Dubai promuove in Italia il suo ‘Spirit of possible’ con Interface Tourism

28 gennaio 2016

di Monica Bozzellini


Non una semplice meta turistica ma un luogo dove tutto è possibile. E’ così che ieri sera a Palazzo Serbelloni a Milano, Dubai Tourism, l’ente del turismo di Dubai, ha presentato al mercato italiano la destinazione emiratina, protagonista di una strategia di crescita sintetizzata nella vision ‘20 million by 2020’, il raggiungimento dei 20 milioni di turisti all’anno entro la data di apertura dell’Expo, per arrivare ai quali il turismo nell’emirato deve crescere tra il 7 e il 9% anno su anno. Una media che la destinazione sta rispettando, considerando che sono stati 11,7 milioni i visitatori internazionali che hanno pernottato almeno una notte a Dubai nei primi 10 mesi del 2015, +8,3% rispetto allo stesso periodo del 2014 (+ 3% la crescita del mercato italiano).

“Una visione nata ben prima dell’assegnazione dell’Esposizione Universale – spiega a Today Pubblicità Italia Issam Kazim, ceo di Dubai Corporation for Tourism and Commerce Marketing, ente responsabile del branding, della promozione e del marketing dell’Emirato di Dubai – e che riguarda un progetto globale di sviluppo basato sulla grande fiducia nel potenziale di crescita della nostra destinazione, sia in termini di varietà dell’offerta sia in termini di target raggiungibili. Un obiettivo non solo numerico, ma anche di estensione del periodo di permanenza medio”.

Un potenziale espresso dal claim della campagna pubblicitaria ‘Spirit of possible’ (a firma BBDO New York e destinata a essere adattata anche per il mercato italiano): “Dubai è una destinazione dalle infinite possibilità di turismo – sottolinea Issam Kazim -. In passato, sono state sviluppate infrastrutture, strutture ricettive, progetti edilizi commerciali e residenziali, quello che vogliamo fare in questa seconda fase è assicurarci che Dubai venga percepita non solo come una destinazione luxury o business, ma come una meta per tutto l’anno che si adatta a budget differenti e che può offrire l’eredità della tradizione accanto al nuovo, natura e avventura, shopping (non solo mall ma anche mercati tradizionali), e ancora arte, artigianato e gastronomia”.

Se “Dubai è per tutti”, in termini di long term strategy, spiega ancora il ceo, “ci focalizziamo molto sulla famiglia intesa in senso lato: coppie neo spose, famiglie con figli, gruppi di amici con figli, genitori adulti che viaggiano senza figli. Dubai ha una proposta originale per ciascuno di loro”.

Per promuovere tutto questo, sul fronte marketing e comunicazione, l’Ente utilizza tutti i canali, tradizionali e non, online e offline, ma non solo.

“Abbiamo due braccia – sottolinea Anass Al Allouch, Senior Manager International Communication di Dubai Tourism – una globale e una locale. Come ente turismo a livello globale, abbiamo diverse agenzie di comunicazione e media buying: lavoriamo con Havas per il media buying, con Edelman per le PR e con Traccs per la comunicazione nei Paesi del Golfo Arabo. Abbiamo poi tutti i nostri partner a livello locale, che sono direi quasi i più importanti, perché una cosa è studiare una strategia globale a Dubai o a Londra e un’altra è avere il know how necessario per implementarla nei diversi territori, conoscendone la cultura creando la strategia locale. Un compito che per l’Italia è affidato a Interface Tourism, scelta lo scorso novembre e che ci rappresenta nel Paese”.

“Quando hai la campagna, la pianificazione, l’individuazione della target audience e dei decision maker – rimarca infine Issam Kazim – è importante la scelta dei partner giusti, che conoscano il prodotto, ci credano e sappiano trasferire la loro passione. Così come è fondamentale creare nuove opportunità di comunicazione e turismo, come i Festival (ad esempio il Dubai Food Festival o lo shopping Festival) e gli eventi, parte importante della strategia di Dubai Tourism”.