problema del cambiamento climatico di Ben&Jerry’s -. Ora è arrivato il momento di un rinascimento nel marketing, perché è solo dando vita a una creatività che progressivamente scardina gli stereotipi che potremo creare un miglior advertising”.

Ed è questa la grande sfida che aspetta i brand nel futuro. Un futuro che comincia ora.