Messaggero Veneto lancia il primo esperimento di giornalismo immersivo

9 maggio 2016

Quarant’anni dopo il terremoto del 6 maggio 1976 che devastò il Friuli, il Messaggero Veneto – quotidiano regionale che raccontò la tragedia e gli anni della ricostruzione – torna sui luoghi del sisma per portare il lettore al centro degli eventi e offrire alla propria comunità un punto di vista inedito e innovativo: uno sguardo a 360 gradi. E questa volta non si tratta di una metafora: è il primo esperimento di giornalismo immersivo realizzato dal Gruppo Espresso e in particolare dalla Finegil, la divisione dei quotidiani locali, in collaborazione con la Divisione digitale di Gruppo.

Il risultato è un video 360, della durata di circa 5 minuti, girato con la tecnologia della cosiddetta realtà aumentata (o virtuale), che trasforma le immagini da piatte a sferiche, mettendo chi lo guarda al centro della scena. Lo si può vedere sul canale youtube e del Messaggero Veneto, sulla sua pagina Facebook e sul sito messaggeroveneto.it. Le modalità di fruizione sono tre: su desktop, navigando con il mouse; su telefono (o tablet), utilizzando il giroscopio per cambiare inquadratura mentre ci si muove nello spazio; e attraverso un visore di realtà virtuale, che permette a chi lo indossa di catapultarsi dentro al video e poter guardare ciò cheaccade intorno con il semplice movimento della testa. Una sensazione analoga a quella dei visori è data dalla cosiddetta “cardboard”, un supporto visivo low cost che trasforma il proprio telefono cellulare in uno strumento di realtà virtuale.

Il video del Messaggero Veneto è ambientato nei luoghi simbolo della ricostruzione, Gemona e Venzone: furono i comuni più colpiti ma anche quelli che hanno saputo sollevarsi dalle macerie e restituire il senso di comunità alla popolazione colpita da lutti e distruzioni. Le immagini consentono di vedere come sono oggi i due paesi, con un focus all’interno del duomo di Venzone – città murata oggi monumento nazionale – che è stato riedificato utilizzando le pietre originali, raccolte e catalogate dopo il crollo. Il giornalismo immersivo è ancora nella sua fase embrionale: esperimenti di video a 360 gradi e di realtà virtuale sono in corso nelle principali testate digitali del mondo.

L’obiettivo è quello di coniugare il valore informativo, la narrazione e una tecnologia già diffusa in altri ambiti – dai videogiochi al turismo, dagli sport estremi alle simulazioni – ma dalle potenzialità in gran parte ancora inesplorate. Con questo prodotto, il Gruppo Espresso è tra i primi in Italia a scegliere questa modalità di racconto giornalistico. Lo fa in una dimensione locale, con una testata regionale, radicata nel territorio a dimostrazione dell’importanza del legame con la comunità di riferimento. Un legame visivamente simboleggiato dalla possibilità di immergersi nel racconto, con la stessa forza con la quale, 40 anni fa, i cronisti del Messaggero Veneto seppero dare ai friulani – attraverso il giornale – un punto di riferimento indispensabile per sopravvivere e rinascere.