HiMedia Group: utile in crescita nel primo semestre

Il gruppo specializzato in marketing digitale HiMedia Group cresce in utile nel primo semestre 2016 (13,2 milioni contro i 5,9 milioni del primo semestre 2015), grazie al successo dell’attività di riposizionamento della società attraverso nuovi business come il local e il native advertising, confermando così l’obiettivo 2016.

Commentando i risultati del primo semestre del Gruppo, il ceo di HiMedia Group, Cyril Zimmermann, ha affermato: “Come evidenziato dall’aumento dell’utile nel primo semestre, il nostro Gruppo ha messo in opera un rapido recupero a seguito della revisione completa del business che abbiamo intrapreso la scorsa estate. Abbiamo riposizionato con successo il Gruppo nei segmenti a maggior valore aggiunto e spostato il suo baricentro verso attività in crescita (pubblicità locale, native e Nord America) che oggi contribuiscono a oltre la metà del nostro fatturato totale”.

“In un momento in cui il mercato del digital advertising puro sta registrando un forte calo, HiMedia ha avuto il coraggio e la lungimiranza di cambiare rotta, puntando su business nuovi e innovativi, operazione che sta portando benefici al nostro gruppo in termini economici e il trend sta proseguendo positivamente in questa direzione”, commenta Carlo Poss (nella foto), ceo HiMedia Group Italia.

Dalla scorsa estate, quando è stata lanciata la nuova strategia, il management sta seguendo due segmenti di business e cioè “attività in crescita” e “attività di pubblicità tradizionale”. HiMedia si è concentrata su business più high-tech e segmenti di mercato a maggiore valore aggiunto, mentre allo stesso tempo ha ridimensionato le attività di pubblicità tradizionale.

Da un trimestre all’altro, il Gruppo ha costruito un nuovo insieme di società in rapida crescita. Queste ultime hanno aumentato il contributo al fatturato consolidato del 78% nel secondo trimestre del 2016 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a perimetro costante, rappresentando oltre il 50% dei ricavi consolidati e il margine lordo per il periodo vs. 42 % nel primo trimestre. Gli investimenti necessari per sviluppare questi nuovi business, per la maggior parte, sono già stati fatti e il loro contributo al margine operativo lordo è positivo.

I ricavi delle attività tradizionali e la compravendita di spazi pubblicitari sono diminuiti del 42% nel secondo trimestre del 2016 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (su una base a perimetro omogeneo), ma la loro redditività è migliorata significativamente, con uno spostamento in positivo del margine lordo da € 0.5 milioni a € 3 milioni rispetto allo stesso periodo (a perimetro costante). Il miglioramento del margine è attribuibile alla cessazione dei contratti garantiti fin dalla scorsa estate e anche alla stabilizzazione dei volumi di vendita pubblicitaria. La combinazione di margini più elevati e costi ridotti ha aiutato le attività tradizionali, permettendo al Gruppo di raggiungere il break-even in termini di EBITDA.

Il focus dei ricavi si è rapidamente orientato verso le attività in crescita, sia in termini di valore relativo che assoluto, e ha registrato un fatturato in crescita del +35% nel secondo trimestre del 2016 di € 7.6 milioni rispetto ai € 5.6 milioni del primo trimestre. Il loro slancio dovrebbe gradualmente guidare un ritorno alla crescita dei ricavi totali del Gruppo.

 

Previsioni

I risultati del primo semestre del Gruppo attestano il successo del riposizionamento del business nelle attività in crescita che sono destinate a diventare il nuovo centro di gravità di HiMedia. I dati sono in linea con l’obiettivo di riportare l’EBITDA positivo nel 2016.

Includendo i proventi derivanti dalla vendita delle azioni di HiPay Group e dopo aver finanziato il capitale di esercizio e gli acquisti di azioni in portafoglio, al 30 giugno 2016 il Gruppo ha riserve di liquidità pari a € 5.2 milioni. Inoltre, il gruppo ha la possibilità di continuare a monetizzare la sua quota residua di HiPay Group di circa il 10% con un valore pari a € 5.7 milioni e proseguirà la propria strategia globale di smaltimento di partecipazioni non strategiche e di non controllo.

Il Gruppo ha quindi le risorse finanziarie necessarie per perseguire il suo riposizionamento come specialista nel marketing digitale focalizzandosi su nicchie ad alto valore aggiunto e in rapida crescita.

