Max Pezzali diventa un ‘Crispy lover’ per McDonald’s. Firma Leo Burnett

A partire dal 28 settembre, per cinque settimane, da McDonald’s torna il Gran Crispy McBacon, che per la prima volta sarà anche al pollo.

E’ il panino più amato di tutti e tra chi lo adora, i così detti ‘Crispy lovers’, c’è il cantante Max Pezzali, che è il nuovo testimonial della campagna. Nel primo spot Tv 30” Max è con un amico da McDonald’s, ordina un Crispy McBacon e, siccome per lui questo panino è un mito, inizia a intonare al panino la sua canzone più famosa ‘Sei un mito’. A questo punto però un cliente interviene e gli dice che è arrivato il Gran Crispy McBacon: un mito, ancora più grande.

Ed è questo infatti il concetto della campagna che diventa una vera e propria multi-soggetto con anche due spot Tv 15” di cui Pezzali è sempre il protagonista. Una campagna dal tono di voce leggero e ironico, grazie alla personalità del testimonial, che incarna perfettamente lo spirito allegro e disinvolto del brand McDonald’s.

Leo Burnett, con la direzione creativa di Francesco Bozza e Alessandro Antonini, ha curato a 360° l’intero progetto sviluppando anche tutta la parte social e digital, con un vasto piano editoriale su Facebook e Instagram in cui Max Pezzali è protagonista. Il progetto prevede anche una campagna banner.

La regia degli spot Tv è di Paolo Genovese, per la Live Action e di DaDa per la parte Food. La casa di produzione è Filmmaster. Hanno lavorato alla campagna i direttori creativi esecutivi Francesco Bozza e Alessandro Antonini, il direttore creativo associato Andrea Marzagalli, i senior copywriter Maria Chiara Alegi e Giuseppe Pavone, i senior art director Cinzia Caccia e Luca Ghilino.

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Quercetti punta su digital, stampa ed eventi per raccontare il suo gioco educativo

di Cinzia Pizzo


Fedele a un’idea di gioco tradizionale e manuale, dotata di sensibilità ambientale oltre che di una forte attenzione alla sicurezza e alla qualità dei prodotti, tutti rigorosamente Made in Italy.

È su queste fondamenta che ha costruito la sua storia Quercetti, azienda italiana del giocattolo nota ai più per i chiodini colorati nati da un’intuizione del suo fondatore, Alessandro Quercetti, che nel secondo dopoguerra pensò di utilizzare la plastica  per costruire giochi per bambini.

Nata nel 1950 a Torino, Quercetti&C è ancora oggi un’impresa familiare gestita dalla seconda generazione, che con controllo diretto sui processi produttivi, sulle tecnologie e sui materiali impiegati continua a lavorare nel rispetto delle basi di allora, cioè creare giocattoli educativi capaci di stimolare le abilità dei più piccoli lasciando spazio all’immaginazione.

pixelevobimboBen definito l’approccio dell’azienda alla pubblicità, come spiega a Today Pubblicità Italia l’architetto Alberto Quercetti, responsabile Comunicazione, Ricerca e Sviluppo: “Quercetti non rivolge la sua comunicazione a un pubblico infantile al di sotto dei 10 anni, ci indirizziamo a bambini più grandi e soprattutto agli adulti perché riteniamo che l’acquisto di un giocattolo debba essere una scelta consapevole. Per questo escludiamo la pubblicità televisiva, privilegiando una comunicazione sviluppata online, su stampa, instore e presidiando le manifestazioni e i saloni internazionli dedicati al mondo del giocattolo”.

Coerente la comunicazione del marchio in vista del Natale 2016, che partirà a ottobre e proseguirà fino a dicembre. Sul fronte digital, l’azienda ha previsto campagne di display advertising, Google Adwords, SEO, iniziative di social media marketing  in particolare su Facebook con “campagne volte a informare un target preciso e indicizzato. Ci stiamo dedicando a diffondere il marchio e i nostri prodotti attraverso attività informative sviluppate con influencer, portali e riviste dedicate al mondo delle mamme, ed è stata pianificata anche una campagna stampa su Il Giornalino e sulla rivista di settore btb Toy Store” prosegue il manager.

La comunicazione sarà sviluppata su due livelli: una campagna istituzionale, per rafforzare la brand awareness, vedrà al centro il prodotto iconico di Quercetti, il chiodino; una campagna di prodotto punterà a far conoscere la novità della stagione, la nuova linea Quercetti Wood. “Volevamo confrontarci con questo settore, molto sviluppato all’estero, e avvicinarci a un materiale naturale, il legno, che dà grande possibilità di creare e differenziare le proposte” spiega Quercetti. A inaugurare la linea Wood tre tipologie di gioco: Modi Bloc, costruzioni in legno con incastri in plastica; Toytown, cinque forme  che si impilano e si affiancano, senza incastri, per dar vita a un numero infinito di realizzazioni; e Puzzle, grandi barre in legno che permettono la composizione di quattro puzzle.

