Call to action: dalla logica della potenza alla logica della precisione

23 maggio 2016

Christian Centonze

di Laura Buraschi 


La seconda giornata di lavori al Forte Village si è aperta con l’incontro ‘Economia e società nell’Italia che cambia’. Il professor Francesco Daveri dell’Università Cattolica ha evidenziato che durante la crisi non tutti i comparti hanno sofferto allo stesso modo, e anche la ripresa sta favorendo alcuni settori a scapito di altri: “Il ritorno in positivo è diseguale e sta riguardando prevalentemente wellness e alimentari”.

Marzio Barbagli dell’Università di Bologna ha portato alcuni dati relativi a tematiche sociali negli anni della crisi, sottolineando come siano diminuiti i reati verso la persona (come gli omicidi) e aumentati invece quelli  minori (furti e rapine).

Da questo scenario si propaga un’ulteriore ‘Call to action’: “Bisogna agire – ha invitato Giovanni Fantasia, amministratore delegato di Nielsen -. Si è palesato un nuovo consumatore che si informa e acquista online e non parliamo solo dei millennials, ma anche di over 45”. Christian Centonze, consumer analytic solutions european manager Nielsen, ha presentato i risultati della ricerca ‘Come il digital sta cambiando la shopping experience – Marche e insegne alle prese con un consumatore connesso’.

“L’Italia è il Paese delle contraddizioni – ha spiegato – e dal punto di vista della tecnologia non facciamo eccezioni. Siamo un Paese spaccato a metà, con il 43% di persone che probabilmente non hanno mai nemmeno usato un pc mentre il restante 57% è connesso”.

Centonze sposta poi l’attenzione sull’ecommerce parlando dell’arretratezza dell’Italia da questo punto di vista: “L’inerzia dell’Italia nell’ecommerce è più nella domanda o nell’offerta? Noi pensiamo nell’offerta. Questo fa sì che si crei lo spazio per l’ingresso di nuovi player, come sta succedendo con Amazon”.  Costruire relazioni positive con i propri clienti non è mai stato così importante: il world of mouth è rilevante nella decisione d’acquisto per il 44% degli italiani e per il 62% dei millennials.

Infine, c’è un dato non trascurabile: “I nuovi clienti sono ben disposti verso la comunicazione, più dei tradizionali – ha sottolineato Centonze -. Il risultato però non è l’acquisto immediato ma la ricerca di informazioni. Se i big data sono davvero il petrolio del futuro, occorre però ricordare che non servono tonnellate di dati ma devono essere rilevanti. Occorre cioè passare da una logica di potenza a una logica di precisione”.

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