 

Google, la raccolta adv sale a +19% (19,4 miliardi di dollari)

I dati di Alphabet nel secondo trimestre

 

Nel corso del secondo trimestreAlphabet, la società che controlla Google, ha registato un fatturato pari a 21,5 miliardi di dollari migliorato del 21% rispetto al 2015, e un utile di 4,88 miliardi di dollari. Ad alimentare le entrate di Alphabet è la pubblicità onilne, in particolare quella sui dispositivi mobili. Nel secondo trimestre le revenue advertising crescono a +19% pari a 19,4 miliardi di dollari, di cui 15,4 miliardi (+24%) generati sui siti di Google come il motore di ricerca e YouTube, e 3,7 miliardi (+3%) attraverso i siti terzi parte del Google Network. Il principale driver della crescita di Google, che detiene una quota del 31% del mercato pubblicitario digitale, nel secondo trimestre è stato il mobile search come sottolineato dal ceo di Google Sundar Pichai: “L’investimento sul mobile è alla base di tutto ciò che facciamo adesso, e se i risultati sono positivi è perché i nostri prodotti performano bene su mobile”. Secondo quanto riportato da Pichai, inoltre, la compagnia beneficia anche dell’interesse dei pubblicitari per il video advertising e per il portale video YouTube, in particolare per l’offerta pubblicitaria premium ‘Google Preferred’ che viene proposto ai grandi clienti come alternativa (o come complemento) della pianificazione televisiva. Nel Q2 2016 gli introiti generati da attività e settori come il Play Store di Android, i servizi cloud per il mondo aziendale e il comparto hardware (Nexus, Chromebook, Chromecast) sono saliti del 33% a 2,2 miliardi di dollari.

 

Red Bull on air con la campagna Drive pianificata da Initiative.

Tutti gli automobilisti, dal giovane neopatentato all’autista professionista, sanno che i fattori più importanti per viaggiare in sicurezza sono un corpo e una mente sempre all’erta. È questo il cuore della nuova campagna Drive di Red Bull, che promuove la famosissima bevanda energetica associandola a una occasione di consumo quotidiano.

La nuova campagna, on air da lunedì 25 luglio, si inserisce in una strategia più ampia di presidio di tutte le consumption occasions potenziali, iniziata da qualche anno, ma decisamente potenziata già dal 2015. Al fianco di Red Bull c’è Initiative, network di comunicazione globale del gruppo IPG Mediabrands, che ha studiato un’attività di comunicazione integrata che abbina ai canali digitali una campagna radiofonica.

La strategia messa a punto da Initiative fa leva sui benifici funzionali di Red Bull e la loro capacità di mantenere i riflessi vigili: tramite una campagna Facebook i messaggi saranno veicolati agli utenti interessati al mondo dei viaggi. Inoltre, grazie a Cadreon, l’Ad Tech Company di IPG Mediabrands, specializzata nelle attività di programmatic media buying, Red Bull sarà in grado di intercettare i potenziali consumatori in maniera efficiente ed efficace attraverso le capacità di targeting e ottimizzazione in tempo reale.  A questo proposito Cadreon raggiungerà gli Italiani già in viaggio o che si apprestano a partire, grazie a un mix di formati impattanti.

La campagna mobile prevede invece l’utilizzo di Waze, applicazione di navigazione stradale.

Completa la pianificazione una campagna radiofonica, con spot tabellari da 30 secondi sulle principali emittenti radiofoniche nazionali, pensata per intercettare gli automobilisti proprio durante i loro viaggi in automobile.

“Questa campagna è un nuovo importante passo nello sviluppo del business italiano – ha commentato Vita Piccinini, Managing Director di Initiative. Red Bull si confronta su fronte specifico, quello della guida, che si inserisce in una strategia più ampia di presidio di tutte le potenziali occasioni di consumo. Siamo sicuri che “Drive” porterà un grande contributo alla strategia sulle consumption occasions, sia in termini di vendite sia di consolidamento dell’immagine di marca.”

La creatività è a cura di Kastner & Partners.

Per Gruppo icat 27 nuovi clienti e un forecast di fatturato di 5 milioni

Gruppo icat chiude il primo semestre con indici decisamente positivi. Sono 27, infatti, i nuovi clienti acquisiti dall’agenzia di marketing e comunicazione. Si tratta di importanti gruppi imprenditoriali, sia nazionali sia multinazionali, attivi in molteplici settori: food, pet, industria, arte, cultura e professioni, per citarne alcuni. In costante crescita anche il numero di clienti gestiti, che ha superato le 90 aziende.

Si confermano quindi le previsioni per raggiungere entro fine anno i cinque milioni di fatturato complessivo, sommando 3,6 milioni di Padova e Milano e 1,4 milioni di Modena. Di segno positivo anche il bilancio delle nuove assunzioni: con otto nuovi collaboratori, l’agenzia oggi conta su uno staff complessivo di 60 risorse.

Claudio Capovilla, presidente di Gruppo icat, sottolinea: “L’agenzia vive un momento di forte crescita e di sviluppo delle proprie potenzialità. Il primo semestre di quest’anno ne è la prova. Con orgoglio posso dire che sempre più spesso grandi marchi affidano a noi tutta la loro strategia. La sinergia delle sei diverse expertise, infatti, si conferma un fattore chiave per il nostro successo”.

Ferpi: nominati i delegati regionali

Il nuovo Consiglio Direttivo Nazionale di Ferpi (Federazione Relazioni Pubbliche Italiane), riunitosi sotto la presidenza di Pier Donato Vercellone, ha conferito l’incarico di vicepresidente a Fabio Ventoruzzo, di segretario generale a Rita Palumbo e confermato tesoriere Biagio Longo.

