Logotel: la Service Design Generation va in scena a Roma

Il percorso ideato da Logotel per condividere metodologie, approcci e strumenti sul Service Design ha fatto tappa nella Capitale di fronte a un folto gruppo di manager e imprenditori di importanti aziende nazionali e internazionali

 

Dopo la data milanese di ottobre, il ciclo di appuntamentiService Design Generation, nuova generazione di servizi per nuove generazioni’,  curato da Logotel, è approdato a Roma. L’evento organizzato dalla service design company per continuare il dialogo sui temi del Service Design – e in particolare su come si possano rendere più unici e distintivi i servizi per le aziende e per i clienti finali – ha visto la partecipazione di 26 tra manager e imprenditori di 18 importanti aziende nazionali ed internazionali che già si avvalgono dei servizi e delle competenze di Logotel.

 

All’appuntamento di Roma hanno fatto da chairman Cristina Favini, Strategist e Manager of Design di Logotel e Daniele Cerra, Digital Innovation Officer di Logotel. “Se è vero che il service design è un approccio sistemico, multidisciplinare e integrativo, l’accento è posto sempre sulle persone: infatti, è proprio alle persone che i servizi devono adattarsi, seguendole nelle diverse fasi della loro esperienza – ha spiegato Cristina Favini – dopotutto, che cos’è il design, se non immedesimarsi nei bisogni delle persone? Bisogna avere un occhio sempre attento ai vari touchpoint con cui le persone interagiscono: ogni punto di contatto è infatti una opportunità di servizio che non può essere persa e che deve essere progettata dalle aziende. Perché il servizio che non si fa conoscere, ‘che non parla’, non esiste”.

 

Inquadrato all’interno di un percorso che ha l’obiettivo di condividere elementi sulla visione di Logotel circa il Service Design e in particolare su come i suoi strumenti possano essere applicati concretamente alle imprese e ai loro business, l’incontro romano ha affrontato il tema delle ‘urgenze’: prodotti, piattaforme intelligenti di servizio, ipercompetizione, ipercanalità, instant, ibridazione, per poi proseguire delineando i confini del service design e la sua grammatica. Sono state inoltre presentate alcune case history di aziende nazionali e internazionali che grazie al Service Design hanno originato servizi distintivi. “I servizi che funzionano ‘bene’ sono parte integrante della nostra vita al punto che non li percepiamo più – ha continuato Cristina Favini – hanno caratteristiche specifiche difficili da decodificare. Ma i servizi che non funzionano, si capisce subito perché”.

 

Durante l’evento, sono state attivate conversazioni collaborative, nelle quali gli ospiti hanno approfondito le dimensioni multidisciplinari del Service Design by Logotel. Inoltre i partecipanti sono stati chiamati a esprimere la loro opinione sulla nuova generazione di servizi: durante l’evento, è stata consegnata loro una mappa su cui erano indicate le sei tematiche portanti di Service Design Generation: Organizzazione che impara, Scambio di valore, Persone e non users, Concretezza del servizio, Ripensare il linguaggio, Progettare il progetto. “Il mondo dei servizi, intesi come risposte efficaci alla vita delle persone, è in continua mutazione, come lo sono le persone stesse, i loro bisogni e i contesti in cui si inseriscono e agiscono. Per questo – ha concluso Cristina Favini – il Service Design diventa necessario, specialmente nella misura in cui nuove generazioni si affacciano sulla scena”.

 

Per approfondire i temi di Service Design Generation, vedere le interviste degli ospiti intervenuti e le infografiche realizzate basta andare sul sito Logotel a questo indirizzo: http://www.logotel.it/it/culture/service-design-generation

Candy Group all’insegna della connettività torna on air. Budget di 5 milioni di euro per la comunicazione 2016

di Cinzia Pizzo


Importante ritorno in pubblicità per Candy Group, l’azienda italiana di elettrodomestici guidata dai fratelli Aldo e Beppe Fumagalli che ieri a Milano hanno illustrato i risultati e le prossime strategie del Gruppo. Confermando la volontà di affermare e rinnovare la marca, la società ha stanziato un piano di investimenti in comunicazione del valore di 5 milioni di euro per il 2016, ripartito equamente tra i due brand di punta, Candy e Hoover, attraverso i quali opera a livello internazionale. Tv e web i mezzi interessati dal piano media, con una quota riservata al digital che si attesta tra il 30-35% del budget.