A coordinare le attività di comunicazione, sia sul fronte del media planning & buying che su quello creativo e digitale, il team interno all’azienda. Pari al 3-4% del fatturato italiano, stimato per il 2016 in 4,5 milioni di euro, l’investimento in marketing e comunicazione dell’azienda che, pur mantenendo la produzione in Italia, è presente all’estero con la commercializzazione dei propri prodotti.

“L’export vale il 60/70% del nostro fatturato totale, che dovrebbe attestarsi intorno ai 10 milioni di euro per il 2016 – conclude Quercetti -. Abbiamo un assortimento orientato a Paesi, come Stati Uniti, Canada oltre che all’Europa, dove la proposta di giochi educativi è tradizionalmente ben accolta”.

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Publitalia, Pietro Enrico alla guida di Crossmedia & Branded Entertainment

Pietro Enrico è stato posto alla guida della divisione Crossmedia & Branded Entertainment di Publitalia, dopo 10 anni in Mediaset, subentrando ad Andrea Scotti Calderini che ha lasciato l’incarico di Crossmedia & Branded Entertainment Director della società per intraprendere un’iniziativa imprenditoriale. Nella visione della direzione generale Innovation arriva inoltre Francesco Busdraghi, ex direttore commerciale di Magnolia, già in RTI, che riporterà a Enrico.

La raccolta adv radiofonica cresce del 7% ad agosto

L’Osservatorio FCP-Assoradio (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario del mese di agosto 2016.

I dati evidenziano un aumento del fatturato pubblicitario della pubblicità nazionale radiofonica pari al +7% nel mese di agosto 2016 rispetto al corrispettivo 2015. Tale dato corrisponde a un fatturato totale di 12.086.000 euro.

“Anche nel periodo estivo la radio conferma il proprio andamento positivo – commenta il presidente di FCP-Assoradio, Fausto Amorese -. Secondo i dati dell’Osservatorio il mese di luglio segna per il mezzo una crescita a ricavi del +2,7% e ad agosto del +7% sul 2015. Il risultato è reso ancor più significativo considerando la crescita a due cifre che entrambi i mesi avevano registrato nel 2015 sull’anno precedente. Il dato progressivo gennaio-agosto si attesta sul +1,3%.

È iniziata, intanto,  da parte dell’assemblea FCP-Assoradio e Mindshare la fase di studio della terza edizione di RadioCompass”.

Google: over 50 e competenze digitali nella quarta rivoluzione industriale

Il 78% utilizza il web tutti i giorni. Il 77% accede via smartphone

di Fiorella Cipolletta

L’accelerazione della tecnologia e la velocità inarrestabile del cambiamento che stiamo vivendo stanno riscrivendo i paradigmi dell’economia. La quarta rivoluzione industriale, che ci sta travolgendo, non riguarda solo i giovani, ma sopratutto gli over 50 (circa 300-500mila persone secondo l’Istat) che hanno perso il lavoro e sono in cerca di nuova occupazione.

In questa galoppante evoluzione le competenze digitali sono un ‘must’ per provare a reinserirsi professionalmente attraverso una nuova occupazione. L’Unione Europea, del resto, stima che entro il 2020 saranno 900 mila i posti di lavoro vacanti proprio per la carenza di competenze digitali; già oggi circa il 40% della forza lavoro in Europa non possiede adeguate competenze digitali e il 14% ne è totalmente sprovvisto.

Una ricerca commissionata da Google a Ipsos ha fotografato il rapporto tra gli italiani di età compresa tra i 50 e 60 anni e il web. Secondo quanto emerge dallo studio di Ipsos, la fascia di popolazione degli over 50 ha con Internet e con gli strumenti digitali un rapporto ambivalente. Indubbio l’utilizzo del mezzo: il campione dichiara infatti di accedere al web quotidianamente nella maggior parte dei casi (78%), per lo più da smartphone (77%), e di essere in grado svolgere con dimestichezza attività elementari come spedire o ricevere email o utilizzare un motore di ricerca.

Il 94% degli intervistati riconosce la rilevanza delle competenze digitali, tanto per la sfera personale quanto per il mondo del lavoro.

Per quasi il 60% degli intervistati, possedere skill in ambito digitale favorisce la ricerca di una nuova occupazione, sia che si voglia restare all’interno del proprio ambito lavorativo, sia come opportunità per aprire nuovi sbocchi professionali.

Nonostante la dichiarata consapevolezza dell’importanza delle competenze digitali, emerge tuttavia una profonda lacuna dal punto di vista formativo: solo il 14% degli intervistati ha infatti svolto negli ultimi  2 o 3 anni  corsi o approfondimenti per ampliare e migliorare le proprie competenze digitali. Diverse le ragioni fornite dal campione per giustificare questo gap: il 48% dichiara di aver dato priorità ad altro; il 45% di non aver avuto ancora l’occasione di approfondire attraverso un momento dedicato alla formazione, il 22% cita la mancanza di tempo come un limite o, la mancanza di una figura che sia una guida a cui fare riferimento (20%),  e la difficoltà di dare concretezza a quanto si apprende (13%).