Inoltre, sono stati nominati i responsabili territoriali delle 10 delegazioni regionali che, da statuto, non prevedono un iter elettivo, per poi successivamente indire le Assemblee elettive regionali in Lombardia, Triveneto, Emilia-Romagna e Lazio.

I Delegati regionali incaricati sono stati: Ezio Bertino per il Piemonte e Valle d’Aosta, Max Morales per la Liguria, Letizia Pini per la Toscana, Barbara Sabatini per l’Umbria, Giorgio Moretti per le Marche, Massimo Di Cintio per Abruzzo e Molise, Elena Salzano per la Campania, Fabiana Callai per la Sardegna, Vera Leotta per la Sicilia e Alessia Setaro per Puglia, Basilicata e Calabria.

“Assieme ai colleghi del Consiglio Direttivo, sono convinto che i Soci incaricati sapranno sicuramente, con passione e professionalità, contribuire al processo di rinnovamento di Ferpi, su cui tutti ci stiamo impegnando già dai primi giorni di mandato – ha dichiarato Pier Donato Vercellone, presidente Ferpi -. Abbiamo scelto 10 ottimi professionisti, con le giuste caratteristiche per coordinare le attività della Federazione nelle proprie Regioni, in grado di coinvolgere tutti gli associati in un’ottica di costruttiva compartecipazione”.

FCP-Assoradio: giugno in calo per la radio (-4,8%) ma positivo il semestre (+0,6%)

L’Osservatorio FCP-Assoradio (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario del mese di giugno 2016, che evidenziano una diminuzione nella pubblicità nazionale radiofonica pari al -4,8% nel mese di giugno 2016 rispetto al corrispettivo 2015.

Tale dato corrisponde a un fatturato totale di  30.617.000 euro. Il presidente FCP-Assoradio Fausto Amorese commenta: “A chiusura del primo semestre i ricavi pubblicitari del mezzo Radio rimangono in terreno positivo: +0,6%. Un risultato importante se consideriamo che nel 2015 il semestre si era chiuso a +8,1%. Significa il consolidamento di un incrementato volume di fatturato. Il risultato negativo di Giugno si può interpretare considerando vari aspetti. Nel 2015 il mese, tra i più importanti dell’anno, era cresciuto del 17,4%, la contrazione di quest’anno è da considerarsi pertanto quasi fisiologica. Altra componente da valutare come ulteriore elemento di distrazione è il rallentamento del comparto Finanza Assicurazioni per effetto della Brexit. Europei e Olimpiadi determinano inoltre da parte degli advertiser una parziale riallocazione dei budget annuali su altri mezzi”.

Osservatorio Stampa FCP: nei primi sei mesi del 2016 adv su stampa a -4,2%

I dati dell’Osservatorio Stampa FCP relativi al periodo gennaio-giugno 2016, raffrontati con i corrispettivi 2015, evidenziano un calo del fatturato pubblicitario del mezzo stampa pari al 4,2%. In particolare i quotidiani nel loro complesso registrano un andamento negativo a fatturato del -5,1% e positivo a spazio pari a +2,6%.

Le singole tipologie segnano rispettivamente: la tipologia commerciale nazionale ha evidenziato -3,9% a fatturato e +13,0% a spazio. La pubblicità commerciale locale -2,2% a fatturato e +0,6% a spazio. La tipologia di servizio ha segnato -11% a fatturato e +5,1% a spazio.

La tipologia rubricata ha segnato -8,8% a fatturato e -14,0% a spazio. I periodici segnano un calo a fatturato del -2,7% e un aumento a spazio del +3,8%.

I settimanali registrano un andamento negativo a fatturato del -3,4% e positivo a spazio +7,4%. I mensili hanno percentuali positive sia a fatturato +0,8%  che a spazio +3,3%. Le altre periodicità registrano -24,5% a fatturato e -21,9% a spazio.

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Sky Italia: l’on demand scelto da 2,2 milioni di famiglie

Sky torna a brillare nel firmamento della tv. Dopo 5 anni, precisa Sky, si chiude il primo anno con una crescita netta della base abbonati, grazie a tre trimestri consecutivi di crescita positiva nel corso dell’anno fiscale. Innovazione e coraggio stanno ripagando le scelte della pay tv di continuare a offrire agli abbonati contenuti originali e strumenti connessi.

Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Andrea Zappia nell’esercizio fiscale chiuso il 30 giugno scorso vede nuovamente in crescita abbonati e ricavi. Gli utenti italiani di Sky raggiungono quota 4,742 milioni, con un incremento di 17 mila nuovi abbonati nell’anno. Dopo due anni di flessione i ricavi sono cresciuti del 2% su base annua, toccando i 2,790 milioni di euro, +13% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso. Ottime performance per Sky On Demand che registra oltre 200 milioni di download e 500 mila nuove connessioni.

Sky

“La base connessa – si specifica in una nota del Gruppo  – supera i 2,2 milioni di famiglie ed è di gran lunga la più ampia platea televisiva connessa a servizi on-demand in Italia”.

