Visibilia Editore scommette sulla piattaforma web e sul programmatic

29 marzo 2016

Daniela Santanchè

Il nuovo piano industriale di Visibilia farà leva sulla piattaforma web con lo sviluppo di siti relativi alle testate in portafoglio (Ville e Giardini, Pc Professionale e Ciak) e del ‘programmatic’, la piattaforma di compravendita di spazi pubblicitari sul web. È quanto si legge in una nota di Visibilia Editore, quotata su Aim e controllata dalla omonima Holding che fa riferimento a Daniela Santanchè.

La società ha visto crescere nel 2015 i ricavi da 2,58 a 4,43 milioni di euro (+71%), mentre è più che raddoppiata la perdita operativa lorda (218.799 euro). In miglioramento la posizione finanziaria netta, negativa per 2,32 milioni, a fronte del passivo di 3,37 milioni di fine 2014. Per coprire la perdita d’esercizio, il Cda proporrà in assemblea, come previsto dall’articolo 2446 del Codice Civile, l’utilizzo di riserve societarie disponibili per 470.289 euro, l’azzeramento della riserva legale di 22.560 euro e una riduzione del capitale sociale per i restanti 721.592 euro.

Il Cda ha inoltre approvato un piano industriale che prevede un Ebitda Margin, il rapporto tra margine operativo lordo e ricavi, pari al 10% nel 2018. Visibilia ricorrerà alle riserve societarie fino ad azzerare la riserva legale e ridurrà il proprio capitale per far fronte a un rosso di 1,21 milioni registrato a fine 2015.

Nella nota viene indicato inoltre un calo del 41,14% della perdita netta a fronte del rosso di 2,07 milioni del 2014. È inoltre previsto un ricorso alla solidarietà e ad altri ammortizzatori sociali per ridurre i costi a partire dal 2016, insieme alla eliminazione delle attività ‘non core’, focalizzando l’impegno del Gruppo su attività editoriali che consentiranno di ottenere dei risparmi “significativi” in termini di “minori costi straordinari ed oneri ad essi accessori”.

Sul fronte dell’indebitamento finanziario, poi, è prevista una “diluizione degli impegni in un orizzonte temporale di 9/10 anni”. Il Cda chiederà inoltre ai soci la delega per procedere a un aumento di capitale fino a 5 milioni di euro. Una richiesta che sarà sottoposta all’assemblea straordinaria chiamata ad approvare il ricorso alle riserve e la riduzione del capitale sociale per far fronte alla perdita d’esercizio.