Nascono i Diversity Media Awards

21 gennaio 2016

di Andrea Crocioni


Un invito al mondo della comunicazione a prendersi le proprie responsabilità nella costruzione dell’immaginario collettivo e a dare il proprio contributo alla battaglia contro ogni discriminazione. Parte da qui la prima edizione dei Diversity Media Awards, il progetto a cura di Diversity – associazione guidata da Francesca Vecchioni – che intende premiare i migliori contenuti mediali italiani che nell’ultimo anno hanno fornito una corretta rappresentazione delle persone e delle tematiche LGBT. Sostenuta da Google, in qualità di sponsor, e da Discovery Italia come media partner, l’iniziativa è stata presentata ieri a Milano, nella cornice istituzionale di Palazzo Marino.

“Questo premio è frutto di un lavoro inziato due anni fa con l’obiettivo di sensibilizzare chi opera nel settore della comunicazione – ha ricordato Francesca Vecchioni -. Ritengo sia importante che l’universo LGBT si riconosca nella rappresentazione mediatica che di esso viene data. E’ essenziale che questa sia corretta. Questo perché il modo in cui il tema viene trattato influenza sia la costruzione dell’identità delle persone sia la percezione nell’opinione pubblica”.

Tv, radio, cinema, pubblicità e web: tutto il sistema dei media viene chiamato in causa. Durante la conferenza sono state annunciate le nomination dei premi per i migliori contenuti di categoria (diversitylab.it/sito/le-nomination-diversity-media-awards). I progetti, selezionati da un comitato scientifico costituito da 15 docenti di 11 diversi Atenei, dal prossimo 1° aprile potranno essere votati online dal pubblico sul sito www.diversitylab.it.

I vincitori saranno premiati nel corso di un evento che si terrà a maggio. Al premio si lega la ricerca Diversity Media Report che, per la prima volta in Italia, ha analizzato quantitativamente la trattazione dei temi LGBT all’interno dei contenuti mediali, dai telegiornali (2005-2015), e qualitativamente per il 2015 le trasmissioni radio e tv, le serie tv, i film e la pubblicità. Lo studio è stato condotto da Diversity con l’Osservatorio di Pavia e 2B Research, in collaborazione con le principali Università italiane. Secondo il DMR Informazione negli ultimi dieci anni sono state trasmesse 1.611 notizie a tema LGBT, con un trend in costante crescita.

Riguardo ai temi affrontati, unioni civili e matrimonio coprono quasi un terzo dell’agenda LGBT (28,9%), seguite da discriminazione (24%) ed eventi di cronaca nera (13,9%). In generale queste tematiche sono però marginali all’interno dei tg italiani (0,3%), ma con un netto incremento negli anni più recenti. Una tendenza confermata nel primo semestre del 2015 (0,7% del totale).

Passando al DMR Entertainment l’universo omosessuale è ancora trattato in modo quantitativamente poco significativo da cinema e fiction di casa nostra (19 titoli per il primo, 5 per il secondo), anche se da un punto di vista qualitativo con un approccio positivo. Un capitolo a parte merita la pubblicità: dallo studio emerge come diversi brand abbiano finalmente inziato a comunicare in modo più inclusivo.

“Mai come oggi i media sono profondamente correlati con le identità, individuali, collettive e di gruppo – ha commentato Maria Luisa Bionda, responsabile ricerca DMR Enterteinment – 2B Research -. Proprio per questo legame è determinante una rappresentazione piena e completa delle diversità. Solo in questo modo sarà infatti possibile per l’individuo una piena realizzazione ed una libera costruzione della sua identità privata e sociale”.