In crescita anche gli ascolti che vedono per il nostro Paese “una straordinaria performance in un mercato molto competitivo, offrendo programmi che catturano l’attenzione del pubblico come Gomorra, X Factor e Moto GP – ha sottolineato il ceo Jeremy Darroch -. Questo approccio ha permesso che la base clienti tornasse a crescere per la prima volta in cinque anni”.

In Italia a trainare gli ascolti sono stati Sky Sport anche grazie al grande successo degli Europei, con il match Italia-Germania che è stato il più visto nei 13 anni di presenza in Italia, e i numeri di Formula 1 e motoGP che registrano crescite del 12 e del 19%. Risultati eccellenti anche per la seconda stagione di Gomorra  che ha conquistato 2 milioni di spettatori, che la rende la serie più vista di nella storia della pay tv, oltre a X Factor e MasterChef.

Sky Europe  ha registrato un aumento del 7% dei ricavi a 11,965 milioni di sterline con un utile operativo rettificato a +12% per 1,558 milioni di sterline. Aumentano gli abbonati: 808 mila nuovi clienti e 3,3 milioni di nuovi prodotti venduti nell’anno. I ricavi pubblicitari sono in crescita del 9% .

“E’ stato un altro anno eccellente per Sky con un fatturato in crescita del 7% e profitti in aumento del 12% – ha dichirato Darroch -. Il gruppo sta sfruttando molte opportunità di scala, la condivisione di risorse, conoscenza, esperienza e innovazione. Stiamo investendo in una vasta gamma di entertainment di classe mondiale con una distribuzione impareggiabile su piattaforme leader di mercato, supportati da eccellenti servizi, perché queste sono le cose che contano davvero per i clienti”.

Ottima performance per Regno Unito e Irlanda con ricavi oltre gli 8 miliardi di sterline. Il fatturato in Germania  è cresciuto del 12%, mercato dove presto verrà lanciato MasterChef. Inoltre saranno estesi i servizi europei per la distribuzione di contenuti in streaming: Sky Ticket in Germania, Now Tv in Italia e Now Tv Combo in UK; verranno lanciati nuovi servizi in Ultra Alta Definizione nel Regno Unito e in Germania. E dopo il successo in UK e Irlanda, l’app Sky Kids sarà portata in tutta Europa. Il lancio infine dell’app per la realtà virtuale rafforzerà la leadership di Sky nella distribuzione di contenuti innovativi e immersivi.

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Comedy Central, il 30% del budget delle produzioni originali all’innovazione

di Serena Poerio


Continua a registrare ascolti importanti l’estate di Comedy Central, il canale di intrattenimento di VIMNI presente in esclusiva sul 124 di Sky.

“Luglio ha realizzato una performance da record in termini di ascolti – ha dichiarato a Today Pubblicità Italia Sergio Del Prete, VP Editorial Content Viacom Italia -, segnando rispetto al mese precedente un +30% e una  crescita doppia rispetto al mese omologo dello scorso anno. Una performance eccezionale dovuta a una serie di elementi che rappresentano la specificità del canale”.

Comedy Central, che in questo mese ha guadagnato 5 posizioni tra i canali dell’area entertainment di Sky, si propone come laboratorio della comicità italiana e internazionale. “Da una parte lavoriamo sul legame con l’italianità – ha continuato il manager – , dall’altra sull’ispirazione con l’internazionale. Vogliamo muoverci nella direzione della comicità internazionale sperimentando nuovi formati che in America si sono affermati con successo, adattandoli alla sensibilità nostra e dei comici italiani”.

In riferimento al mese di luglio Del Prete ha commentato: “La comicità italiana è stata rappresentata dalla partenza il 14 luglio in prima serata di Comedy Central Tour, in onda tutti i giovedì alle 21 e on air fino a fine agosto. Il programma, che vede l’esibizione di 30 comici nelle piazze italiane, rappresenta innanzitutto la comicità italiana, una comicità completa anche geograficamente parlando”.

E a proposito di autoproduzioni: “Comedy Central ha un  budget di produzione importante e punta gran parte della sua unicità proprio sulle produzioni originali che esaltano la comicità italiana”.

Ha raggiunto il favore del pubblico anche l’internazionale The Roast of Donald Trump, trasmesso in esclusiva su Comedy Central lo scorso 23 luglio, in concomitanza con la convention americana dei repubblicani a Cleveland: lo show realizzato nel 2011, ha mostrato un Donald Trump sulla graticola.

“Abbiamo deciso di mandarlo in onda adesso per due motivi – ha precisato – sia per la candidatura alle presidenziali americane di Trump, sia per i temi trattati, assolutamente in linea con l’attualità. A fine agosto verrà registrato il nuovo The roast con l’attore Rob Lowe, che andrà in onda in Italia a settembre”.

In vista dell’autunno, il canale si prepara a ospitare la 20esima edizione di South Park, on air da metà settembre a pochi giorni dalla premiere americana.