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Il nodo sulla digitalizzazione è “un tema di schiacciante attualità – ha sottolineato ieri durante la presentazione della ricerca Fabio Vaccarono, Managing Director di Google in Italia -. Il fattore tecnologia incide sempre di più sul sapere utile a garantire continuità e capacità produttiva. È un processo irreversibile, destinato a cambiare in modo permanente le caratteristiche della società. Oggi la riconversione digitale del capitale umano è la vera grande sfida che ci aspetta. Come Google abbiamo preso un impegno per diffondere le competenze digitali. Nel febbraio scorso a Bruxelles abbiamo annunciato il nostro impegno per formare 2 milioni di cittadini europei, mettendo a disposizione la nostra expertise in materia di digitale. La necessità di acquisire competenze sul web, come ha dimostrato la ricerca di Ipsos, non riguarda solo i giovani in cerca di prima occupazione, ma anche coloro che hanno alle spalle una storia professionale e sono oggi alla ricerca di un nuovo lavoro – ha sottolineato Vaccarono -. In Gran Bretagna, Paese che come numeri e dimensioni simile all’Italia, il 15% del Pil arriva già dall’economia digitale. Ma le competenze digitali non sono ancora sufficienti per coprire la domanda. Il 50% dei cittadini europei, infatti, non ha competenze digitali adeguate e da qui al 2020 si calcola che resteranno vacanti 1 milione di posti di lavoro e l’85% dei servizi avrà il digitale come priorità. ‘Today every business is a digital business’: non esiste comparto dell’economia in cui non sia presente qualche componente in formato digitale (o digitalizzabile) su cui costruire business”.

Su un forte bisogno di digitalizzazione Google ha infatti lanciato la piattaforma ‘Eccellenze in Digitale’ attraverso cui “vogliamo dare una opportunità concreta a tutti, offrendo un bagaglio di conoscenze e la possibilità di avvicinarsi al digitale attraverso un corso gratuito, fondamentale per imparare a muovere i primi passi online”.

La piattaforma Eccellenze in Digitale, offre a tutti gli utenti un percorso per accrescere o ampliare le competenze digitali di base, gratuitamente, attraverso semplici moduli arricchiti da testimonianze e storie di successo. Un corso di formazione online di 10 ore, strutturato in 23 argomenti e oltre 80 lezioni, permette di ampliare e approfondire le competenze digitali, al servizio del mondo del lavoro. Dopo aver completato tutti gli argomenti del percorso di formazione digitale si riceverà un attestato, riconosciuto da Interactive Advertising Bureau (IAB) Europe.

Reebok onora i 25.915 giorni della vita nel nuovo spot

Reebok lancia la nuova brand campaign dal nome fortemente provocatorio e incisivo ‘25.915 Days’, che ruota attorno a un dato, il calcolo della durata media della vita di un essere umano (letteralmente tale numero è la speranza di vita alla nascita della popolazione globale nel 2013).

Un video ripercorre a ritroso la vita della protagonista, dall’età adulta all’infanzia, caratterizzata dalla sua grande passione per lo sport, presente in ogni fase della sua vita, accompagnata da una musica dal ritmo crescente. L’headline ‘honor the body you’ve been given’ rappresenta perfettamente l’obiettivo della campagna, ossia incoraggiare le persone a onorare il proprio corpo ogni singolo giorno, ispirarle affinché mettano alla prova se stessi, superando nuovi limiti perseguendo la philosophy #BeMoreHuman.

“La frase ‘honor the body you’ve been given’ rappresenta l’essenza del punto di vista del brand Reebok: attraverso il fitness si diventa una persona migliore sotto tre aspetti fondamentali, sia fisico, mentale che sociale – afferma Massimo Carnelli, Senior Director Brand Activ & e-Comm Reebok -. Lo spot è un inno alla vita e ai benefici dello sport sull’essere umano. Un invito per tutti a praticare più attività fisica per migliorare/migliorarsi ogni singolo giorno”.

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On air dal 29 settembre per un mese su YouTube, Facebook, Instagram, sui canali Repubblica.tv e Mediaset on demand, con un native sulle piattaforme Teads e Yahoo e un voice over coinvolgente su Spotify, trasmette, attraverso immagini evocative, un messaggio positivo, che vuole contrastare i dati emersi da uno studio internazionale, secondo il quale le persone svolgono pochissima attività fisica nel corso della propria vita, e in particolare meno dell’1%, nonostante sia risaputo che il fitness ha molteplici effetti positivi sulla salute a livello fisico, mentale e sociale.

Una piattaforma dedicata reebok.com/countyourdays consente di “calcolare i propri giorni” e di individuare il modo migliore per rispettare se stessi e onorare il proprio corpo, con la possibilità di condividere sui social network i propri risultati.

Italiaonline sceglie Bing per i servizi di ricerca di Libero e Virgilio

Italiaonline ha scelto di adottare il search engine di Bing per i servizi di ricerca di Libero e Virgilio. Grazie a un accordo con Microsoft, Bing fornirà ai due portali sia i risultati organici di ricerca sia i link sponsorizzati, oltre alle funzioni di ricerca immagini, suggestion e delle ricerche correlate.

