Enel, rebranding all’insegna dell’‘Open Power’

27 gennaio 2016

Un momento della presentazione Enel a Madrid

di Serena Adriana Poerio


Benvenuti nella nuova era ‘Open Power’ di Enel. Il Gruppo ha presentato ieri a Madrid il nuovo brand societario globale, il nuovo sito Enel.com e la nuova identità visiva e logo. Dopo aver messo in gara nel nostro paese negli ultimi 12 mesi quasi tutte le attività, Enel dà il via a un nuovo corso, naturale evoluzione di un’azienda che è negli ultimi anni è molto cambiata.

Il rebranding, il cui investimento rientra in un budget di comunicazione 2016 in linea con il 2015, È stato curato da Wolff Olins, agenzia di consulenza globale, scelta in seguito a una gara. Tra gli altri partner coinvolti nel processo di rebranding Saffron, Modulex, Lagardere, Sixieme Son e Saatchi & Saatchi.

“Sono arrivato più di un anno fa e mi hanno chiesto di valutare la strategia per il marchio globale – ha dichiarato Ryan O’Keeffe, head of communications di Enel -. Abbiamo parlato con 3000 persone nei nostri 10 mercati più importanti dei 33 Paesi in cui siamo presenti, chiedendo loro cosa volevano da un brand come Enel. È emerso il tema del progresso. Il rebranding si è strutturato in 3 fasi: una prima ‘Open Power’, che significa aprirci al mondo, una seconda legata all’identità visiva e una terza a quella digitale”.

La strategia ‘Open Power’, annunciata lo scorso novembre a Londra in occasione del Capital Markets Day di Enel, si fonda sull’apertura come chiave di volta dell’approccio strategico e operativo del Gruppo e ruota intorno a 5 pilastri: aprire l’accesso all’energia a più persone e a nuove tecnologie; aprire la gestione dell’energia e a nuovi utilizzi e aprirsi a più partnership. “Era importante rivedere il logo in modo completmente diverso” ha continuato O’Keeffe.

Il nuovo brand si inserisce nella strategia di Enel che definisce il Gruppo come innovativo, sostenibile e all’avanguardia. Il nuovo sistema visivo del Gruppo e il logo segnano una nuova era per l’azienda e rappresentano i principi di flessibilità e dinamicità di ‘Open Power’. Al centro del nuovo logo di Enel c’è il cursore come elemento visivo che racchiude il concetto di Open Power.

Insieme a quello di Enel sono stati svelati anche i nuovi loghi di Endesa e Enel Green Power.

“Con il rinnovo del nostro brand stiamo adattando l’immagine di Enel ai cambiamenti in corso all’interno del Gruppo e alla rapida evoluzione del settore energetico, evoluzione di cui siamo alla guida – ha affermato l’amministratore delegato e direttore generale di Enel, Francesco Starace -. Il concetto di apertura che sintetizziamo con l’espressione inglese ‘Open Power’ ci posiziona come un Gruppo innovativo e sostenibile che lavora per diffondere ed espandere il contenuto tecnologico delle sue attività, per garantire la sicurezza energetica e migliorare i nostri servizi a livello globale. ‘Open Power’ vuol dire anche valorizzare la nostra infrastruttura condividendo le conoscenze per ampliarne gli usi, così come collaborare con i clienti, i partner e gli altri stakeholder, creando così un ambiente favorevole per tutti, che assicuri e tuteli gli investimenti”.

On air da ieri anche il nuovo sito Enel.com, ispirato all’approccio mobile first, user centric e allo storytelling e firmato da Huge. Tra i canali di comunicazione tramite cui sarà veicolato il nuovo logo, per cui non è prevista campagna istituzionale, un ruolo importante è dato anche alle partnership: Enel è protagonista al Giro d’Italia sponsor della Maglia Rosa. Il nuovo logo sarà già inserito all’interno della prossima release delle bollette di Enel (l’azienda in Italia ne manda circa 200 milioni in un anno, ndr).

Ad aprile invece sul fronte comunicazione commerciale è prevista la nuova campagna di Enel Energia, a firma Saatchi & Saatchi e pianificata da Mindshare, ma resta ancora da ‘definire’ il ruolo di Cattelan testimonial.

Tra i pitch indetti dall’azienda ancora in corso la gara per l’incarico annuale (con possibilità di rinnovo) della gestione del btl, ormai alle battute finali, che ha visto un restringimento dai 13-14 soggetti coinvolti ai 5-7, per l’intranet e la web tv. Al digitale è destinata una quota del budget adv in costante lieve crescita, che riguarda circa il 30% del totale degli investimenti in comunicazione.