Widex: adv emozionale per ‘sdoganare’ l’apparecchio acustico

15 aprile 2016

di Andrea Crocioni


Ricerca, innovazione e sensibilizzazione del pubblico: è questa la ricetta di Widex contro l’ipoacusia. Il gruppo di origine danese, fra le principali realtà mondiali nel settore degli apparecchi acustici, guarda con particolare interesse al mercato italiano: un Paese con un ampio bacino d’utenza potenziale (l’11,7% della popolazione ha problemi di udito), ma una scarsa propensione alla prevenzione e alla cura dei disturbi uditivi.

“Nel nostro settore – ha spiegato a Today Pubblicità Italia Carlo Martinelli, general manager dell’azienda nella Penisola – non viene quasi mai fatta comunicazione istituzionale. Noi a partire dallo scorso ottobre abbiamo deciso di spingere proprio su questo versante per accompagnare il lancio di una nuova generazione di prodotti, Widex Unique. L’idea è quella di far capire il valore che c’è dietro, partendo però da un discorso più ampio, facendo cultura. L’apparecchio acustico difficilmente diventerà  un oggetto glamour, come è successo agli occhiali, ma il nostro obiettivo è sdoganarlo, aiutando le persone a superare i preconcetti. Per questo è essenziale anche la formazione. Dobbiamo creare maggiore consapevolezza in chi ha problemi di udito e allo stesso tempo fornire tutti gli strumenti per far percepire la differenza qualitativa dei nostri prodotti”.

Non è un caso, dunque, che una linea come Unique non sia comunicata solo valorizzando la sofisticata tecnologia alla base del prodotto, ma anche il comfort e la ricerca di un design accattivante. Il tutto attraverso un approccio emozionale sorprendente per questa particolare categoria merceologica. Widex si posiziona nella fascia alta del mercato, con apparecchi che mediamente hanno una fascia di prezzo che può variare dai 1.400 ai 4.000 euro.

Il marchio, in Italia distribuito attraverso una rete di audioprotesisti indipendenti, evitando le grandi catene, a volumi ha conquistato una quota di mercato del 6,5%. Per ampliare questo bacino di utenza l’azienda ha avviato a partire dagli ultimi mesi dello scorso anno un intenso piano adv, per la prima volta dal suo sbarco in Italia (avvenuto 14 anni fa, mentre da 5 anni ha una presenza diretta). Dall’inizio del 2016, Widex ha scelto di affidarsi allo Studio Baldassarri di Roma per la consulenza proprio nell’ambito della comunicazione, a partire da media relation e ufficio stampa.

“Stiamo mettendo a punto il budget per quest’anno – ha detto Silvia Scialanca, marketing manager dell’azienda -. Il piano è in definizione. L’intenzione è di proseguire il percorso puntando su campagne stampa, su quotidiani e periodici, btl e web. L’obiettivo, oltre alla costruzione della brand awareness, è di portare i clienti presso i centri che distribuiscono i nostri prodotti. Al momento non abbiamo un’agenzia di advertising che ci affianca: per quanto riguarda le campagne adattiamo la creatività internazionale, o sviluppiamo noi stessi, avvalendoci del supporto di professionisti del settore, i soggetti locali”.