Nel corso degli anni Microsoft sta continuando a investire per potenziare Bing, ottimizzando le sue performace e migliorando l’interoperabilità del motore di ricerca grazie a oltre 4.000 esperimenti a settimana che ne assicurano la fruibilità ottimale da parte dell’utente. Adottando la tecnologia di Bing, Libero e Virgilio rinnovano i propri servizi di ricerca nel web.

Il nuovo motore di ricerca di Italiaonline si presenta con un layout pulito ed elegante, un servizio di ricerca immagini e video altamente performante e completo. Inoltre Il servizio è cross-device e accessibile in modalità responsiva sia da smartphone sia da tablet.

“Siamo lieti di poter annunciare che da oggi i servizi di ricerca di Libero e Virgilio sono 100% powered by  Bing – ha commentato Domenico Pascuzzi, Responsabile Virgilio and Advertising Offering di Italiaonline -. Bing è in grado di soddisfare le esigenze di search di tutti i nostri utenti, offrendo risultati precisi, aggiornati e chiari in grado di aiutarli a orientarsi nella molteplicità delle proposte del web su ogni specifica query. Inoltre le aziende possono contare sulla creazione e sincronizzazione automatica della propria scheda e mappa su Bing places for business attraverso IOL Connect, il servizio di Italiaonline pensato per le PMI che permette alle aziende la massima ricercabilità e presenza online”.

“Grazie alla capacità di Microsoft di sviluppare sempre nuovi algoritmi, analizzare vaste moli di dati e fornire risposte rilevanti, Bing si conferma un partner strategico per le aziende, in grado di supportarle nelle loro esigenze di business. Inoltre le nuove APIs di ricerca permettono di arricchire e rendere più smart i servizi dei partner. Bing è una piattaforma in costante crescita. E’ in grado di riconoscere oltre  1 miliardo di entità (tra persone, luoghi, animali e cose) e può associare ad esse più di 21 miliardi di collegamenti a fatti, 18 miliardi di azioni e 5 miliardi di relazioni. Con questa partnership metteremo a disposizione di Italiaonline, la nostra tecnologia per potenziare le loro piattaforme Libero e Virgilio e offrire ai loro utenti la migliore esperienza di navigazione”, ha dichiarato Claudio Grego, Senior Program manager Bing & Cortana Ecosystem.

Mondadori cede Bompiani a Giunti Editore per 16,5 milioni di euro

Arnoldo Mondadori Editore, a seguito del consiglio di amministrazione riunitosi ieri, ha comunicato che la controllata Rizzoli Libri ha sottoscritto il contratto di cessione del ramo d’azienda relativo alla casa editrice Bompiani a Giunti Editore. Il corrispettivo complessivo dell’operazione è pari a 16,5 milioni di euro, comprensivo di 5,3 milioni di euro relativi ad asset trasferiti all’acquirente.

La previsione per l’esercizio 2016 relativa al perimetro oggetto di cessione stima ricavi per 15,3 milioni di euro e un EBITDA normalizzato di circa 1,3 milioni di euro; al 30 giugno 2016 Bompiani detiene una quota dell’1,8% nel mercato trade (fonte GFK).

“La cessione di Bompiani – spiega una nota del gruppo guidato dall’amministratore delegato Ernesto Mauri – avviene in ottemperanza ai rimedi indicati dal provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nell’ambito dell’operazione di acquisizione di Rizzoli Libri finalizzata il 14 aprile 2016; il perfezionamento dell’operazione è soggetto all’approvazione preventiva da parte di AGCM”.

Giunti Editore, storica casa editrice fiorentina nata nel 1841, è capogruppo di uno dei principali gruppi editoriali italiani. Nel 2015 ha realizzato con le case editrici e la catena di 190 librerie a marchio Giunti al Punto un fatturato consolidato di 198 milioni di euro. Il cda di Segrate ha inoltre approvato il progetto di fusione per incorporazione della controllata Banzai Media in Arnoldo Mondadori Editore.

“L’operazione – precisa la nota – è volta a realizzare la piena integrazione delle attività di Banzai Media – i cui brand manterranno autonomo e distinto il proprio valore – con le digital properties dell’area Periodici Italia. Sarà quindi possibile creare una gamma di offerta unificata, in grado di proporsi da leader sia verso gli investitori pubblicitari sia verso gli utenti con un miglioramento del time to market, mettendo a fattor comune tutti gli asset e know how reciproci e usufruendo di processi gestionali più rapidi ed efficaci”.

Il progetto di fusione è stato depositato ieri presso il Registro delle Imprese di Milano. La fusione è attesa entro il 15 gennaio 2017; ai fini contabili e fiscali avrà decorrenza dal 1° gennaio 2017.