Per il brand Candy, il soggetto della nuova campagna pubblicitaria è la gamma Simply-Fi, linea completa di elettrodomestici connessi in wi-fi e gestibili direttamente tramite una semplice app. Due gli spot che si alternano sulle emittenti tv La7, Mediaset, Rai, Sky e Discovery che vedono protagonista il forno e la lavatrice Simply-Fi, selezionati tra i 6 prodotti che compongono la gamma, nell’ottica di ampliare l’awareness del brand, già fortemente presente nel segmento del Lavaggio, anche al settore della Cucina. All’interno dei video, accanto ai prodotti Simply-Fi, diventano protagonisti gli ingegneri Candy che, con la loro empatia, analizzano la quotidianità e le reali esigenze degli utenti e sviluppano elettrodomestici in grado di risolvere i piccoli problemi di tutti i giorni, ribadendo così la vicinanza ai propri clienti.

Aldo Fumagalli, Washing Appliances Business Sector Director

Aldo Fumagalli, Washing Appliances Business Sector Director

Proprio la semplificazione della vita di ogni giorno e la prossimità al cliente sono i valori principali della campagna, articolata in un ricco piano media curato da Media Club. On air da giugno, l’adv sarà attiva fino alla fine dell’anno. A firmare la creatività è l’agenzia Cayenne, con la direzione creativa esecutiva di Stefano Tumiatti e la direzione creativa di Matteo Airoldi e Federico Bonriposi; la casa di produzione è BRW Filmland.

“La campagna Simply-Fi si inserisce all’interno di un strutturato piano per posizionare Candy come un brand giovane, che offre soluzioni smart, semplici da utilizzare, tipiche della creatività italiana –  ha spiegato Gianpiero Morbello, head of Brand Identity and Strategy di Candy Group – . Hoover, dopo alcune telepromozioni in onda a fine maggio durante Che Tempo che fa, tornerà in comunicazione nella seconda parte dell’anno con una campagna pubblicitaria che stiamo definendo con MRM/McCann di Londra, agenzia che abbiamo selezionato tramite una gara. Sarà un nuovo spot, per la tv e il web, di respiro internazionale utilizzabile in diversi Paesi europei, compresa l’Italia. L’obiettivo di questa campagna di brand è estendere la percezione del marchio Hoover al mondo del grande elettrodomestico, visto che finora era rimasto confinato a quello del piccolo elettrodomestico, e posizionarlo in un segmento alto di mercato  rivolto a un consumatore tecnologico e alto spendente”.

Secondo quanto illustrato ieri in conferenza stampa, per i prossimi anni il Gruppo Candy ha deciso di puntare sulla connettività individuando negli Smart Appliances il core business, affinato dalle collaborazioni siglate con importanti player dell’ICT come IBM, Oracle, salesforce.

Candy_Lavatrice_GrandO_Simply-Fi_GSF4137TWHC32-1Dopo le prime proposte wi fi lanciate dal gruppo, come Candy Simply-Fi e Hoover Wizard, l’obiettivo dell’azienda di Brugherio è arrivare nel 2018 solo con gamme di elettrodomestici connessi, puntando all’eccellenza in uno specifico segmento del competitivo mercato degli elettrodomestici secondo una visione adottata dalla società negli ultimi anni. Una strategia che ha garantito all’azienda brianzola di uscire da alcuni anni di difficoltà e di intraprendere la strada della ripresa e della crescita.

