Teads indaga sull’utilizzo degli ad blocker. In Italia l’80% non vuole i pop-up

28 gennaio 2016

Michele Marzan

Teads, leader globale nel mercato della pubblicità video native e proprietaria di una piattaforma innovativa per la valorizzazione delle inventory dei premium publisher online, ha diffuso i risultati di una ricerca realizzata in collaborazione con Research Now sul perché gli utenti decidono d’installare gli ad blocker. Un interrogativo a cui si è voluto dare una risposta per aiutare il mercato a capire cosa sviluppare a livello tecnologico per continuare a supportare l’editoria online e allo stesso tempo per creare un dialogo lineare tra inserzionisti e utenti, senza che i primi siano un elemento di disturbo nell’esperienza di navigazione di questi ultimi.

Teads ha intervistato oltre 9.000 persone a livello globale, suddivise in tre gruppi: utenti con ad blocker attivo su desktop/laptop, con ad blocker attivo su mobile e utenti a conoscenza di questi strumenti ma che non ne hanno installato ancora uno. La ricerca di Teads è stata condotta tra i due principali mercati digital internazionali tra cui Stati Uniti, America Latina (Messico, Brasile, Argentina) e le 5 principali città europee di Inghilterra, Germania, Spagna, Francia e Italia.

Dalla ricerca sono emersi due dati rilevanti: tre utenti su quattro hanno dichiarato che i formati forzati e intrusivi sono tra le principali ragioni che motivano l’installazione di sistemi che bloccano l’erogazione dell’annuncio pubblicitario. Inoltre, per l’80% degli italiani il formato pop-up è il più fastidioso e penalizzante durante la navigazione online. In Italia per il 67% degli utenti la pubblicità, soprattutto non skippabile, viene bloccata anche perché rallenta l’esperienza di navigazione. Il 57% degli intervistati ritiene che al momento ci siano troppi formati invasivi, classificabili col termine ‘fastidiosi’. Il 76% degli intervistati con ad blocker attivo utilizza Chrome, contro il 39% di Firefox.

“Gli utenti di tutto il mondo hanno espresso un’avversione nei confronti dei formati intrusivi, ma fornirgli la possibilità di scelta è la chiave per aprire un dialogo migliore con essi – ha dichiarato Michele Marzan, ceo di Teads Italia -. La rapida crescita della diffusione di sistemi in grado di bloccare l’erogazione di un contenuto pubblicitario è già un campanello d’allarme per tutti gli attori del panorama della pubblicità video online e dobbiamo prestare attenzione alle domande dei consumatori che oggi richiedono più rispetto per la loro esperienza di navigazione online. Noi di Teads in tal senso, siamo in prima linea nel sostenere che sono sempre gli utenti a decidere se fruire un annuncio oppure no, e stiamo concentrando le energie del nostro dipartimento ricerca e sviluppo in questa direzione”.

Per scaricare una copia dello studio globale di Teads circa gli ad blocker, per favore, visita il sito info.teads.tv/ad-blockers-it.