La #vegevolution Valbona: innovazione e investimenti on e offline. Forte focus sui social

di Laura Buraschi


Passa attraverso una forte spinta all’innovazione di prodotto e alla comunicazione – soprattutto online – la #vegevolution di Valbona: l’azienda veneta nata nel 1962 e specializzata nell’arte conserviera da tre anni sta intraprendendo una profonda fase di rinnovamento, su svariati fronti. Intanto sul fronte degli impianti, con un investimento di oltre 4 milioni di euro per la sostituzione dei macchinari e la creazione di una nuova filiera, più ecologica e più produttiva.

“Ad oggi – conferma Cristina Marchetti, amministratore delegato dell’azienda nonché figlia di uno dei fondatori – produciamo all’anno 36 milioni di vasetti, ma con i nuovi impianti possiamo arrivare a 55”.

Innovazione anche e soprattutto sul fronte dei prodotti: Valbona storicamente produce per diverse private label, ma dal 2013 ha deciso di investire sul proprio brand, con un nuovo posizionamento e un ampliamento della gamma di prodotti.

Sono nate così nuove referenze tra i sottolii e i sottaceti e tra salse e paté, ma anche le nuove linee Valbìo, Magie della Natura (di cui fa parte anche una brand extension dedicata ai più piccole e realizzata con il licensing di Disney) fino all’ultimissima novità, le Veganette, affettati di verdura arricchiti dai cosiddetti ‘superalimenti’, destinati non solo a utenti vegani ma a chiunque voglia incrementare il consumo di verdura nella propria alimentazione.

Per sostenere queste trasformazioni non poteva mancare la comunicazione, come illustra a Today Pubblicità Italia il marketing manager Federico Masella: “Abbiamo deciso di utilizzare prevalentemente il digital in parte per coinvolgere un target sempre più giovane e in parte per ottimizzare i costi. In attività di marketing, Valbona investe nel 2016 circa 500.000 euro che comprendono sia le attività digital e social, sia campagna stampa al trade e su alcune testate del settore cucina e viaggi, ma anche eventi e sponsorizzazioni”.

Valbona è supportata da Newwws per le attività di ufficio stampa e media relation, mentre la creatività delle pagine stampa è firmata da Tonik Design di Parma. A curare la strategia digital è invece Bentobox.pro di Verona, che, insieme al reparto marketing interno, quest’anno ha sviluppato in particolare tre progetti. Il primo è ‘Happy Hour con Valbona’: 10 video dalla durata di 15 secondi per scoprire un nuovo modo di vivere l’aperitivo.

Realizzati in tecnica stop-motion, i video sono condivisi sui canali social di Valbona, in particolare su Instagram, e si chiudono con un invio a seguire l’azienda su Spotify, dove ha aperto un suo canale dedicato con diverse playlist musicali come colonna sonora per l’aperitivo.

La seconda iniziativa è ‘In viaggio con lo Chef’, una web serie in 14 episodi (ma altri sono in corso di realizzazione) che hanno per protagonista Daniele Zennaro, chef del Ristorante Canova presso il Baglioni Hotel Luna di Venezia.

Infine, ‘Operazione trasparenza’, una comunicazione sempre veicolata attraverso i social che illustra la trasparenza con cui Valbona opera quotidianamente. Il fatturato dell’azienda ammonta a 36 milioni di euro, di cui attualmente il 35% proviene dai mercati esteri.

A Serviceplan l’incarico per la nuova campagna digital di Pirelli P Zero

Nuovo incarico per Serviceplan: l’agenzia firma la nuova campagna digital dedicata ai pneumatici P Zero, massima espressione della tecnologia Pirelli e assoluto  emblema del ‘perfect fit’. L’idea creativa, sviluppata dal direttore creativo esecutivo Oliver Palmer con i client creative directors Gianluca Sales e Iva Kisyova, nasce da un intrigante parallelo tra dive: così come una diva  dovrebbe solo indossare scarpe perfette per il proprio look , una supercar dovrebbe solo “indossare” uno pneumatico su misura come il P Zero. Con tono ironico, il copy suggerisce: ‘Real divas need the right shoes’. La campagna Diva&Shoes, sviluppata in cinque soggetti, è  online da settembre 2016.

CMD lancia JumpToApp, l’evoluzione dell’app per il marketing aziendale

Dopo oltre un anno di studi e ricerche ingegneristiche, l’azienda CMD presenta al mercato JumpToApp, un progetto innovativo ed esclusivo che rivoluziona il mondo delle app. Alla base c’è una tecnologia smart e user friendly, di cui CMD ha già depositato il brevetto e che permette massima personalizzazione, aggiornamento costante e immediato dei contenuti, sia testuali che video e immagini, e grande fruibilità.

“Al momento siamo gli unici a fornire questo genere di servizio – spiega Matteo Catella, amministratore unico di CMD -. La nostra tecnologia ha portato a un’evoluzione rispetto all’app standard, consentendo alle aziende che decidono di appoggiarsi a noi di fare un grande salto di qualità. Da qui il nome JumpToApp. Il cliente propone i contenuti che vorrebbe rendere disponibili e il nostro team di sviluppatori lavora affinché l’utente finale possa fruirli nel modo più semplice, efficace e veloce, in tempo reale”.

Molte le caratteristiche peculiari di un’app che sfrutta questa innovativa tecnologia.

