Torna la Mappa dell’Intolleranza. Milano e Roma le città che ‘odiano’ di più

16 giugno 2016

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È stata presentata lunedì a Milano la seconda versione della Mappa dell’Intolleranza, una radiografia dell’Italia che odia via Twitter, social ideale per esprimersi in anonimato e raggiungere una vastissima comunità virtuale che conta oggi 10 milioni di account.

Nell’anno 2 della mappatura dei tweet intolleranti, le donne si confermano la categoria più odiata, seguite da omosessuali e migranti. Milano e Roma, le citta’ con il più alto livello di tweet negativi.

Il progetto è  ideato da Vox – Osservatorio italiano sui diritti in collaborazione con le università di Milano, Bari e Sapienza di Roma. Al suo secondo anno di rilevazione, la mappatura consente l’estrazione e la geolocalizzazione dei tweet che contengono parole considerate sensibili e mira a identificare le zone dove l’intolleranza è maggiormente diffusa – secondo 6 gruppi: donne, omosessuali, immigrati, diversamente abili, ebrei e musulmani – cercando di rilevare il sentimento che anima le communities online, ritenute significative per la garanzia di anonimato che spesso offrono (e quindi per la maggiore ‘libertà di espressione’) e per l’interattività che garantiscono.

Network Comunicazione, che ha ideato il concept del progetto, ha finalizzato il lavoro di raccolta dati e di analisi degli stessi con un format altamente innovativo e impattante, attraverso la creazione di vere e proprie mappe infografiche e di un video di decodifica del sentiment della rete.

“Si tratta di un progetto dal fortissimo impatto sociale, che mette al centro il cosiddetto hate speech, il linguaggio dell’odio. Il format che abbiamo messo a punto si inserisce nelle più moderne tecniche di storytelling, per dire una cosa semplice e profonda insieme: le parole che usiamo modificano i nostri comportamenti e pesano come pietre scagliate contro l’altro. È un progetto sull’inclusione, per favorire la cultura del dialogo”, ha spiegato Silvia Brena, giornalista, ceo di Network Comunicazione e co-fondatrice di Vox.

Dando uno sguardo ai dati emersi dopo sette mesi  di monitoraggio di Twitter, da agosto 2015 a febbraio 2016, sono 2.659.879 i tweet estratti per mappare l’odio razziale, l’omofobia, l’odio contro le donne e contro i diversamente abili, l’antisemitismo e l’islamofobia. In particolare Roma e Milano sono al vertice della classifica delle città più intolleranti. Solo a Roma sono stati rilevati 20.755 tweet riferiti ai 6 gruppi presi in considerazione. Di questi i messaggi negativi contro le donne, sempre al vertice della classifica, hanno raggiunto un totale di 5.120, i migranti 1.749, gli islamici 1.268 e gli omosessuali 1.324.

A Milano invece il totale dei tweet rilevati è stato di 15.636, di cui 5.345 contro le donne, 1.032 a stampo razzista, 967 omofobi. Restando in Lombardia, anche Brescia e Bergamo hanno visto un proliferare di messaggi discriminatori, per un totale rispettivamente di 1.221 e 1.214, seguite da Monza, Varese, Pavia e Lodi.  Tweet negativi sono stati rilevati anche in altre città italiane. Tra quelle più intolleranti, sul terzo gradino del podio si piazza Napoli, seguita da Torino e Firenze. La Mappa verrà donata ai comuni, alle Regioni, alle scuole, a chiunque abbia bisogno di fare un’efficace azione di prevenzione sul territorio.