Cloud, nel 2016 mercato a +18% in Italia

23 giugno 2016

Il mercato Cloud in Italia prosegue la forte crescita: per il 2016 viene stimato un incremento del 18% nel 2016 che lo porterà a raggiungere un valore di 1,77 miliardi di euro. A crescere a ritmo più sostenuto è il Public Cloud, stimato in crescita del 27% dal 2015 e destinato a toccare quota 587 milioni di euro; crescono anche gli investimenti dedicati alla Cloud Enabling Infrastructure, ovvero quelli destinati ad aggiornare il patrimonio infrastrutturale e applicativo già esistente in azienda per l’adozione del Cloud, che arriveranno a valere complessivamente 1,185 miliardi di euro.

E’ quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Osservatorio Cloud & ICT as a Service, giunto alla sesta edizione epromosso dalla School of Management del Politecnico di Milano. La ricerca, presentata a Milano presso il Campus Bovisa in occasione del Convegno ‘Cloud: è arrivata l’età della ragione?’ ha analizzato nel dettaglio l’evoluzione dell’offerta e i modelli di adozione di tale modello nelle aziende di grandi, medie e piccole dimensioni coinvolgendo oltre 900 CIO e responsabili IT di imprese italiane.

“Il trend di crescita del nostro Paese appare in linea con quello che gli analisti internazionali fotografano come un fenomeno sempre più pervasivo e inarrestabile a livello globale”, afferma Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service del Politecnico di Milano.

E continua: “In riferimento al solo Public Cloud, Gartner stima a livello mondiale una crescita per il 2016 di poco meno del 26%, per un valore complessivo di 64,7 miliardi di dollari. In un orizzonte temporale più ampio, IDC stima che il mercato Public Cloud passerà dai 70 Miliardi di dollari del 2015 a più di 141 miliardi di dollari nel 2019, con un tasso di crescita composito del 19,4%. Segnali confortanti per l’Italia arrivano anche dal recente studio Global Cloud Computing Scorecard di BSA – The Software Alliance che, nell’evidenziare alcuni passi in avanti fatti dal nostro Paese nella creazione dei presupposti per lo sviluppo del Cloud, colloca l’Italia all’ottavo posto a livello mondiale, due posizioni più in alto rispetto al precedente studio del 2013″.

Il settore manifatturiero rappresenta la fetta più ampia della spesa in Public Cloud, con una quota pari al 23% del mercato; le iniziative maggiormente adottate sono quelle relative alla gestione della supply chain, dei trasporti e dei portali e-commerce. Al secondo posto si attesta il settore bancario (21%): lo sperimenta in ambiti di ottimizzazione di prezzi di strumenti finanziari, nei servizi di e-learning e per quanto riguarda le piattaforme di calcolo per gli ambiti Big Data Analytics. Telco e media raggiungono il terzo posto con una quota del 14% e in questo caso il Cloud viene utilizzato sopratutto per i servizi di streaming video, di gestione dell’advertising e di gestione delle infrastrutture.

“Con il Public Cloud ormai realtà tangibile nelle grandi aziende italiane – ha detto Stefano Mainetti, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service – la sfida per le Direzioni IT è l’evoluzione verso modelli che permettano ad infrastrutture ed applicazioni di integrarsi in modo veloce e flessibile con i servizi consumati dal Cloud. Questo è un passaggio fondamentale per rispondere alle esigenze di innovazione e agilità che è richieste in modo mandatorio dai vertici aziendali”.