“JumpToApp permette la gestione e soprattutto l’aggiornamento costante di più contenuti sull’app. Le nostre app hanno un peso ridotto perché tutto il materiale risiede sui nostri server, consentono all’utente di scaricare sul proprio device solo i contenuti di interesse che sono fruibili anche off line. Inoltre, hanno un design curato e una interfaccia minimal per facilitare lettura e usability e sono completamente brandizzate con la corporate brand identity del cliente. Last but not least, a fronte di una qualità elevata il costo è contenuto e accessibile: proponiamo abbonamenti pagabili con canoni mensili”.

Dalla piccola media impresa che utilizza l’app come personale biglietto da visita per essere facilmente memorizzata, alla grande multinazionale che desidera impostare un’azione di welfare: molti sono gli utilizzi possibili di questo strumento di digital marketing.

“JumpToApp è funzionale a ogni tipo di business e sicuramente al passo con i tempi. Consente di gestire cataloghi interattivi a sostegno della forza vendita, brochure o guide dinamiche con video e animazioni, fino ad arrivare a push notification per inviti a eventi, campagne, promozioni riservate”, continua Cristiano Castellini, direttore commerciale di CMD.

E dopo la creazione dell’app? “Non abbandoniamo i clienti, anzi, puntiamo a diventarne partner. Il post-vendita è fondamentale: le aziende non hanno tempo, voglia e a volte neanche le risorse necessarie per potersene occupare e tenere aggiornato il servizio, sfruttandone al massimo le potenzialità. Pensiamo noi a tutto, sgravando i clienti da questo compito, perché riteniamo sia meglio affidarsi a professionisti con adeguate capacità informatiche in grado di rispondere prontamente a ogni esigenza”.

A supporto del lancio di JumpToApp, per promuovere in chiave esplicativa tutte le sue funzionalità, è stato realizzato uno spot video, veicolato online sui canali istituzionali dell’azienda a partire dal sito (jumptoapp.it) e su Vimeo (vimeo.com/cmdapp/jumptoapp), e una campagna adv pianificata sui media btb del settore comunicazione.

JumpToApp è solo l’ultimo di una serie di servizi tecnologici messi a punto da CMD (cmdapp.it), azienda di Malnate in provincia di Varese, che supporta le aziende nell’evoluzione del business, attraverso la creazione di app, siti web e soluzioni informatiche e software che semplificano la relazione tra azienda e cliente.

Corriere del Ticino ‘diventa’ la sua età con Kube Libre

di Andrea Crocioni


In occasione dei 125 anni di attività del Corriere del Ticino, il più autorevole quotidiano del Canton Ticino, Kube Libre è stata incaricata del lancio di una piattaforma di comunicazione studiata per celebrare l’evento. Per la prima volta un quotidiano si firma con un numero che ne ricorda il nome e che diventa il logo di tutta l’operazione: con lo stesso carattere e lo stesso ingombro, infatti, il nome del Corriere viene sostituito dalla sua età.

Ed è questo il punto di partenza delle attività celebrative, che prevedono edizioni speciali con sovraccoperte illustrate da differenti artisti, iniziative legate al territorio e uscite autopromozionali.

Il primo numero speciale, in edicola ieri, ha avuto come protagonista la sovraccoperta firmata Lucio Schiavon, artista e illustratore veneziano già noto nel campo dell’editoria, che, sotto la direzione creativa di Luciano Nardi, reinterpreta con spunti surrealisti la mission del giornale, rappresentandolo come una finestra che si apre sul Ticino.

Nella quarta di copertina di ogni edizione speciale, il Corriere sceglie di rendere omaggio ai suoi partner con una pagina illustrata che rivede in chiave ‘Centoventicinque’ le loro storiche campagne pubblicitarie apparse sul giornale nel corso dei 125 anni di attività.

Il primo partner selezionato è Zurich, la cui più recente campagna, rivisitata secondo la filosofia dell’operazione, è presente nel primo numero dell’edizione speciale. Una piattaforma di comunicazione, quella ideata da Kube Libre, che è anche frutto di precise scelte strategiche emerse dalle attività sul territorio, e completata da una campagna affissione e digitale per gli abbonamenti della stagione 2017.

“Questa del Corriere non è solo una festa di compleanno, è una festa di futuro – ha spiegato Luciano Nardi, fondatore di Kube Libre -. Abbiamo perciò osato, in queste sovraccoperte dalla tiratura limitata, operazioni che riserviamo solo a realtà talmente riconoscibili e familiari da potersi permettere di ‘scherzare’ con laloro identità. Con lo stesso carattere e stesso ingombro abbiamo cambiato il nome del Corriere con la sua età. Altro paragone: la donna in sovraccoperta non è un po’ il LAC (Lugano Arte e Cultura, ndr)? Ogni volta che ci passo lo vedo non come un edificio che si slancia nel lago ma come una proiezione in avanti, nel futuro, di un mondo che si occupa d’arte. Un po’, allora, come il Corriere, che lega i fatti col futuro di tutti noi”.