“In occasione del ventennale stiamo studiando un evento di comunicazione”, ha annunciato Del Prete.

Tra gli altri programmi in arrivo il comico Maurizio Battista sarà protagonista di Battista Allego Sì Sì…, mentre si sta lavorando con Saverio Raimondo a una versione più ampia dello show satirico di CCN – Comedy Central News. Anche il daytime ha riscontrato un consolidamento con l’inserimento delle serie cult Sex and The City e Friends.

“Il canale si sta aprendo a una comicità meno strutturata e più diretta, legata al factual – ha spiegato Del Prete -. Sui nostri canali social ad esempio proponiamo formati più sgrammaticati. Durante il Comedy Central Tour abbiamo seguito tutte le tappe e realizzato facebook live che hanno raggiunto oltre 500.000 persone in termini di reach”.

E ha concluso: “Vogliamo celebrare la comicità e fare innovazione. Da una parte puntiamo a essere il luogo che nutre il bisogno di intrattenimento, dall’altra guardiamo sempre avanti anche in termini di sperimentazione. Nell’ambito delle produzioni originali fatte dal canale una quota superiore al 30% è destinata all’innovazione”.

Mondadori, ricavi a +1,1%. Raccolta adv dei periodici Italia a -2,7%, con il web a +4,7%

Il Consiglio di amministrazione di Arnoldo Mondadori Editore, riunitosi ieri sotto la presidenza di Marina Berlusconi, ha esaminato e approvato la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2016 presentata dall’ad Ernesto Mauri.

Il secondo trimestre del 2016 ha registrato il consolidamento delle società Rizzoli Libri e Banzai Media, passo decisivo per rafforzare la posizione di leadership nei business strategici del gruppo, accelerando il processo di crescita dell’azienda.

Il contributo di tali acquisizioni amplifica la già positiva performance dei ricavi nel primo semestre, portando l’incremento all’8,6% con 562,6 milioni di euro. Escludendo gli effetti del consolidamento delle società acquisite nel 2016, il gruppo registra un incremento pari all’1,1%. Il margine operativo lordo consolidato (Ebitda) è pari a 22,5 a milioni di euro (19 milioni nel pari periodo 2015) con un incremento del 18,7%, includendo il risultato di Rizzoli Libri (-1,5 milioni di euro) e Banzai Media (+0,6 milioni di euro).

A pari perimetro il miglioramento è pari al 24%. Il risultato operativo consolidato (Ebit) è pari a 8,5 milioni di euro, includendo gli ammortamenti relativi a Rizzoli Libri pari a 3 milioni di euro; a perimetro omogeneo, il risultato operativo è pari a 12,4 milioni di euro, in miglioramento del 34,7% rispetto ai 9,2 milioni del primo semestre 2015.

Il risultato netto consolidato di gruppo è pari a -3,8 milioni di euro, in miglioramento rispetto a -12,2 milioni di euro registrato al 30 giugno 2015, mentre a pari perimetro il risultato netto è positivo per 0,2 milioni di euro. La posizione finanziaria netta di gruppo al 30 giugno 2016 si è attestata a -374,8 milioni di euro rispetto ai -326,5 milioni del 30 giugno 2015.

Includendo gli effetti delle società Rizzoli Libri e Banzai Media, il cash flow ordinario complessivo risulta pari a 42,8 milioni di euro, inferiore a quello a perimetro omogeneo per effetto della stagionalità del business di Rizzoli Libri nel secondo trimestre. Includendo gli effetti del consolidamento di Rizzoli Libri (per 9 mesi) e di Banzai Media (per 7 mesi) si stimano nel 2016 ricavi in crescita di circa il 14% rispetto al 2015 e Ebitda adjusted in crescita di circa il 30%.

La posizione finanziaria netta di gruppo si attesta a -374,8 milioni di euro rispetto ai -326,5 milioni del 30 giugno 2015. Nell’area Periodici Italia, con una quota di mercato di 32,1%, il gruppo ha registrato ricavi per 161,1 milioni di euro (+1,1% e -0,8% a perimetro omogeneo, escludendo gli effetti dell’acquisizione di Banzai Media).

I ricavi diffusionali risultano in crescita dello 0,8% anche principalmente per il contributo delle testate di Mondadori Scienza; i ricavi della raccolta pubblicitaria risultano in calo del 2%; la raccolta pubblicitaria print dei Periodici Italia ha evidenziato un calo del 4%; la raccolta dei siti web è in crescita del 4,7%. Complessivamente (print+web) nel periodo in esame, la raccolta pubblicitaria sui brand Mondadori in Italia è in calo del 2,7%.

