Il made in Italy piace agli italiani, soprattutto a tavola

27 aprile 2016

Il 37% della popolazione italiana sceglie marche globali quando si tratta di acquistare articoli di abbigliamento o calzature, solo il 25% predilige il ‘made in Italy’, mentre il 38% è indifferente all’origine del brand. Questo dato emerge dalla Global Brand-Origin Survey realizzata da Nielsen su un campione di oltre 30.000 individui in 61 Paesi tra cui l’Italia.

“Quasi i tre quarti degli intervistati a livello globale (74%) dichiarano che l’origine del brand è tanto o più importante rispetto agli altri driver d’acquisto, quali assortimento, prezzo e qualità”, ha spiegato Giovanni Fantasia, amministratore delegato di Nielsen Italia, commentando lo studio.

Nielsen Global 1 Il 28% del campione è addirittura dell’idea che l’origine del brand sia il fattore principale nella scelta di acquisto. A livello globale quasi sei intervistati su dieci dichiarano di voler comprare prodotti locali per supportare il business nazionale, con unpicco negli Usa (65%). L’origine del brand costituisce un asset estremament importante, dunque, sia per le aziende multinazionali sia per quelle locali e può quindi essere giocato come elemento differenziante nelle strategie di marketing. Il sentiment rispetto all’origine del brand varia in funzione della categoria di prodotto.

“Le aziende locali – ha sottolineato l’amministratore delegato di Nielsen – spesso hanno una conoscenza esaustiva delle preferenze dei consumatori di una determinata area e possono rispondere in maniera veloce ai cambiamenti dei gusti. Viceversa i marchi globali possono fare leva su economie di scala e offrire prodotti più omogenei su mercati diversi. Inoltre, godono delvantaggio di disporre di expertise, capacità di ricerca e sviluppo, un’equity/valore di marchio superiori ai brand locali, tutti fattori che concorrono a mettere sul mercato prodotti innovativi e di qualità elevata su mercati circoscritti in varie parti del mondo”.

Dalla ricerca emerge anche che l’orientamento degli italiani ai marchi internazionali è rilevabile nel mercato dell’automobile, dove il 58% sceglie brand globali (la Francia è al  31%, la  Germania, al 28%). I brand globali vengono preferiti anche negli acquisti di device elettronici: in  questo caso la percentuale è del 63% degli intervistati, +6 punti percentuali rispetto alla media in Europa. Se si prende in esame il settore dei prodotti per la cura della casa e della persona, risulta che il marchio internazionale è ricercato nei seguenti acquisti: cosmetici (51%), deodoranti (48%), shampoo/balsamo (47%), dentifricio (47%), detersivi per lavatrice (45%), pannolini per bambini (44%), lamette e rasoi (44%), detergenti per mani e corpo (42%), detergenti multiuso per le pulizie della casa  (42%). Anche in merito al pet food il rapporto degli italiani con marchi locali o globali è eterogeneo: il 36% sceglie brand globali, il 35% brand locali mentre il restante 29% dichiara di non avere particolari inclinazioni.

Ma quali categorie merceologiche fanno rilevare un orientamento degli italiani verso marchi locali? Mediamente il 71% degli intervistati nel nostro Paese dichiara di scegliere prodotti italiani per frutta, verdura,carne e pesce  (+7 punti vs media europea). Lo stesso orientamento è registrato nei seguenti acquisti: latte (66%), pelati (61%), gelati (60%), acqua (54%), yogurt (52%), biscotti (48%), succhi di frutta (45%), latte in polvere per bambini (42%). La scelta ricade invece su marchi globali per le bevande analcoliche frizzanti (40%, +12% sulla media UE).

Per quanto riguarda i prodotti locali, il sentiment degli italiani è quello di affidabilità (46% Italia vs 44% media UE) e di vicinanza al consumatore (50% Italia vs 47% media UE). L’intenzione di supportare l’economia  locale acquistando prodotti esclusivamente italiani incide in ragione del 61% del campione (60% media UE). Non può essere tralasciato, infine, l’impatto dell’ecommerce nel rapporto con l’origine dei brand. Nella Survey di Nielsen si legge che online vengono acquistati prevalentemente marchi globali (83%) con l’obiettivo di reperire prodotti oltre confine non disponibili nello store fisico di prossimità. I marchi locali, invece, acquistati online sono i generi alimentari (66%).

Nielsen Global 2