Home! torna in edicola da aprile con 200 mila copie di tiratura

16 marzo 2016

Rosanna Brambilla

Acquisita dall’editore Vittorio Farina, la testata sarà coordinata da Rosanna Brambilla. Il Gruppo Hearst mantiene la concessione della pubblicità

La rivista di design e arredamento Home! torna in edicola con l’editore Vittorio Farina, che ne ha acquisito il brand lo scorso gennaio. Il magazine, nato nel 2008 all’interno del Gruppo Hearst International e poi chiuso nel 2014, dal 7 aprile si presenterà completamente rinnovato nella grafica e nei contenuti, cambiando anche formato.

Farina (azionista di riferimento, fra l’altro, del network Dmail di giornali locali quotidiani e di Metro, nonché editore di alcuni settimanali familiari), ha scelto di affidare il coordinamento editoriale a Rosanna Brambilla, già direttore di Cose di Casa e di Bravacasa (Rcs). Fabrizio G. Confalonieri, già art director di Electa e Mondadori Arte, curerà l’immagine grafica e la visione d’insieme.

Nel secondo semestre dell’anno sarà rilasciata anche una versione adatta e pensata per le piattaforme digitali. Il Gruppo Hearst mantiene la concessione della pubblicità, “convinto delle nuove opportunità che i tempi e il progetto di restyling del nuovo editore promettono”, si legge in una nota. Forte di una tiratura iniziale di 200 mila copie e di una consistente campagna promozionale, Home! sarà presentata in occasione del prossimo Salone del Mobile di Milano, all’interno del Brera Design District, in Via Palermo 1.

L’obiettivo è quello di ricreare intorno a un giornale periodico una comunità reale di interessi sul tema della casa e delle passioni legate all’ambiente domestico e ai suoi consumi. Rosanna Brambilla, nel riprogettare il mensile, ha lavorato su un’idea nuova di periodico di settore, cercando di togliere staticità alla struttura ‘fatta di rubriche e case’, con lo scopo di dar vita a un giornale visivo, veloce nella lettura e contemporaneo, in grado usare la rete e i social network per inserirsi come interprete e catalizzatore autorevole di contenuti.

“Nella fase di definizione grafica del periodico una particolare attenzione è stata riservata alla scelta della carta e della relativa tecnologia di stampa – commenta Fabrizio Confalonieri -. Si è optato per una strada controcorrente virando in modo deciso verso la rotocalcografia, antica e nobile tecnica ormai in via di estinzione. L’abbinamento tra gli inchiostri autoesiccanti e la carta scelta, crea una ‘pagina’ con caratteristiche di ‘vellutatezza’ e ‘pastosità cromatica’, eliminando definitivamente il banale e fastidioso luccichio dei normali periodici. L’opzione delle alette lunghe nella copertina, rimanda alla strada di ‘librizzazione’ del giornale, scelta fondamentale per evitare il più possibile il retrogusto di una periodicità solamente effimera”.

“Ci sono una quantità di ragioni per raccontare case italiane e storie che ci fanno ri-conoscere – aggiunge Brambilla, editore incaricato e autore del progetto Home! -. In questi tempi ci siamo un po’ persi. La crisi, l’incertezza, la mancanza di danaro e di prospettive hanno intaccato anche la capacità di vedere la qualità. Abbiamo definito il “Made in Italy” e poi lo abbiamo relegato in una sorta di visione museale che in parte ne ha ridotto la vitalità. E così i giornali di arredamento hanno cominciato a parlare solo di altre “zone” di interesse quasi immateriali. Inesistenti nei cuori. I servizi di case racconteranno le tipologie italiane ristrutturate, rinnovate, riabitate da giovani, da nuovi architetti, da quelli che si muovono nella penisola e conoscono il mondo. Perché i nostri ospiti, quelli dell’Abitare esclamativo, sanno che viviamo immersi in una realtà dove il cibo è più buono perché abbiamo anche tutto il resto, poesia, inventiva, storia, follia. Basta ricrederci e ripartire”.