I dati di traffico dei siti Mondadori mostrano un’audience complessiva pari a 8,4 milioni di utenti unici (fonte: Audiweb; dati progressivi a maggio) rispetto ai 7,2 milioni di maggio 2015 (+16% sulla media gennaio-maggio); Banzai Media ha contribuito ai ricavi dell’area Periodici Italia del primo semestre 2016 (mese di giugno) per circa 2,9 milioni di euro: con l’acquisizione di un’audience di 16,4 milioni di utenti unici (fonte: Audiweb, dati medi a maggio 2016), Mondadori diventa il primo editore digitale italiano. Il margine operativo lordo complessivo (Ebitda) dell’area nel primo semestre ha più che confermato tale trend di miglioramento, evidenziando una crescita del 17% a pari perimetro e del 25% (includendo il consolidamento di Banzai Media) per effetto delle azioni sopraccitate e di minori oneri di ristrutturazione.

Nei primi sei mesi del 2016 i ricavi di Mondadori France si sono attestati a 160,3 milioni di euro, in calo del 3,8% rispetto ai 166,6 milioni di euro dello stesso periodo del 2015. I ricavi relativi alla raccolta pubblicitaria hanno registrato complessivamente un calo del 5,8% rispetto al pari semestre del 2015, ma con un andamento difforme tra prodotto cartaceo (-10,9%) e online (18% del totale ricavi pubblicitari) che ha registrato una crescita del 27%.

L’area Libri del gruppo ha totalizzato 170,1 milioni di euro (+37,9%) per effetto del consolidamento di Rizzoli Libri (con ricavi complessivi nel periodo aprile/maggio 2016 pari a 36,6 milioni di euro, relativi alle attività trade, education e Rizzoli International Publications, che opera nel mercato dei libri illustrati di alta gamma e attraverso le attività della libreria Rizzoli Bookstore di New York). A perimetro omogeneo i ricavi dell’area Libri hanno registrato un incremento del +8,2% rispetto allo stesso periodo del 2015.

Il margine operativo lordo complessivo (Ebitda), includendo anche gli effetti del consolidamento di Rizzoli Libri, è risultato pari a 9,1 milioni di euro (+74,2% rispetto ai primi sei mesi 2015). I ricavi dell’area Trade a pari perimetro nel primo semestre (escludendo quindi il contributo di Rizzoli Libri), sono stati di 85,6 milioni di euro (+14,3%).

Il Cda ha inoltre preso atto delle dimissioni del consigliere non esecutivo Bruno Ermolli, membro anche del Comitato Remunerazione e Nomine (in sua sostituzione il consigliere non esecutivo Alfredo Messina), e ha deliberato la nomina per cooptazione di Paolo Ainio, che resterà in carica fino alla prossima assemblea.

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FCP-Assointernet: a giugno fatturato giù del 2,1%

Sono stati diffusi ieri i dati di fatturato rilevati dall’Osservatorio FCP-Assointernet (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) per il mese di giugno 2016, raffrontati allo stesso periodo del 2015.

Il fatturato per mese per device/strumento evidenzia per il mese di giugno i seguenti dati:

  • Web -8,0%
  • Mobile +136,2%
  • Tablet +87,4%
  • Smart TV/Console -83,2%

TOT. -2,1%

Il perimetro monitorato evidenzia dunque nel mese di giugno un decremento pari al -2,1%, nel periodo gennaio-giugno segna un decremento del -1,9%. A commento dei risultati il presidente di FCP-Assointernet Giorgio Galantis (nella foto) rileva che “occorre però sottolineare, anche in relazione alla crescita degli OTT internazionali che Nielsen stima in questi primi mesi dell’anno, che questo modesto segno negativo relativo al perimetro di rilevazione FCP-Assointernet, non rispecchia quanto ‘effettivamente’ i clienti investono sulle concessionarie associate, in considerazione del fatto che abbiamo evidenze che i budget da loro dedicati al Digital siano in crescita, non solo con gli OTT. Il motivo è legato a due aspetti assolutamente correlati tra loro: crescita del programmatic buying e costi tecnologici ad esso associati. Dalle nostre misurazioni, iniziate lo scorso gennaio, le vendite in programmatic, open auction e private deal, incidono sul totale fatturato complessivo per circa il 20%. Si tratta di un dato puntuale relativo al primo trimestre. Inoltre stimiamo che le vendite in programmatic siano cresciute in maniera molto consistente rispetto al pari periodo dello scorso anno, nell’ordine del +40/50%. Se mettiamo quindi in correlazione i due aspetti, e consideriamo i costi tecnologici come direttamente detratti ‘alla fonte’ dalle piattaforme alle concessionarie, possiamo affermare che gli investimenti ‘effettivamente’ effettuati dai clienti siano in crescita, seppur contenuta, anche sul perimetro FCP-Assointernet. Questo discorso si associa a un andamento del mercato pubblicitario tutt’altro che stabilizzato, all’interno del quale l’evento Europei di calcio ha sicuramente  privilegiato gli investimenti sul mezzo televisivo. Nel 2016 FCP-Assointernet ha ulteriormente strutturato il report dell’Osservatorio proprio per misurare e illuminare fenomeni il cui impatto è crescente, come il programmatic e il native advertising. A livello inter associativo è invece aperto il confronto su temi di sempre maggiore importanza, in particolare Viewability e Adblocking”.

