Mediaset, raccolta in ripresa: +4,5% nei primi 4 mesi con aprile in doppia cifra

28 aprile 2016

PIER SILVIO BERLUSCONI

“Guardiamo avanti con ottimismo. Nei primi quattro mesi del 2016 la raccolta pubblicitaria di Mediaset in Italia è cresciuta, oltre le aspettative, del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2015, con il mese di aprile che ha registrato un incremento a doppia cifra, intorno al 10%. Può essere che nei prossimi mesi le cose vadano molto bene”.

Lo ha dichiarato ieri Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente e amministratore delegato di Mediaset, a margine della assemblea degli azionisti, aggiungendo che “Premium ha creato molto valore e che nel bilancio aziendale 2016 ci sarà una bella plusvalenza dalla vendita di Premium a Vivendi”. Dalla nascita della pay-tv il rapporto tra costi e ricavi è stato negativo per circa 240 milioni, mentre la stessa rete è stata ceduta a un valore superiore ai 700 milioni. Nei primi quattro mesi dell’anno i ricavi di Premium risultano in crescita del 20%. Sugli abbonati, l’ad non ha indicato un numero preciso “ma siamo ben oltre i due milioni. Non penso che esista l’opzione di uscire dal digitale, sull’andare a competere sul satellite, si vedrà. In futuro la decisione spetterà a Vivendi. I diritti della Champions sono stati pagati 605 e non 700 milioni: già dal primo anno probabilmente porterà un utile”.

Proprio l’accordo con Vivendi annunciato lo scorso 8 aprile, che prevede uno scambio azionario sul 3,5% del capitale e il passaggio di Premium ai francesi “è segno della volontà di continuare a investire e a costruire qualcosa di più grande. L’impegno della famiglia nel settore editoriale sia televisivo sia della carta stampata rimane immutato”, ha precisato Berlusconi.

Anche il presidente del Biscione Fedele Confalonieri ha definito l’alleanza come “un’operazione che proietta Mediaset in una dimensione globale, in netta controtendenza rispetto alla colonizzazione del mercato tv italiano in atto da tempo. I francesi in Italia e noi in Europa e nel mondo”. Quanto alla possibilità di un accordo tra le due aziende per uno scambio dei consiglieri, Confalonieri ha detto che “non esiste nessun patto per l’ingresso di consiglieri nei rispettivi consigli di amministrazione”.

Disappunto invece per la decisione dell’Antitrust sui diritti tv del calcio 2015-2018, che ha condannato il gruppo di Cologno a una multa di 51 milioni. “Credo che l’Antitrust debba essere a tutela del mercato reale. Quella decisione, su cui Mediaset farà ricorso, non è stata a tutela della concorrenza, ma piuttosto ha creato insicurezza per gli operatori. Abbiamo notato un inusitato supersconto per Sky (multa di 4 milioni di euro, ndr), ottenuto per la sua collaborazione”.

Quindi il presidente Mediaset ha auspicato che il nuovo metodo di riscossione del canone Rai non crei distorsioni nel mercato. “Occorre rinforzare la fiction di servizio pubblico e porre un freno alla deriva commerciale di Rai: non sta a noi dire in che modo, è cosa del Governo e del Parlamento, certo è che il modello di finanziamento della Rai non può creare squilibrio nell’intero sistema. La cosa più importante è la nuova concessione della Rai e il recupero dell’evasione, grazie al canone in bolletta”.

Intanto ieri l’assemblea degli azionisti di Mediaset ha approvato il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2015, il bilancio consolidato e le relazioni degli amministratori. I ricavi consolidati netti sono pari a 3.524,8 milioni di euro (3.414,4 milioni di euro nell’esercizio 2014).

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