Addio a Pino Pilla, il pubblicitario “schivo”

23 giugno 2016

Ciao Pino. 

Lo sai? In un certo senso non mi sorprende che tu sia andato via nel bel mezzo del Festival di Cannes, l’icona ufficiale di tutto quello che la pubblicità ambisce a rappresentare, e allo stesso tempo il simbolo di tutto quello che della pubblicità tu hai sempre disertato. Hai voltato ancora una volta le spalle ai palcoscenici e alle paillettes: non conoscevo nessun altro nel nostro settore così schivo e impacciato al momento di apparire.

C’eri, eccome, ma non volevi apparire.

E non conoscevo nessun altro così silenziosamente orgoglioso del suo lavoro eccellente, delle sue intuizioni complesse e semplici, delle sue trovate fulminanti che hanno segnato un’epoca. Nessun altro così ostinatamente fedele all’istinto ed all’intelligenza. Al suo talento puro.

Qui a Cannes ti ho incontrato raramente, laconico e fugace. Eri qui quasi per senso del dovere, perché un pubblicitario del tuo livello si supponeva non potesse non esserci, ma i tuoi occhi dicevano che avresti preferito mille volte stare dietro alla tua macchina da scrivere. O a quel computer che ultimamente ti aveva rubato la soddisfazione di strappare l’A4 in sottili striscioline di carta, contenenti ognuna un singolo titolo.

Dunque non mancherai a Cannes, Pino, questo è certo. Ma vorrei che tu sapessi quanto mancherai invece a noi che sappiamo quanto importante tu sia stato per il nostro lavoro. A noi che ti vogliamo bene.

Ciao Pino. E arrivederci. 

Giovanni Pagano