Fieg per la detassazione degli investimenti sulla stampa

17 marzo 2016

Sgravi fiscali per la lettura e per gli investimenti pubblicitari sulla stampa: sono le proposte presentate dalle Associazioni della Filiera della Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione (Acimga, Aie, Argi, Asig, Assocarta, Assografici e Fieg) nel corso dell’Incontro pubblico ‘Più Lettura, Più Comunicazione’ svoltosi ieri a Roma.

La necessità di dare un nuovo impulso al consumo dei prodotti culturali da parte delle famiglie è alla base della prima delle due misure condivise dalle sette organizzazioni, illustrata dal direttore dell’AIE, Alfieri Lorenzon: una detrazione dalle imposte sul reddito delle persone fisiche per gli acquisti di libri, quotidiani e periodici in formato cartaceo o digitale, pari al 19% dell’importo speso nel corso dell’anno.

Il direttore generale della Fieg, Fabrizio Carotti, ha presentato una misura volta a ottenere un duplice effetto: rilanciare gli investimenti pubblicitari, con la loro funzione prociclica di spinta ai consumi e, nello stesso tempo, garantire risorse a quotidiani e periodici, veicolo di cultura e libertà. La proposta premia le imprese che effettuano investimenti pubblicitari maggiori rispetto a quelli degli anni precedenti.

“La detassazione degli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici – ha affermato Carotti – è contenuta come criterio di delega del DDL sull’editoria che inizia in questi giorni il suo percorso parlamentare al Senato, dopo l’approvazione da parte della Camera. Sarebbe auspicabile trasformare il criterio di delega in puntuale disposizione di legge per rendere immediatamente operativa la misura e cogliere e potenziare l’avvio della ripresa economica”.

I dati complessivi ribadiscono l’importanza strategica del settore all’interno dell’economia italiana e il notevole impatto dal punto di vista anche occupazionale con circa 200.000 addetti, che arrivano a 680.000 con l’indotto. Nel 2015 il fatturato complessivo dell’intera filiera è stato di circa 31 miliardi di euro, di cui 9,5 realizzati con l’export.

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