Dr. Beckmann lancia quattro prodotti e comunica con telepromozioni e sul web

di Laura Buraschi


Per Dr. Beckmann, il marchio leader in Europa nei prodotti per la rimozione delle macchie, la cura della lavatrice e la protezione del colore, l’autunno porta quattro nuove proposte: il Rimuovi Macchie Tappeti, lo Sciogli Calcare Lavatrice, lo Smacchiatore Spray e il Profuma Biancheria.

Per il brand che fa capo al gruppo Tavola Spa, sono previste nell’ultima parte dell’anno anche iniziative di comunicazione, come spiega a Today Pubblicità Italia il direttore marketing Marco Giordano: “Dr. Beckmann è nel nostro portafoglio dal 2009 e da allora cresce annualmente del 30-40% all’anno. Per sostenere questo tasso, puntiamo soprattutto su iniziative btl. A fine ottobre faremo inoltre delle telepromozioni su Rai e Mediaset in comarketing con un nostro distributore. Essendo prodotti di una categoria merceologica particolare, preferiamo promuoverli in un modo non classico”.

Oltre alle telepromozioni, il brand sarà promosso anche attraverso eventi, il sito e i canali social. Per quanto riguarda i nuovi prodotti, Smacchiatore Spray va ad ampliare la gamma degli smacchiatori, fiore all’occhiello di Dr. Beckmann: è indicato per rimuovere vari tipi di macchie ed è perfetto per un uso fuori casa.

Lo Sciogli Calcare Lavatrice  è invece il terzo alleato nella linea specifica per il trattamento della lavatrice, insieme al Cura lavatrice e al Pulitore Lavatrice Igienizzante. Il Rimuovi Macchie Tappeti permette di eliminare le macchie e gli odori più ostinati dai tappeti. Infine, il Profuma Biancheria è la referenza più nuova tra quelle appena presentate e la sua distribuzione non è ancora a regime: ideale per asciugatrici e lavatrici, è adatto su ogni tipo di tessuto e regala agli abiti un profumo fresco e duraturo.

A proposito delle altre linee di prodotto di Tavola Spa, Giordano sottolinea: “A ottobre sarà on air un nuovo flight della campagna Mr. Magic, andata in onda a luglio.  Saremo poi in comunicazione con Arbre Magique, per una nuova famiglia di prodotti che copre un’area olfattiva più ampia”.

I partner di comunicazione di tavola sono The Others per l’atl e Assioma per il digital.

Initiative: Sandra Amar promossa Managing Partner Clients and New Business

Parallelamente alla nomina di Andrea Sinisi a General Manager di Initiative (vedi notizia), Jim Hytner, Global Chief Operating Officer di IPG Mediabrands, ha annunciato la promozione di Sandra Amar al ruolo di Managing Partner Clients and New Business.

Nel suo nuovo ruolo Sandra Amar si focalizzerà sullo sviluppo commerciale dell’agenzia, sia per quanto attiene alla crescita organica sui clienti attuali, sia relativamente alle attività di new business.

Precedentemente, dal 2014, Amar ricopriva il ruolo di Client and Business Development Director, dopo aver guidato con successo per dieci anni la Digital Unit di Initiative. Amar vanta una vasta esperienza internazionale nel mondo del marketing e del media, maturata tra New York, Londra e Parigi. Dopo aver lavorato nei media tradizionali in Havas (MPG) e nel gruppo Publicis a Parigi, si è concentrata sul mondo digital, con Jupiter Media Metrix, durante il lancio dei servizi di misurazione dell’audience digitale in 12 paesi europei, per poi unirsi al team americano.

Dopo questa esperienza ha trascorso altre tre anni all’interno di organizzazioni no profit a New York per arrivare nel 2005 in Initiative Italia mettendo a punto l’offerta digitale dell’agenzia e guidando la Digital Unit. Il suo ingresso ha permesso all’agenzia di aumentare la propria sensibilità nei confronti delle digital issues grazie all’esperienza decennale nel settore maturata da Amar.

“Da diversi anni Sandra e io lavoriamo fianco a fianco e sono molto contento per lei di questa meritata promozione – ha commentato Sinisi -. Sapere di poter contare sulle sue capacità e sulla sua energia per lo sviluppo del business è molto importante per me e per tutta l’agenzia. Abbiamo sfide importanti e programmi ambiziosi di crescita davanti a noi e sono certo che il contributo di Sandra sarà determinante, come lo è del resto stato fin qui”.

Sandra Amar ha a sua volta espresso così la sua soddisfazione: “Ricevere questo riconoscimento è per me motivo di grande gioia e sono davvero contenta di poter allargare le mie responsabilità focalizzandomi su uno dei pillar della nostra attività: il new business. Insieme ad Andrea e a tutto il team, che include stimati professionisti del settore, lavoreremo per continuare a crescere, sfruttando anche la forza del nostro network globale, con il quale sono in continuo contatto sia relativamente alla gestione dei clienti globali sia per lo sviluppo delle nostre attività”.