“Sulla Viewability – continua Galantis – stiamo conducendo insieme a UPA test per comprendere e riscontrare con le evidenze dei fatti gli output di misurazione tra diversi istituti e quantificare le eventuali discrepanze rilevate. I test sono tuttora in fase di svolgimento, dopo l’estate contiamo di avere i risultati e di trarre le conclusioni anche con le altre Associazioni come step successivo al White Paper del gennaio 2016. Anche sull’Adblocking stiamo lavorando con le altre Associazioni, partecipando ad una ricerca continuativa quali-quantitativa con AssoCom, Fedoweb, GroupM, IAB, UPA. I risultati della prima wave saranno disponibili a settembre. L’obiettivo d FCP è quello di condividere linee guida e best practice con tutte le altre Associazioni che favoriscano gli interessi e la crescita della industry nel suo complesso”.

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JCDecaux, fatturato del 1° semestre a +10,8%

Nel primo semestre 2016 il fatturato di JCDecaux cresce del 10,8%, raggiungendo i 1.617,3 milioni di euro. La  crescita organica del 3,4% nel secondo trimestre è in linea con le previsioni, e porta a una crescita organica del 6,6% nel primo semestre dovuta  a una forte performance di tutte le attività e di tutti i settori geografici.

Il fatturato digitale rappresenta  l’11,5% del fatturato totale, con una contribuzione crescente della divisione Arredo Urbano, che inizia a beneficiare dell’installazione di grandi reti digitali di Arredo Urbano, come a Londra.

Il margine operativo si è ridotto al 16,4% del fatturato, come spiega Jean-Charles Decaux, presidente del direttorio e co-direttore generale di JCDecaux, “a motivo sia dell’integrazione di CEMUSA, che aveva bisogno di ristrutturazione e di investimenti operazionali per il riassetto delle attività, che della struttura del contratto della più vasta rete di pensiline d’autobus pubblicitarie al mondo stipulato con TfL a Londra. Queste due decisioni strategiche aprono la via a una accelerazione della crescita del nostro portafoglio digitale in alcuni dei mercati pubblicitari più importanti al mondo. La diminuzione del margine dell’Arredo Urbano è stata parzialmente compensata da un aumento del margine della nostra divisione Affissioni – prosegue Decaux -, principalmente grazie al contributo del Resto del Mondo, tra cui l’integrazione della nostra piattaforma di affissioni  Grande Formato in Africa e la ripresa della nostra attività in Russia, mentre il margine dei Trasporti resta pressoché stabile. La generazione di cash flow disponibile è rimasta solida”.

Nel primo semestre 2016 il margine operativo rideterminato del Gruppo è diminuito del 7,4% raggiungendo i 264,5 milioni di euro, a fronte dei 285,7 milioni di euro del primo semestre 2015. Il margine operativo rideterminato rappresenta il 16,4% del fatturato, e cioè -320 punti base in meno a fronte dell’anno precedente.

“Le revisioni delle previsioni di crescita del PIL per il 2016 hanno confermato il rallentamento economico mondiale come avevamo affermato alla fine del 1° trimestre, con l’incertezza supplementare dell’impatto della Brexit. Di conseguenza, ci aspettiamo ormai che questa nostra crescita organica rideterminata del 3° trimestre sia moderata – aggiunge Jean-Charles Decaux -. In una situazione dei media che appare sempre più frammentata, la comunicazione esterna rafforza la propria attrattiva. Siamo convinti di essere ben posizionati per continuare a raggiungere delle performance sempre superiori nel mercato pubblicitario mondiale e a rafforzare la nostra posizione di numero uno del mercato della comunicazione esterna, grazie ad acquisizioni remunerative di quote di mercato”.

Della Valle, Imh e Pirelli: ricorso al Tar sulla decisione della Consob

Diego Della Valle ha annunciato che Di.Vi. Finanziaria Diego Della Valle & C., Diego Della Valle & C., International Media Holding e Pirelli hanno dato il via al deposito di un ricorso al Tar del Lazio avverso la decisione della Consob in merito alla mancata sospensione cautelare dell’offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Cairo Communication sulle azioni Rcs MediaGroup.

“Non c’è niente di personale in quest’operazione – ha detto Della Valle – ma quello che va chiarito è che la Consob è mancata pesantemente, con un silenzio che ha favorito una parte”. Parlando della sua quota in Rcs, ha chiarito la sua intenzione di restare azionista del gruppo che edita il Corriere della Sera.

“Non sono un venditore ma un compratore”, ha ribadito. “Sono il secondo azionista e potrei anche migliorare”, ricordando di avere investito in varie fasi 220 milioni.

Caltagirone Editore, raccolta adv a -2,2%, ma la locale raggiunge il 5,6% del fatturato

Il Consiglio di amministrazione della Caltagirone Editore, presieduto da Francesco Gaetano Caltagirone, ha approvato i risultati del primo semestre 2016. I ricavi sono pari a 76,1 milioni di euro, in flessione del 5,2% rispetto al corrispondente periodo del 2015 (80,3 milioni).

