Prodotto dell’Anno rafforza il brand e genera fiducia per ottenere preferenza e fedeltà

11 marzo 2016

Simonetta Flores

Le iscrizioni crescono del 9% con 47 nuovi brand: un prodotto su due appartiene alla categoria Food. La qualità dei prodotti farà la differenza nelle scelte dei consumatori

di Valeria Zonca

Rispetto alla edizione precedente c’è stato un aumento di iscrizioni? 

Siamo molto contenti dell’apprezzamento delle aziende nei confronti del Premio anche per questa undicesima edizione. Sono stati eletti 45 prodotti in altrettante categorie, votati esclusivamente e da più di 12.000 consumatori. Le aziende partecipanti sono aumentate del 9% rispetto alla precedente edizione, tra queste è cresciuto anche il numero di quelle iscritte per la prima volta al Premio (30 nuove aziende, con un +25%). I nuovi brand sono 47. Inoltre circa un terzo delle aziende che hanno partecipato nel 2015 si sono dimostrate fidelizzate al Premio candidando almeno un prodotto anche all’edizione 2016.

Quali sono le categorie più rappresentate?

Si conferma il Food la categoria più rappresentata con un prodotto su due, in aumento di 6 punti rispetto alla scorsa edizione. Per la prima volta sono presenti le categorie dei ‘piatti pronti vegetariani’ e delle ‘zuppe fresche pronte’ mentre si è ripresentata quella dei ‘senza lattosio’. In aumento anche le categorie di integratori e dei prodotti venduti in farmacia (12,5%), canale dove il Logo di Prodotto dell’Anno viene utilizzato in modo strategico e impattante.

Quali le valutazioni dei consumatori sull’innovazione di prodotto?

E’ sempre molto alta la sensibilità dei consumatori nei confronti dei prodotti innovativi. Sensibilità trasversale tra uomini e donne, ma che si segmenta sulle fasce di età: sono più sensibili i giovani tra i 15 e i 35 anni. Il consumatore avverte nuovi valori, più autentici, e sente il bisogno di un consumo sempre più morale ed etico, voglia di condivisione e partecipazione critica. La propensione all’acquisto di nuovi prodotti è balzata nell’arco di dieci anni dal 66% al 86%, eppure quasi un consumatore su due dichiara che non ce ne siano abbastanza sul mercato.

Cibo sano, alto contenuto di servizio, rapporto qualità-prezzo: sono ancora questi i plus ancora ricercati dai consumatori?

Seguire uno stile di vita sano, insieme alla maggiore attenzione posta agli ingredienti, sta diventando sempre più importante nelle scelte dei consumatori (+5%). In crescita anche la maggiore attenzione verso l’ambiente (ad esempio categoria capsule caffè compostabili) che si traduce con un consumo più responsabile e in un’attenzione soprattutto al pack (+2%). Si preferiscono le spese giornaliere per acquistare alimenti freschi e cibi pronti per evitare gli sprechi. Pur rimanendo il primo driver di scelta, perde quota il rapporto qualità prezzo (-5%). E’ la qualità intrinseca il plus riconosciuto dai consumatori (non solo la filiera controllata ma anche il fare bene). Non si risparmia sulla qualità, ma sulla quantità. Anche il made in Italy gioca un ruolo rilevante nelle aspettative dei consumatori verso i nuovi prodotti, con un trend in crescita (+4% rispetto allo scorso anno).

Posizionamenti di prezzo, promozioni, innovazione e segmentazioni sono le scelte intraprese dalle aziende per uscire dalla crisi? 

I consumatori sono sempre più esigenti e demanding e si affidano maggiormente ai brand che sanno offrire un valore aggiunto reale sia di performance che emozionale e un’innovazione vera e significativa. Nella società della sharing economy si conferma molto rilevante il passaparola, che è proprio uno dei valori alla base del Premio Eletto Prodotto dell’Anno. Infatti all’82% dei consumatori piace provare nuovi prodotti consigliati da amici o parenti (dato in incremento del +5%). Prodotto dell’Anno rafforza il brand generando fiducia per ottenere la preferenza e la fedeltà, come dimostrano le performance del Logo in continua ascesa. L’awareness ha raggiunto l’87% e la fiducia nel Logo l’83%, rispettivamente +5% e +7% rispetto alla precedente rilevazione. Cambiamenti si registrano anche nei canali di vendita. Continua a crescere a due cifre l’e-commerce compreso l’e-food e la crescita dei piccoli negozi express in cui fare la spesa senza perdere troppo tempo e dove si può trovare vicinanza e maggiore assistenza all’acquisto.

La marca spinge le vendite nel largo consumo: la ripresa continuerà nel 2016?

Nel 2015 sono ripartite le vendite trainate dall’industria di marca e nel 2016 la qualità dei prodotti farà la differenza nelle scelte dei consumatori. Il ruolo della marca è confermato, certo è che attraverso le perpetrate promozioni il consumatore ha imparato che in una certa range i prodotti sono sostituibili: c’è una minore fedeltà a una singola marca, ma è aumentata quella a un ‘salient set’ di due o tre marche che si scelgono sempre. Naturalmente questo dipende anche dai mercati. La sfida è quella di generare valore riuscendo a cogliere  i rapidi mutamenti nei fenomeni di acquisto e di consumo.

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