Candy Group ha chiuso il 2015 con un  fatturato consolidato pari a 952,3 milioni di euro, in crescita rispetto al 2014 del +12,4%, e con un ebit superiore al 4% assestandosi a 39 milioni di euro. Nelle previsioni aziendali per tutto il 2016, la crescita di fatturato attesa è del 13% a 1076 milioni di euro, con un ebit atteso a 4.1%.

Innowatio, digitale motore di crescita. Oltre 15 milioni per il mkt nel triennio

di Monica Bozzellini


L’obiettivo è sicuramente ambizioso: diventare il più importante player europeo di demand side management e gestione della produzione distribuita di energia.

A parlare è Michele Morghen, Sales & Marketing director di Innowatio Spa, società nata nel 2008 con un cuore italiano e strategie di importante espansione internazionale, che già oggi la vedono presente in “Svizzera, Germania (con l’acquisizione di Clens lo scorso gennaio, ndr) e Argentina; mentre siamo in due diligence su Francia, Spagna e Inghilterra e stiamo aprendo un struttura di marketing development in India”, racconta a Today Pubblicità Italia il manager in occasione dell’evento che, ieri sera, ha visto il brand protagonista della decima edizione del progetto artistico contemporary locus: location l’ex centrale elettrica di Daste e Spalenga di Bergamo, riportata in vita dopo 60 anni, in una performance dell’artista  Alfredo Pirri.

L’azienda, che nell’anno solare registra un fatturato di un miliardo e mezzo di euro e ha un totale di 250 dipendenti, punta sempre più sul digitale per sviluppare la propria crescita.

“Ci stiamo spostando sul digitale a 360: servizi e comunicazione  – spiega ancora Michele Morghen -. Nel settore pubblico, già controlliamo da remoto l’efficientamento di diversi comuni, è il caso di Desenzano in cui abbiamo completato la smart grid più grande d’Italia. Inoltre stiamo sviluppando una divisione digitale per erogare servizi attraverso tablet e smartphone”.

Puntando sull’implementazione interna dell’intelligence e perseguendo alcune parole chiave: “Una su tutte è  ‘flexibility’, ovvero la capacità di trovare e offrire efficientamento considerando le fluttuazioni del mercato, in real time”. Quanto alla clientela, “accanto ai  large customer – che implicano la costruzione di rapporti one to one e tempi di passaggio da prospect a cliente lunghi un anno -, abbiamo allargato il raggio di azione alla pmi e, in generale, a tutte le partite Iva. Questo ci ha portato a potenziare il digitale anche in termini di comunicazione: per aumentare la product awareness e, seppure nei primi 5 anni il tasso di abbandono sia stato nullo, per incrementare ulteriormente il trust”.

Accanto all’uso dei canali digitali (in rinnovamento a partire dal sito, destinato a diventare un portale unico internazionale) e di case history come quella di Desenzano, Innowatio Group punta sugli eventi: in particolare come sponsor di sport giovanile e arte. E’ il caso del supporto al film sulla riapertura dell’Accademia di Carrara nel 2015 e dell’attuale installazione di Daste e Spalenga: “Questa volta – sottolinea Morghen – siamo intervenuti per sostenere la territorialità e il recupero di luoghi dismessi diventando anche attori dell’opera”.

Attraverso il controllo dell’energia, infatti, Innowatio è stata in grado  di monitorare gli effetti della luce solare sull’installazione, un pavimento trasformato in un ‘lago’ di specchi, riproponendone poi il comportamento al calar del sole e “dimostrando, così, di essere capaci di controllare, prendere informazioni dal campo ed efficientare”.

E proprio gli eventi costituiscono una parte importante degli investimenti di marketing del brand, che per i prossimi tre anni prevede una spesa complessiva “tra i 15 e i 20 milioni, distribuiti essenzialmente tra Italia e Germania. La forbice è ampia, perché molto dipenderà dai risultati del percorso di brand identity che abbiamo intrapreso e  in cui stiamo delineando i valori da spingere – conclude il manager – e che potrebbe anche portarci in tv. Il tutto con dinamismo, mantenendo il nostro core e, insieme, declinandolo nelle diverse aree geografiche in cui operiamo”.

