Bourdain: “Resto ispirato non scendendo a compromessi”

23 giugno 2016

Anthony Bourdain

di Monica Bozzellini


Intelligenza, curiosità e stile. Sono queste le qualità che accomunano, e con cui vengono presentati sul palco della sala Lumiere, Anderson Cooper, pluripremiato anchorman di CNN e conduttore di AC 360, e Anthony Bourdain, non solo ‘cuoco’, ma anche scrittore e protagonista in tv del programma Parts Unknown.

Il tema del loro incontro è l’ispirazione creativa. “Dove sei stato di recente Anthony?”, esordisce Cooper; “Londra, Houston, Vietnam”, risponde lo chef, che proprio in Vietnam ha mangiato noodle con il presidente Obama (“mai visto un uomo così felice di bere dalla bottiglia”, scherza) “e poi in molti altri posti”.

Perché è proprio l’amore per il viaggio l’altro elemento che unisce questi due uomini: l’uno giornalista di spessore, che vive come “un privilegio la possibilità di vedere il mondo, raccontarlo, fare domande a chi sta al potere e lanciare sfide”; l’altro che del suo programma dice “non faccio giornalismo, ma cerco di trasferire alle persone la sensazione che si vive stando nei luoghi che visito, utilizzando tutti gli strumenti a disposizione: dalle immagini alla musica.

E’ comunque un processo ‘manipolativo’ e non mi pongo problemi ‘etici’ nell’usare qualcosa che ti possa fare sentire quello che sto provando io”. Fondamentale per entrambi, per cogliere la realtà e raccontarla agli spettatori è la capacità di creare una connessione umana: “Se non senti realmente le persone che incontri cosa puoi fare per loro e con loro?”.

“Come cerchi e mantieni viva l’ispirazione – chiede ancora l’anchor di CNN – come la coltivi, magari nei frequenti e lunghi viaggi in aereo?”. “In aereo due valium e sono a posto – dice ridendo Bourdain, ma poi seriamente condivide la sua ‘regola’ -: Non scendo a compromessi, che piaccia o non piaccia alla gente, me ne frego. Se non mi diverto e non soddisfo la curiosità o non intraprendo una sfida e nemmeno le persone con me lo fanno, che senso ha quello che faccio?”.

Infine, da profano a esperto, la richiesta di un consiglio a tutti i viaggiatori: “Come mangiare lontano da casa senza stare male?”. “Scegliete lo street food – risponde lo chef a un incredulo Cooper -. Non sarebbe una strategia di business azzeccata avvelenare i clienti del quartiere che sicuramente lo usano ogni giorno, quindi…fidatevi”.