Rai, chiusura 2015 a 2,49 miliardi di euro con perdita di 25,6 milioni

5 maggio 2016

Antonio Campo Dall'Orto

Il dg Campo Dall’Orto: “Grazie a controllo costi e a raccolta adv andata bene nel 4° Q. Ora la sfida del piano industriale: trasformazione in una media company”

Il Consiglio di amministrazione di Rai, riunitosi ieri sotto la presidenza di Monica Maggioni, ha approvato all’unanimità il progetto di bilancio al 31 dicembre 2015 della capogruppo e quello consolidato del gruppo, che verranno sottoposti alla deliberazione dell’assemblea ordinaria degli azionisti che sarà convocata a inizio giugno. Come spiega la nota ufficiale, il bilancio consolidato del Gruppo Rai chiude l’esercizio 2015 “con una perdita di 25,6 milioni di euro, in netta diminuzione rispetto a quella del 2014 (175,8 milioni di euro) rideterminata applicando i principi contabili internazionali, e risulta sostanzialmente in linea con quanto previsto nel budget”.

I ricavi ammontano complessivamente a 2.493,1 milioni di euro (2.489,2 milioni di euro nel 2014), sostanzialmente allineati rispetto al passato esercizio e sono costituiti da Canoni per 1.637,5 milioni di euro, da Pubblicità per 658,8 milioni di euro e da Altri ricavi per 196,8 milioni di euro. I ricavi pubblicitari si riducono per circa quasi 15 milioni di euro; senza tener conto dei ricavi legati ai grandi eventi sportivi che avevano caratterizzato l’esercizio 2014, la performance nel segmento televisivo (+2,5%) è risultata superiore a quella del mercato (+0,7%). I costi operativi si riducono di 107,6 milioni di euro (-5,2%), passando da 2.073,2 milioni di euro a 1.965,6 milioni di euro, in gran parte per l’assenza, negli esercizi dispari, di grandi eventi sportivi il cui impatto nel 2014 è stato pari a 94,6 milioni di euro.

“Il risultato d’esercizio raggiunto quest’anno – ha dichiarato il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto – conferma la capacità della Rai di gestire la propria attività con criteri economici e garantendo nel contempo, attraverso un adeguato volume di investimenti, una elevata qualità dei suoi contenuti. Il risultato, in linea con il conto economico, è stato possibile grazie a due elementi: il controllo dei costi e il risultato della pubblicità, per nulla scontato, che è andata bene nell’ultimo trimestre grazie al cambio della nostra politica commerciale che ha riportato il prezzo verso l’alto e il mercato che ha avuto una leggera ripresa. Ora dobbiamo cogliere la sfida del piano industriale, recentemente approvato all’unanimità dal Cda e che punta a trasformare la Rai in una moderna ed efficiente media company: è un lavoro che abbiamo cominciato mesi fa e che potrà essere portato a termine soprattutto grazie al grande valore professionale di tutti i dipendenti. La Rai dimostrerà in questo modo di saper svolgere pienamente il proprio ruolo di Servizio Pubblico, meritando così le risorse messe a disposizione tramite il canone”.

Tra gli obiettivi di breve periodo dell’azienda radiotelevisiva anche “l’acquisto dei diritti dei mondiali di calcio del 2018”, ha detto il dg.