Campo Dall’Orto: “55 milioni in 3 anni per la digitalizzazione, 42 in 4 anni per l’HD”

29 aprile 2016

Antonio Campo Dall'Orto

“Dopo anni di buio, almeno fino al 2014, la situazione del mercato pubblicitario si è stabilizzata. Proiettiamo un dato in crescita dell’1% nei prossimi tre anni; la parte che registrerà un maggiore aumento sarà internet”.

A dirlo è stato ieri il direttore generale Rai, Antonio Campo Dall’Orto, durante l’audizione alla Commissione di Vigilanza. Un cauto ottimismo dovuto anche al fatto che “alcuni istituti di ricerca dicono che l’Italia crescerà meno rispetto ad altri Paesi”. Il dg ha presentato il Piano Industriale, già approvato dal cda dell’azienda. Parola d’ordine è, come più volte sottolineato, “innovazione”.

Per questo Campo Dall’Orto ha difeso le recenti acquisizioni di figure esterne, definite “figure fondamentali per l’innovazione. Spesso la discussione ha come connotazione la conservazione contro l’innovazione’. Chi vuole bene alla Rai deve augurarsi che abbia una strategia chiara, risorse adeguate e certe e competenze necessarie per fare questo percorso”. Anche attraverso nuove cariche, fortemente volute dal dg, come la nascita della Direzione creativa che “sta lavorando alla nuova identità prevista per settembre”.

Talento e logica di servizio sono gli elementi fondamentali per consegnare, a fine mandato, un’azienda trasformata in media company. Un’azienda che fattura circa 2,7 miliardi l’anno, ma che si aspetta risorse economiche importanti dal canone in bolletta, che il dg ha definito “un cambiamento epocale”. Il lavoro, quindi, non è di “restauro” ma di “rifondazione”, dopo aver accumulato molto ritardo rispetto alla cultura digitale. Da luglio prossimo saranno disponibili due app di contenuto e da settembre il servizio multipiattaforma.

“Per sostenere la sfida della digitalizzazione è previsto un investimento di euro 55 milioni di tre anni, mentre 42 milioni in 4 anni sono il budget destinato al piano di sviluppo dell’HD”, ha detto Campo Dall’Orto. L’informazione resta “l’elemento più rilevante e c’è bisogno di un lavoro di coordinamento, serve un team che supporti Carlo Verdelli”.

Entro metà giugno sarà definito il posizionamento dei tg e l’1 settembre il capitolo infotainment. Fiction e intrattenimento rimangono un asset così come i contenuti premium. Il budget annuo sui contenuti si aggira sui 200 milioni. “Stiamo mettendo a punto anche una strategia per le radio perché siamo il secondo gruppo nazionale, ma eravamo il primo. E’ un mezzo importante per il suo ruolo non sostituibile da altri media e poi anche Mediaset sta lavorando sulle sinergie tra i mezzi per potenziare la vendita pubblicitaria”, ha concluso il manager. (V.Z.)