In particolare, i ricavi derivanti dalla vendita dei quotidiani si attestano a 29,2 milioni di euro, con una flessione del 9,6% rispetto al corrispondente periodo del 2015. I ricavi da vendita delle edizioni cartacee registrano una flessione del 10,3%. Continua invece la crescita delle vendite di copie e abbonamenti digitali che, pur con un’incidenza sui ricavi ancora marginale, segnano un +12% rispetto al corrispondente periodo del precedente esercizio. La raccolta pubblicitaria del gruppo nel primo semestre dell’anno è diminuita del 2,2%.

I ricavi pubblicitari sulle sole testate cartacee del gruppo registrano una contrazione del 5,3% per effetto dell’andamento del mercato e delle mancate uscite derivanti dalle agitazioni del personale poligrafico. Positiva, invece, la raccolta della pubblicità locale su alcune edizioni dei quotidiani Rcs che, avviata nel mese di marzo 2015, ha raggiunto il 5,6% del fatturato pubblicitario complessivo.

Continua la crescita delle attività internet: nei primi cinque mesi dell’anno i siti web del network Caltagirone Editore hanno raggiunto 1,01 milioni di utenti unici giornalieri medi Total Audience (Pc e mobile); la raccolta pubblicitaria su internet è cresciuta del 4,9% rispetto al primo semestre 2015. Il Margine operativo lordo è negativo per 1,6 milioni di euro (positivo per 67 mila euro al 30 giugno 2015).

Il Risultato operativo, dopo ammortamenti e svalutazioni, registra un saldo negativo pari a 6 milioni di euro (negativo per 4,7 milioni di euro nel primo semestre 2015).

Il Risultato netto della gestione finanziaria è positivo per 4,4 milioni di euro (4,3 milioni di euro nel corrispondente periodo 2015) e comprende dividendi ricevuti su azioni quotate e il saldo netto fra proventi e oneri finanziari. Il Risultato ante imposte è negativo per 1,7 milioni di euro (negativo per 443 mila euro al 30 giugno 2015). Il Risultato netto di gruppo è negativo per 270 mila euro (positivo per 614 mila euro nel corrispondente periodo 2015).

La Posizione finanziaria netta è positiva per 127,5 milioni di euro e si incrementa di circa 4,5 milioni di euro rispetto al dato al 31 dicembre 2015 per effetto principalmente dell’incasso di dividendi su azioni quotate. Il Patrimonio netto è pari a 501,5 milioni di euro (559,9 milioni di euro al 31 dicembre 2015). La diminuzione è attribuibile all’effetto negativo conseguito nel semestre nella valutazione al fair value delle partecipazioni azionarie detenute dal gruppo.

Il processo di riorganizzazione, avviato nel precedente esercizio, che porterà il Gruppo a essere strutturato per aree funzionali è tuttora in corso e, una volta a regime, contribuirà positivamente all’equilibrio economico del gruppo. Proseguono le iniziative volte a valorizzare le versioni multimediali e migliorare le attività internet con l’obiettivo di incrementare nuovi flussi di lettori.

Il quotidiano Corriere Adriatico nel corso del mese di luglio è stato oggetto di un profondo rinnovamento che ha riguardato grafica, contenuti e formato. Il nuovo Corriere Adriatico viene adesso prodotto insieme al fascicolo nazionale de Il Messaggero consentendo così l’ottimizzazione degli impianti di stampa di Roma.

Teradata si rafforza negli Analytics Open Source con Big Data Partnership

Teradata, azienda focalizzata sulle soluzioni per l’analisi dei big data, ha reso noto di aver acquistato Big Data Partnership, uno dei principali provider di soluzioni e servizi di formazione nel campo dei big data in EMEA.

Big Data Partnership vanta una profonda esperienza nelle tecnologie dirompenti, tra cui Apache Hadoop, e aiuta i propri clienti a scoprire come diventare sempre più data driven attraverso la scienza dei dati e l’adozione delle più recenti tecnologie big data. I termini dell’accordo non sono stati resi pubblici.

Big Data Partnership è stata fondata da Mike Merritt-Holmes, Tim Seears, e Pinal Gandhi nel 2012 e vanta oggi un team di architetti big data, ingegneri, scienziati dei dati e formatori certificati di grande talento, impegnati con i clienti in loco e attraverso la sua struttura di Londra.

Il team di Big Data Partnership aggiungerà le proprie capacità di consulenza a quelle di Teradata per fornire consulenza, opzioni strategiche indipendenti dalla piattaforma e servizi di implementazione agili per big data analytics.

La metodologia di Big Data Partnership integra il collaudato approccio di consulenza open source di Think Big, chiamato Think Big Velocity, che inizia a collaborare con un cliente in qualsiasi punto delle loro iniziative big data e li aiuta a progredire passo dopo passo per raggiungere un risultato positivo precedentemente concordato.

Think Big realizza tutto questo attraverso distribuzione agile e competenze che aiutano i clienti a innovare, sviluppare, implementare, gestire e ottimizzare in modo continuo nuove soluzioni analitiche open-source di produzione.