Rcs, Cioli: “Obiettivi del piano industriale superabili. Non è il momento di M&A”

29 aprile 2016

Laura Cioli

“Il primo trimestre dimostra che i target del piano industriale sono raggiungibili, forse superabili”. Lo ha detto ieri l’amministratore delegato di Rcs MediaGroup  Laura Cioli, illustrando i numeri ai soci durante l’assemblea di bilancio.

“Abbiamo voluto mettere nel piano – ha spiegato – solo cose che siamo sicuri di portare a casa, non ci sono grossi rischi sostanziali e il rischio di esecuzione è basso, ma le cose si vedono man mano che accadono. Andremo avanti e già dopo il primo trimestre possiamo dire che siamo in grado di battere alcuni degli obiettivi che ci siamo dati e questo è lo spirito del piano. I conti del trimestre confermano la convinzione che gli obiettivi di piano siano raggiungibili e, anzi, ci piacerebbe arrivare a riuscire a superarli. La raccolta pubblicitaria di Rcs nel mese di aprile è in linea con quella dello stesso mese dello scorso anno. Indicazioni sul semestre saranno rese note in occasione dell’approvazione dei conti del primo trimestre, in programma l’11 maggio”. Sulla stessa linea il presidente Maurizio Costa.

“I risultati del primo trimestre sono una prima importante conferma e dimostrano in modo palese il cambio di passo rispetto all’anno precedente, evidenziando ottime performance, nettamente migliori di quelle che avevamo previsto per il primo periodo di esecuzione del piano. Il percorso appena iniziato, e che già palesa segni di coerenza e affidabilità, deve essere valutato sulla base dei risultati che riuscirà a conseguire, senza pregiudizi e condizionamenti. Il 2015 è stato un anno intenso e di passaggio, un anno in cui sono state prese alcune decisioni importanti e necessarie, in un contesto macroeconomico non favorevole e in un settore, quello editoriale, caratterizzato a livello mondiale da forte discontinuità ed evoluzione, con processi di trasformazione particolarmente significativi”.

Il presidente del gruppo editoriale si è detto “fiducioso” sulla trattativa per la rinegoziazione del debito con le banche. “Abbiamo la massima fiducia – ha sottolineato – in tutte le banche nostre finanziatrici, che continueranno a condurre la rinegoziazione già delineata senza che ci sia alcuna interferenza in relazione alla Ops di Cairo”.

“Stiamo proseguendo l’attività di rinegoziazione del debito – ha aggiunto l’ad -. Confidiamo che ciascuno faccia la sua parte con il solito senso di responsabilità”.

Il contratto di finanziamento con il ‘pool’ di banche da 423,6 milioni di euro, ha precisato Cioli, è suddiviso in questo modo: 162,4 milioni di euro, pari al 38% del totale, fanno capo a Intesa Sanpaolo, 108 milioni, pari al 25%, a Ubi Banca, 54,4 milioni (12,8%) a Unicredit, 40,6 milioni ciascuno (9,6%) a Bpm e Bnl e 17,6 milioni (4,2%) a Mediobanca.

“Rcs non ha bisogno di aggregazioni, ha un piano e una prospettiva che possono essere stand alone. In questo momento siamo molto concentrati sul piano, poi c’è un tempo per ogni cosa. Adesso c’è bisogno di consolidare la solidità dell’azienda: se ci saranno opportunità che creano valore per gli azionisti le valuteremo, ma al momento non siamo in questa fase”.