Nell’annunciare la nuova nomina di Amar, Jim Hytner ha aggiunto: “Sono davvero entusiasta di aver potuto annunciare, in concomitanza con la nomina di Andrea, la promozione di Sandra. Ritengo entrambi due manager di talento, che sono certo sapranno dare vita a una dynamic partnership in grado di accelerare e migliorare ulteriormente i risultati di Initiative in Italia”.

Spotify: targetizzazione e interazione con i contenuti a tempo di musica

La piattaforma musicale di streaming Free raggiunge ogni settimana il 30% degli italiani tra i 15 e i 34 anni

di Fiorella Cipolletta

Sarà la musica che gira intorno. Sarà la musica nel cuore. Sarà che non possiamo fare a meno di ascoltarla. Le nostre abitudini di ascolto e di interagire con le piattaforme di intrattenimento si sono evolute grazie alla tecnologia.

Progresso portato avanti dal 2008 da Spotify che, passo dopo passo, a ritmo di musica, ha conquistato 100 milioni di utenti attivi a livello globale, di cui 40 milioni abbonati, che possono accedere a oltre 30 milioni di canzoni da computer, tablet e smartphone.

In questo panorama in continua evoluzione, a crescere molto velocemente è il mondo dello streaming. Per questo Spotify, per il secondo anno, ha voluto tracciare una nuova fotografia della quantità e qualità degli utenti, evidenziando come la piattaforma di streaming musicale sia uno strumento su cui pianificare complementare alla radio.

Il Nuovo Audio 2016 di Spotify traccia una nuova panoramica del mercato audio, presentando i risultati di una nuova ricerca condotta da TNS che misura la reach e la qualità del pubblico della versione gratuita di Spotify, supportata dagli annunci pubblicitari, paragonata a quella di una radio commerciale. Rispetto allo studio dello scorso anno, è stata utilizzata una metodologia di tipo misto per includere i respondent online e offline.

TNS 2.0 ha coinvolto dieci paesi in tutta Europa, compresa l’Italia in cui il campione ha riguardato più di 2.000 fan di musica di età compresa tra 15 e 64 anni. I risultati mostrano come, in un mercato in continua evoluzione, Spotify aggiunge il 9% al 16% della reach incrementale delle 15 stazioni radio più rilevanti in Italia tra gli ascoltatori nella fascia 15-64. La reach unica diventa ancora più alta nella fascia 15-34 dove Soptify Free aggiunge dal 16% al 26 % di reach incrementale a ciascuna delle prime sette radio (RTL 102.5, Deejay, Rds, 105, Radio Italia, Radio101).

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“Spotify, infatti, si trova in una posizione unica per raggiungere il pubblico che non interagisce con le radio – dichiara a Today Pubblicità Italia Luca Daher, Sales director Spotify Italia -. Nel 2016 Spotify Free raggiunge ogni settimana il 30% degli italiani tra i 15- 34 anni, ma stiamo crescendo anche sul target più maturo. Ad oggi  raggiungiamo ogni settimana il 15% degli italiani tra i 15 e i 64 anni, aggiungendo una reach incrementale a tutte le stazioni e network radiofonici”.

Rispetto alle radio, gli ascoltatori di Spotify comprendono i consumatori amanti dello shopping e pionieri, molto più propensi ad acquistare prodotti nuovi e innovativi. Spotify, infatti, si trova in una posizione unica per raggiungere il pubblico che non interagisce con le radio.

“L’ascolto della radio avviene soprattutto di mattina, per diminuire nel corso della giornata. Al contrario, l’ascolto di Spotify è costante durante tutta la giornata, con unno sviluppo omogeneo nelle 24 ore e con un picco in serata. Circa il 40% degli utenti interagisce con un device. Questo evidenzia come gli investimenti su Spotify completino quelli radio per gli investitori audio. Spotify, infatti, si trova in una posizione unica per raggiungere il pubblico che non interagisce con le radio – continua Luca Daher -, questo grazie a un nuovo contesto in cui la penetrazione dello streaming sta crescendo, estendendosi per fasce di età e incrementando l’interazione con i contenuti. Il nostro obiettivo è aiutare i nostri partner a comprendere meglio le opportunità che portiamo sul mercato del digital audio per farlo crescere insieme”.

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Nell’ultimo anno Spotify ha messo a disposizione dei propri partner strumenti sempre più mirati: dalla targetizzazione personalizzata e interazione con i contenuti sino al mobile programmatic.

“Negli ultimi 12 mesi abbiamo realizzato formati video native, video programmatic, audio programmatic. Gli inserzionisti possono acquistare in programmatic spot audio su dispositivi mobili facendo di Spotify il primo publisher a rendere disponibili campagne audio mirate su età, sesso, provenienza, abitudini d’ascolto e dati di log-in di Spotify. Supportiamo i nostri partner con strumenti di data processing e pianificazione media efficace per costruire media plan altamente targettizzati per l’advertising dei brand sulla piattaforma e identificare il numero di contatti supplementari che Spotify può fornire agli altri media. Questi tool, a differenza di altri formati di annunci,  sono anche resistenti a software ad-blocking” conclude Daher.