La proposta di PR Hub sulle gare pubbliche promossa dai ‘legali’

26 maggio 2016

Andrea Cornelli

L’iniziativa del coordinatore del PR Hub, Andrea Cornelli, che propone 8 punti per garantire libertà di accesso, trasparenza e regolarità delle gare di comunicazione di Stato, Regioni, Comuni ed altri enti pubblici e partecipa alla consultazione pubblica indetta dall’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione), merita il massimo sostegno e costituisce un primo passo verso l’incremento di quella trasparenza con cui dovrebbero essere gestite le gare pubbliche per l’affidamento di incarichi di comunicazione, stigmatizzando così quella mala gestio che invece ha finora condizionato gli affidamenti dei servizi di comunicazione pubblica.

E’ questa la valutazione dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli, specializzato in appalti e nella comunicazione commerciale nel settore della sanità, all’indomani della diffusione della proposta dell’associazione.

“Sulla base della nostra esperienza e, soprattutto, di quanto previsto nel nuovo Codice entrato in vigore lo scorso 19 aprile, alcune delle problematiche poste in evidenza dal comunicato PR Hub hanno in parte trovato già una soluzione, come ad esempio il divieto d’introduzione di requisiti (ad hoc) sia economici che tecnici, che oggi il nuovo Codice (all’art. 83) effettivamente ridimensiona rispetto alla precedente disciplina (artt. 41 e 42), oppure l’obbligo di rispetto di una tempistica per consentire un’effettiva partecipazione alle gare, oppure la pubblicizzazione di tutti gli atti di gara (ora obbligatoriamente prevista dall’art. 29 sulla “trasparenza”) nonché, infine, la riduzione dei vincoli di fatturato ai fini partecipativi, che l’art. 83 D.Lgs.n. 50/2016 dispone in 1 solo anno nonché d’importo comunque non superiore al doppio della base d’asta”, ha spiegato Andrea Stefanelli, co-fondatore dello Studio legale Stefanelli&Stefanelli.

“Di notevole interesse, invece, è lo spunto relativo all’affidamento della fase di ‘collaudo’ a una figura esterna alla P.A. appaltante, per evitare quegli eccessivi ribassi visti in gara – e poi ‘recuperati’ in fase esecutiva in ragione di collaudi non sempre attenti e puntuali – ma, soprattutto, la previsione di una ‘simulazione del progetto’ posto in gara, che ben potrebbe rappresentare uno strumento applicabile non solo nelle gare di comunicazione pubblica, ma anche in tutte le procedure d’affidamento di servizi intellettuali e progettuali in generale, in cui l’impossibilità stessa di mettere in gara l’oggetto (che poi dovrà essere realizzato proprio dal soggetto selezionato dalla procedura), finisce per ridurre dette gare – come correttamente denunciato da Andrea Cornelli – delle mere valutazioni sui migliori curricula e sulle credenziali, non sempre (come noto) specchio di un’effettiva capacità professionale ma più spesso di ottime relazioni sociali”, conclude Stefanelli.

Del nuovo Codice e del suo impatto si parlerà in un Convegno che si terrà a Milano il 17 giugno 2016, nella cornice del Westin Palace, con un taglio volutamente operativo in quanto rivolto agli operatori economici e a tutti coloro che, quotidianamente, si devono confrontare  con il modo delle pubbliche gare.