Giorgio Brenna presenta la sua IAA. Dopo un 2015 a +2%, Leo Burnett cresce del 7% nel 2016

13 aprile 2016

Giorgio Brenna

di Claudia Cassino


Battesimo ufficiale, ieri, per Giorgio Brenna in qualità di nuovo presidente del capitolo italiano dell’IAA. L’International Advertising Association, fondata nel 1966 in Italia su iniziativa del professor Edoardo Teodoro Brioschi, nel suo cinquantesimo anno di vita punta al rilancio sotto la guida del presidente e amministratore delegato di Leo Burnett Group Italia e Continental Western Europe, eletto lo scorso novembre insieme con i nuovi membri del consiglio direttivo (vedi notizia).

A margine dell’Education Workshop ‘Modelli formativi ed esigenze del mercato nel settore della comunicazione aziendale’, organizzato dall’associazione presso l’Università Cattolica di Milano, Brenna ha spiegato di voler “far crescere il peso dell’IAA, con l’obiettivo di raggiungere i 100/150 associati entro la fine dell’anno.

Erano 30 quando sono diventato presidente, adesso sono già 45”. Ma quali i nuovi progetti dell’IAA targata Brenna? Oltre alla formazione, che continuerà ad avere un ruolo centrale, l’intento è quello di perseguire la crescita dell’intera industry, attraverso la condivisione di esperienze anche internazionali e l’organizzazione di premi.

“L’IAA è l’unica associazione internazionale che rappresenta tutta l’industry del marketing e della comunicazione – ha detto il neo-presidente -. A differenza delle altre associazioni, come Assocom e Upa, con cui peraltro dialoghiamo e collaboriamo, non racchiude una sola categoria del settore ma tutte le persone che vi lavorano”.

Tra le prossime iniziative della ‘nuova’ IAA, è in fase di organizzazione un grande evento internazionale che si svolgerà a luglio con speaker di rilievo. Durante il workshop di ieri mattina si sono susseguiti gli interventi di Paolo Lutteri (Membro Onorario, EGTA – European Group of Television Advertising), Edoardo T. Brioschi (Presidente del Comitato Scientifico, LABCOM, Università Cattolica del Sacro Cuore), Rossella Chiara Gambetti (Executive Director del Master in Corporate Communication, Università Cattolica del Sacro Cuore), Andrea Bertinotti (Partner, Be Project), Roberto Mirandola (Direttore Didattica del Master Publitalia), Patrizia Gilberti (Responsabile Corsi di Formazione Upa), Donald Nekman (DNCC – Rovsing Business Academy, Denmark), Piero Villa (Partner, Be Project). Nel suo intervento conclusivo, il presidente IAA ha raccontato il modello organizzativo di una grande agenzia creativa come Leo Burnett, in cui è stato adottato il modello flessibile della ‘Cloud organization’.


Per Leo Burnett Italia crescita del 7% a fine 2016

Dopo aver chiuso il 2015 con una crescita del 2%, il ceo di Leo Burnett Italia prevede un 2016 in ulteriore crescita “con un aumento del 7% dei ricavi, grazie ai maggiori investimenti dei clienti esistenti e al new business”, dichiara Giorgio Brenna.

La crescita è trainata da tutti i settori dell’agenzia. A fine 2015 Leo Burnett si è aggiudicata la gara creativa di McDonald’s, oltre a quelle di Beck’s e Pittarosso, mentre all’inizio del 2016 – secondo quanto risulta a Today Pubblicità Italia – avrebbe vinto il pitch indetto da Cariparma-Crédit Agricole. Di recente, inoltre, si è aggiudicata la strategia digital del brand Moleskine.