Rai, tagli ai canali e ai tg nel Piano Industriale. Buco da 20 milioni nel bilancio 2015

21 aprile 2016

Antonio Campo Dall’Orto

Il dg Campo Dall’Orto in Cda delinea il profilo delle reti generaliste e di Rai Quattro. Alta definizione entro il 2020 e una piattaforma tipo Netflix con due app per programmi e news

Un bilancio in rosso di 20 milioni di euro: sarebbe questo il buco registrato dalla Rai nel 2015, anche in virtù dell’acquisto dei diritti tv sugli Europei di calcio, come dichiarato dal dg Antonio Campo Dall’Orto. Con il canone in bolletta, i previsti 150 milioni di entrate finiranno nelle casse dello Stato e non in Rai. Per questo, il dg ha ventilato l’ipotesi di tagli e razionalizzazioni, ‘formalizzate’ ieri nel corso del Cda di approvazione del bilancio con la presentazione del Piano Industriale.

Gli attuali 17 canali sono destinati a diminuire con il taglio della seconda rete di Rai Sport dopo le Olimpiadi di Rio 2016, mentre Rai Scuola scomparirà dal telecomando per approdare sul web. Come aveva più volte sottolineato il dg, internet sarà un asset fondamentale per il nuovo corso della Tv di Stato, che avrà una sua piattaforma a partire da settembre sul modello Netflix. L’accesso sarà garantito da due applicazioni pilota differenti, una per i programmi e una per le news, con registrazione obbligatoria, così da riuscire a profilare clienti vecchi e nuovi.

La Rai punta sull’alta definizione di nuova generazione, che sarà realizzata in 4 anni e mezzo, cioè entro il 2020. Un percorso che comincia con i prossimi Europei di calcio, con sette partite che saranno già in ultra HD. Per il 2017 dovrebbe invece nascere un canale sperimentale. Tagli previsti anche all’informazione, o meglio ai Tg, attualmente 27 al giorno tra Tg1, Tg2 e Tg3.

L’intenzione è quella di ridurne il numero, trasferendo risorse a RaiNews24 con il nuovo direttore Antonio Di Bella che condurrà un programma tutto suo. Il drenaggio di risorse non comporterà licenziamenti o riduzione del numero di dipendenti, ma una valorizzazione delle risorse. L’informazione sarà sempre meno mischiata all’intrattenimento con la progressiva diminuzione di programmi di infotainment.

Nessun accenno alla soppressione di pubblicità in una delle reti Rai generaliste (dopo che Rai YoYo, Rai 5 e Rai Storia ne sono state liberate), ma il profilo delle tre reti deve essere definito.

RaiUno sarà “familiare, universale, in sintonia con il Paese, votata all’impegno civile, con grandi eventi e i talenti migliori”. RaiDue sarà “affidabile ma sorprendente, eclettica ma anti-conformista, sperimentale ed esploratrice, con un’informazione agile ed efficace”. RaiTre sarà il canale dei “linguaggi innovativi, immagini d’autore e Rai Quattro sarà sfrontata, divertente, giovane, fantasy”.

Intanto Carlo Verdelli, direttore editoriale per l’informazione della Rai, avrebbe scelto la sua squadra, nominando come vice Francesco Merlo, 65 anni, editorialista di Repubblica ed ex inviato del Corriere della Sera e Pino Corrias, 60, dirigente di Rai Fiction (ha prodotto La meglio gioventù), scrittore e collaboratore di Vanity Fair. A loro si aggiungerebbe, per lo sviluppo dell’area digital, Diego Antonelli, 45, capo della redazione Immagini dell’Ansa, per 15 anni responsabile del sito internet della Gazzetta dello Sport.

Secondo quanto riportato da corriere.it, la task force, che da settembre dovrà aiutarlo nel ruolo di supervisore assoluto di telegiornali, talk, infotainment e tutto quanto contenga notizie, comprenderebbe anche una mini-redazione di quattro giornaliste, tutte donne, tutte interne, scelte attraverso il job posting. Rivoluzione in arrivo per Rainews 24 che per la prima volta avrà un palinsesto, incentrato ovviamente sull’informazione.