Women in Media: donne come agenti di cambiamento

9 maggio 2016

da New York Eugenia Morato


Lo scorso 4 maggio, AdWeek, il celebre magazine punto di riferimento internazionale dell’advertising, ha scelto il Pier 40 all’Hudson River Park di New York per il suo evento ‘Women In  Media Celebration’. Insieme all’ultimo numero del magazine, interamente dedicato alla celebrazione delle donne di questa industry, l’evento a bordo di uno yacht è stata l’occasione per accendere i riflettori sul ruolo delle donne come  “agenti del cambiamento” nel business del futuro.

Media, marketing, advertising: sono sempre più le donne che hanno ruoli da top executives nelle agenzie e nei brand, anche in quelli che, più di altri – per il tipo di prodotti o servizi offerti – sono da sempre territorio uomo-centrico. E’ il caso di Katrina Craigwell, da marzo scorso Global Director of the Marketing Innovation Unit per General Electric Digital. Con una supervisione a 360 gradi su brand, creatività, digital marketing e paid media strategy, la Craigwell sta dimostrando che si può portare innovazione nel modo di comunicare, ai clienti e ai dipendenti della prossima generazione, anche in un’azienda specializzata in turbine a motore e motori per jet come General Electric.

Ma la Craigwell è solo una delle storie in rosa a cui AdWeek dedica il suo speciale numero. Insieme a lei ci sono Nancy Dubuc (A+E Networks), Michelle Lee (Allure) e Wendy Clark (DDB). Sono loro le quattro donne più influenti nel mondo dell’advertising per il magazine. Sono loro le leader che incarnano, con le loro azioni, la direzione che advertising, marketing e media stanno prendendo verso il futuro.

“Chiunque nella sua vita scelga di lavorare nel marketing o nell’advertising deve sentirsi a proprio agio con il concetto di cambiamento – ha detto Wendy Clark, ceo di DDB North America, nel corso di una recente tavola rotonda ospitata da A+E Networks a New York -. Parlando di business e di futuro, la nuova moneta è la velocità. Solo chi riuscirà a muoversi velocemente, senza compromettere la qualità dello storytelling e del prodotto finale che sta andando a creare, riuscirà a incontrare le aspettative dei clienti e dei dipendenti, non importa che età abbiano”.