Francesco Pugliese (Conad), Leo Wencel (Nestlé) e le idee per l’Italia che cambia

20 maggio 2016

Leo Wencel, Claudio Cerasa, Luca Lotti e Francesco Pugliese

di Laura Buraschi  

Santa Margherita di Pula (CA)


“Nella gdo ci sono solo 3 insegne in positivo in questo momento, vuol dire che c’è qualcosa che non torna: sono i soldi nelle tasche degli italiani”: così Francesco Pugliese, amministratore delegato Conad, esordisce nella ‘Conversazione sull’Italia che cambia’ moderata da Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio.

A rispondergli è Luca Lotti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio che ricorda lo sforzo del Governo, che passa non solo dagli 80 euro nelle buste paga, ma “anche dal forte impegno nella realizzazione di infrastrutture come la banda larga, che devono essere uno stimolo per un’ulteriore crescita”.

Per Leo Wencel, presidente e ad Nestlé “si devono creare condizioni per far funzionare la macchina. Innovazione e export sono i due punti chiave per la crescita in Italia. In questo modo possiamo aiutare le tasche degli italiani”. Pugliese evidenzia che il taglio delle tasse soprattutto per il ceto medio sarebbe il vero motore per una ripartenza.  Comprendere meglio i propri aspetti positivi e negativi è essenziale per capire come muoversi: “La parola che caratterizza l’Italia è che in tutti i sensi è ‘particolare’ – chiosa Wencel -. Nei momenti di difficoltà gli italiani sono in grado di creare soluzioni eccezionali. I costi però sono molto alti, è importante abbassare la complessità”.

“Come imprese siamo abituati a pensare che non si possono cambiare le cose dalla sera alla mattina – aggiunge Pugliese – ma se vogliamo costruire l’ideale non costruiamo mai nulla: occorre realizzare ciò che è possibile”. Gli imprenditori hanno poi ribadito un’ulteriore problematica tutta italiana: l’incertezza e i tempi lunghi della giustizia italiana, che portano a costi strutturali ancora più alti che i consumatori non sono disposti a pagare.

Pugliese dà anche un invito preciso a Lotti: “Noi aziende vorremmo che il governo dicesse anche dei no, forti e precisi. No alle lobby e spingere sulle liberalizzazioni”.

L’ad di Conad conclude: “C’è un desiderio di normalità nel comportamento attuale dei consumatori. Il Paese ha voglia di felicità e chi ha responsabilità ha il dovere di fare attenzione quando comunica per non riportare la negatività”.  “Senza fiducia non si fa niente – gli fa eco Wencel -. In questo momento vorremmo investire nel Paese, ma credo che il 2016 non sarà ancora un anno facile”.