FCB Milan, la valorizzazione del local nel segno del change behavior

19 gennaio 2016

Pietro Maestri

Il presidente di FCB International Sebastien Desclee ‘presenta’il nuovo ceo e cco Pietro Maestri

 

“Sono un ragazzo molto pratico e concreto”. Si è ‘ripresentato’ così al mercato Pietro Maestri (nella foto), entrato da una settimana in FCB Milan come ceo e cco, con l’obiettivo di far crescere il business ed elevare il prodotto creativo dell’agenzia. “FCB è un network internazionale che non può prescindere dagli insight locali: questo significa porre grande enfasi e risorse per sviluppare le realtà in ogni paese – ha spiegato a Today Pubblicità Italia Sebastien Desclee, presidente di FCB International -. Pietro, grazie alla sua esperienza, è parte della storia della pubblicità in Italia, è sia un imprenditore sia un creativo ed è stato individuato come la persona più adatta per guidare questa agenzia all’interno di un network internazionale (entrato di recente nel roster di agenzie FCA, ndr). Considerando che il mercato italiano è molto importante per FCB, nonostante conosciamo bene il momento di recessione: si parla di 60 milioni di consumatori e di imprese industriali che vanno aiutate anche a comunicare all’estero. Nelle nostre strategie c’è l’intenzione di trasformare sempre più l’Italia in un trampolino di lancio internazionale per i brand. Nel portafoglio di FCB Milan ci sono clienti storici globali come Beiersdorf, ma anche molti budget locali, più piccoli ma fondamentali tra cui Jacuzzi, Megabus, BNL e la parte Healthcare, con il dipartimento dedicato lanciato lo scorso ottobre, che ha iniziato a seguire progetti importanti per Boehringer e Airc. Il 75% dei clienti di FCB Milan è di brand locali”.

“Ho trovato un’agenzia piena di voglia di fare, come un calciatore molto forte che non ha avuto la possibilità di esprimersi sul campo , ottime persone da un punto di vista professionale e umano, lato quest’ultimo a cui dò molta importanza – ha proseguito Maestri -. Sono stato nel Cda di agenzie internazionali per 15 anni, ho costruito una mia agenzia (Transatlantic, ndr), sono diventato socio di Conquest: l’esperienza manageriale non mi manca, quindi sulla razionalità, i numeri e la gestione delle persone credo di essere efficace. Poi la mia vera passione è quella della creatività che è proprio quello che vendiamo: un cliente non viene in agenzia per cercare servizio o una disciplina dei numeri rigorosa, viene per cercare consulenza, che vuol dire pensiero e creatività. Con la mia lunga esperienza credo di poter semplificare i processi di sviluppo del pensiero creativo, arrivando al dunque rapidamente. Il mio motto è da A a B con una linea retta”.

Maestri trova comunque un mercato estremamente cambiato negli ultimi anni. “Ne ho seguito le varie metamorfosi, sia quelle più locali sia quelle internazionali – ha precisato -. Il mercato è quello che è e dipende poco da noi; sta però a noi essere sufficientemente veloci ed elastici per poterci adattare rapidamente, anche se poi i punti base sono gli stessi di sempre: cioè comunicare a persone dei valori, delle performance o qualsiasi cosa legata a una marca o a un prodotto in modo da convincere il pubblico a interessarsi a questa marca: questo è rimasto, ciò che è cambiata è la possibilità di avere molti più touchpoint”. “Touchpoint che continueranno a crescere – ha aggiunto Desclee -: il ruolo delle agenzie è di capire i cambiamenti tecnologici e di consumo, solo in questo modo continueremo ad aiutare i clienti. Non si parla più di agenzie digitali, la parola digitale è entrata nel linguaggio e nel dna stesso delle agenzie di comunicazione”.

“Creatività oggi significa sempre più efficacia – ha dichiarato Maestri -. Più sei creativo più sei capace di risolvere un problema che il cliente ti ha sottoposto e vuol dire saper cambiare un comportamento, quindi ‘change behavior’ che è il motto di FCB. Questa impostazione è molto pragmatica e apre molto spazio alla possibilità di fare un eccellente lavoro creativo che deve essere concreto ed efficace. Lo è poi in modo diverso a seconda che si parli di una birra o di una fetta di salame: ogni mercato ha le sue regole e le sue abitudini, però la pubblicità serve a costruire successo di marca”.

Non disdegnando la partecipazione alle gare. “Saper scegliere le gare giuste a cui partecipare, cercando di essere selettivo anche per capire se le tue risorse e le tue capacità possono essere utili, ben sfruttate e produttive per quel tipo di gara. A breve lavoreremo a un piano di azioni concrete. Vogliamo chiudere il 2016 con un più davanti e con un’agenzia molto motivata e dare un aiuto a livello globale per partecipare a gare internazionali, dal momento che ogni agenzia locale ha la propria expertise e siamo uniti nel lavorare in team, grazie all’approccio metodologico comune”, ha concluso Maestri.

 

 

Valeria Zonca