Gare pubbliche, in otto punti il piano per la trasparenza di PR Hub

17 maggio 2016

Andrea Cornelli

“Il deficit di trasparenza delle gare di comunicazione pubblica non è solo un problema di legalità e di correttezza del mercato ma coinvolge anche il diritto del cittadino ad essere informato in modo chiaro ed efficace dalla pubblica amministrazione ed è quindi in ultima analisi un problema di democrazia”. Si apre così la lettera che Andrea Cornelli, coordinatore di PR Hub (la piattaforma partecipativa di società di Relazioni Pubbliche e Comunicazione aderente ad Assocom), ha scritto al Ministro dei Lavori Pubblici Graziano Delrio e al Presidente dell’Authority Anticorruzione, Raffaele  Cantone, per sottoporre alla loro attenzione una serie di proposte che l’Associazione intende presentare ai decisori nel momento in cui è in corso la stesura dei decreti attuativi del decreto legislativo (n. 50 del 18 aprile 2016, in vigore dal giorno successivo) sul codice degli appalti pubblici e delle concessioni, e in occasione della scadenza – fissata per la giornata di ieri – della consultazione pubblica indetta dall’Autorità anticorruzione su alcuni articoli del codice, tra i quali le procedure di aggiudicazione degli appalti sotto la soglia comunitaria (art. 36) e sull’offerta economicamente più vantaggiosa (art. 95).

“Operando da sempre nel campo della comunicazione e delle Relazioni pubbliche, le agenzie associate – prosegue Cornelli nel suo intervento – hanno partecipato e partecipano a gare pubbliche, riscontrando costantemente i medesimi problemi: bandi fatti su misura per ‘i soliti noti’, amici degli amici, che puntualmente si aggiudicano commesse pubbliche; tempi di presentazione dei documenti impossibili da rispettare (strettissimi per dossier corposi, fissati in prossimità di feste nazionali o nel mese di agosto); ribassi vertiginosi. Una prassi ormai consolidata, che scoraggia imprese oneste e virtuose di tutte le dimensioni dal prendere parte a competizioni pubbliche. E’ insomma l’Italia che non abbiamo mai voluto e alla quale non vogliamo rassegnarci”.

Chiede regole certe e trasparenza PR Hub. Una domanda di rinnovamento che l’associazione a tradotto in un piano in otto punti per regolamentare le gare pubbliche. Il primo punto è focalizzato sui capitolati che non dovranno contenere richieste di requisiti strumentali, redatte ‘ad hoc’ con l’intento di favorire qualche operatore. Il secondo punto riguarda il divieto di prevedere sbarramenti, anche di fatturato, che precludano ad aziende nuove o che vogliano entrare in un determinato ambito in cui non hanno mai operato, di partecipare alle gare pubbliche. Il terzo punto della proposta tocca il tema dei termini temporali: dovranno essere adeguati quelli tra la pubblicazione della gara e la consegna degli elaborati, in molti casi ridotti al minimo (14 giorni per consegnare documentazioni corpose!).

Pr Hub propone anche di vietare gare nei periodi di agosto e fine dicembre, e stabilire ex ante tempi certi per l’apertura delle buste (procedura che a volte viene esperita anche 6-12 mesi dopo la presentazione della documentazione) e prevedere, inoltre, una valutazione stringente da parte dell’ANAC delle motivazioni di urgenza nel caso in cui la stazione appaltante bandisca una gara in tempi ristretti. Altro punto chiave è quello del ribasso economico che dovrà essere limitato per le forniture sotto il milione di euro (per le quali è valido il criterio del minor prezzo, come stabilito dall’art. 95 del dlgs).

L’associazione prevede anche l’obbligo di pubblicazione degli atti di gara sul sito della stazione appaltante o dell’ANAC (salvo pochi e determinati casi di riservatezza legati alla sicurezza nazionale e comunque fatte salve le garanzie relative alla privacy), per evitare che concorrenti poco corretti e molto smaliziati si oppongano con argomentazioni strumentali all’accesso agli atti che li riguardano, vanificando ogni possibilità di valutare le decisioni assunte. PR Hub chiede inoltre di individuare strumenti per evitare ricorsi temerari contro gli aggiudicatari. Ulteriore tema, specifico per le gare dedicate alla comunicazione e alla pr, è quello di prevedere, la simulazione del progetto oggetto del bando, come già viene richiesto da alcune stazioni appaltanti (ad esempio il Parlamento europeo), in modo da valorizzare anche competenze strategiche e creatività. Ultimo punto: dare la possibilità di demandare a un soggetto terzo, ad esempio all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, un documento annuale sullo stato dell’arte delle gare esperite nella PA, anche per certificare il percorso di trasparenza raggiunta.