CIR, accordo per integrare Gruppo Espresso e Itedi

2 marzo 2016

Nasce un polo da 750 milioni di euro. Alleanza per unire Repubblica, La Stampa e Il Secolo XIX. Obiettivo: dare vita a un gruppo leader in Italia e tra i più importanti in Europa nell’informazione quotidiana e digitale

CIR-Compagnie Industriali Riunite ha reso noto di aver firmato insieme alla controllata Gruppo Editoriale L’Espresso, a ITEDI (società editrice dei quotidiani La Stampa e Il Secolo XIX) e agli azionisti di quest’ultima (FCA e Ital Press Holding S.p.A. della famiglia Perrone) un memorandum d’intesa finalizzato alla creazione del gruppo editoriale leader italiano nonché uno dei principali gruppi europei nel settore dell’informazione quotidiana e digitale mediante fusione per incorporazione di ITEDI con il Gruppo Editoriale L’Espresso. Le due società editoriali nel 2015 hanno registrato complessivamente ricavi pari a circa 750 milioni di euro, con la più alta redditività del settore, e non sono gravate da debiti. La fusione avverrà sulla base di un concambio che sarà stabilito puntualmente negli accordi definitivi, subordinatamente alla due diligence e ad altre condizioni. All’esito dell’operazione, CIR resterà azionista di controllo, con una quota di circa il 43% del Gruppo Editoriale L’Espresso.
CIR, inoltre, ha annunciato l’intenzione di definire un accordo con EXOR – che deterrà una quota di circa il 5% della società che nascerà dalla fusione, a valle della distribuzione della partecipazione da parte di FCA – avente a oggetto le rispettive partecipazioni. La società risultante dalla fusione resterà quotata alla Borsa Italiana. Il perfezionamento dell’operazione di fusione, che è soggetta all’autorizzazione delle competenti autorità nonché delle assemblee di Gruppo Editoriale L’Espresso e di ITEDI, è previsto per il primo trimestre del 2017.

Monica Mondardini, ad di CIR ha commentato: “Si tratta di un accordo di grande valore industriale per il Gruppo Espresso, che con l’ingresso di due testate autorevoli e radicate come La Stampa e il Secolo XIX si rafforzerebbe ulteriormente, riaffermando il proprio primato nella stampa quotidiana italiana. Con questa operazione, inoltre, il Gruppo anticiperebbe il necessario processo di aggregazione del settore editoriale italiano”.

Rodolfo De Benedetti, presidente di CIR ha dichiarato:“Al perfezionamento dell’accordo odierno Cir resterà l’azionista di controllo di un gruppo più grande, più forte, con una redditività significativa e sempre più autorevole dal punto di vista della governance, dei contenuti e delle testate di proprietà. Tutto ciò è stato reso possibile grazie ai solidi risultati ottenuti in questi anni dal Gruppo Espresso, che oggi ha la credibilità per essere protagonista del consolidamento del settore. Cir ha accettato di rinunciare alla maggioranza assoluta del capitale per favorire una operazione che fa crescere il Gruppo Espresso e può creare valore nell’interesse di tutti gli azionisti”.

Intanto oggi a Roma, il CdA di Gruppo Editoriale L’Espresso, presieduto Carlo De Benedetti, ha approvato i risultati consolidati al 31 dicembre 2015. Il Gruppo L’Espresso ha chiuso il 2015 con un utile netto di 17 milioni di euro, in crescita rispetto agli 8,5 milioni dell’anno precedente. I ricavi sono ammontati a 605 milioni, in calo del 6% rispetto ai 643,5 milioni del 2014. Il margine operativo lordo è stato di 47,5 milioni, a fronte dei 59,8 milioni dell’esercizio 2014; il risultato operativo invece si è assestato a 30,5 milioni, a fronte dei 29,9 milioni del 2014. I ricavi diffusionali sono stati pari a 218 milioni (-6,4%), mentre i ricavi pubblicitari, senza le concessioni di terzi, hanno registrato un calo del 4,2% assestandosi a 346 milioni. Se la raccolta su stampa – si legge nella nota aziendale – riflette l’andamento ancora negativo del
mercato, radio ed internet hanno mostrato una dinamica positiva.
Nell’esercizio 2015 è stata inoltre effettuata una svalutazione per 17 milioni circa della partecipazione in Persidera. L’indebitamento finanziario netto a fine 2015 ammontava a 10,7 milioni, mentre l’avanzo finanziario era pari a 23,5 milioni.
L’organico del gruppo al 31 dicembre scorso era pari a 2.183 dipendenti: l’organico medio del 2015 e’ inferiore del 4,9% rispetto al 2014.