The Small Now, quando la creatività prova a ‘cambiare’ il mondo

29 marzo 2016

Michele Bianchi ed Enrico Tamiazzo

di Andrea Crocioni


Tutto parte da un sogno: utilizzare la comunicazione per rendere il mondo un posto migliore. Nasce da questo presupposto The Small Now (thesmallnow.org), organizzazione non-profit che realizza progetti di social responsibility e li comunica con anima creativa.  Costituita nel 2015 in Italia, la onlus ha preso corpo dall’idea di Enrico Tamiazzo, art director, e di Michele Bianchi, cooperante internazionale, e oggi ha trovato casa presso la sede milanese di The Big Now. “Un ringraziamento particolare va proprio a Emanuele Nenna, il fondatore dell’agenzia che ci ospita, che ci ha dato consigli e supporto nella prima fase organizzativa”, ha detto Tamiazzo che poi ci ha raccontato la genesi del progetto.

“Io sono reduce da un’esperienza di due anni in Ghana come creativo proprio in Now Available Africa (controllata di The Big Now, ndr) – ha spiegato -. Lì ho avuto occasione di lavorare a un importante progetto per Nescafé. Il marchio ha inviato un grande truck sulle strade dell’Africa centro-occidentale per raccogliere e dare voce ai sogni dei giovani africani. Da qui l’idea di utilizzare la creatività per scopi sociali. Così ho unito le forze con l’amico Michele Bianchi che aveva esperienze nella cooperazione internazionale e in particolare in progetti di sport development. Da questa comunanza di intenti è nata The Small Now”.

Un nome che è già una dichiarazione d’intenti. “Anche con i piccoli passi si possono cambiare le cose”, ha sottolineato Tamiazzo. I due fondatori, anche se continuano a portare avanti le proprie rispettive professioni, credono molto nel progetto che oggi coinvolge un team di cinque persone. “L’idea di base è fare csr per le aziende in modo creativo, garantendo un ritorno di immagine. Anche se in Italia al momento c’è ancora una certa diffidenza, queste operazioni a livello internazionale funzionano. La responsabilità sociale di impresa è una carta di valore per le aziende, noi l’abbiamo semplicemente reinterpretata, cambiando l’approccio.

Per questo ci piace parlare di  ‘creative social responsibility’”, ha detto l’art director. Il primo progetto realizzato da The Small Now  è ‘Passa le scarpe’. Si tratta di un’operazione di raccolta di scarpe sportive usate, soprattutto da bambini, che sono state portate in Kenya dove hanno trovato una ‘seconda vita’ presso in giovani africani. “In questo progetto abbiamo avuto il sostegno di una multinazionale come Fischer”, ha precisato Tamiazzo.

E ha continuato: “Siamo partiti con lo sport , un ambito in cui avevamo già esperienza. Ora stiamo lavorando anche a un’iniziativa turistica particolare. Si chiama ‘Viaggio responsabile’ e si tratta di un itinerario che, grazie a un partner locale, stiamo organizzando in Ghana per far conoscere il Paese in modo diverso, fuori dai classici circuiti”.

Ma come opera in concreto la onlus? La struttura si impegna a elaborare un’idea di azione sostenibile e innovativa correlata ai valori fondamentali dei brand, a realizzare concretamente il progetto e a comunicarlo in modo mirato e creativo. “Il nostro obiettivo è quello di far capire alle aziende il ritorno di azioni di carattere sociale, soprattutto oggi, in un mercato in cui i consumatori sono molto attenti a quello che fanno le aziende, anche al di fuori del ristretto ambito del business”, ha concluso Tamiazzo.