Da domani Meetic torna in tv e online con #LoveYourImperfections

Meetic, azienda specializzata nei servizi di dating, da domani torna in tv e online con la nuova campagna  #LoveYourImperfections per raccontare come imperfezioni e piccole manie degli Italiani siano fonte di fascino e unicità.

Online e on air per l’intera durata dell’anno, la nuova comunicazione è stata presentata ieri sera durante la mostra fotografica a cura di Stefano Guerrera, occasione per svelare in anteprima la campagna e guardare le imperfezioni da un nuovo punto di vista. La creatività multi-soggetto, che si sviluppa intorno a una serie di soggetti creativi che rappresentano quei comuni tabù che le persone tendono a nascondere, soprattutto quando entrano in contatto con altre persone, è firmata da Buzzman e adattata per il mercato italiano da Tag Worldwide.

“La nuova campagna 2016 è un’evoluzione del concept di successo dello scorso anno – spiega a Today Pubblicità Italia Chiara Costa, Business Developer di Meetic Italia – che racconta le manie che ognuno di noi possiede, quelle imperfezioni che ci rendono unici”.

Riprendendo il concept di successo dell’anno passato ‘Se non ti piacciono le tue imperfezioni, qualcuno le amerà’, Meetic conferma la sua scommessa ambiziosa: capovolgere i codici di seduzione e rompere quegli ideali di perfezione che tutti cercano di mostrare. “La creatività della campagna – continua Costa – ribadisce l’importanza di apprezzare i propri piccoli difetti perché sono questi a renderci affascinanti e unici”.

La nuova campagna di Meetic è online e in onda sull’emittenti generaliste nei formati da 10”, 20” e 60” con la pianificazione di Havas. Con il sottofondo di ‘Teenage Dirtbag’, lo spot, diretto dal regista francese Vincent Lobelle, narra in 4 differenti soggetti le più comuni imperfezioni dei single: dall’essere disordinati al cantare sotto la doccia, passando per l’indossare i calzini a letto e l’avere qualche chilo di troppo. Una voce narrante ricorda in modo emozionale e unconventional che è proprio il non essere perfetti che affascina chi sceglie di starci accanto.

“Con #LoveYourImperfections vogliamo far riflettere sul concetto d’imperfezione ripensandolo in una chiave positiva e veicolando l’importanza di sentirsi speciali nella propria individualità. Quando siamo noi stessi, emaniamo maggiore fascino e viviamo in maniera più spontanea le relazioni. La nuova campagna è la risposta all’esigenza di accettarsi per come si è, perché è proprio questo che piacerà di noi – commenta Heloise des Monstiers, Marketing Director Southern HUB Meetic -. Come leader europeo nel mercato del dating, vogliamo veicolare su tutti i canali di comunicazione in maniera coerente che un’esperienza di dating affidabile e unica è possibile, grazie alle sinergie tra tutti i servizi e gli strumenti che offriamo ai nostri utenti”.

L’azienda leader nei servizi di dating presente sul mercato da 11 anni continua a registrare trend di crescita. “L’anno sta andando bene – sottolinea Costa – e siamo concentrati su nuove soluzioni per continuare a offrire un’esperienza sempre più coinvolgente ai nostri utenti. Presto ci saranno novità sul fronte prodotto”. (F.Ci.)

Cannes Lions, l’Italia retrocede nel medagliere

infografica Cannes Lions 2016


 

Chiusa la settimana dei Cannes Lions, si ‘danno i numeri’ sul bilancio del festival 2016 che ha visto l’Italia retrocedere nel medagliere rispetto al 2015, seppur con alcune evidenti eccellenze dal punto di vista della creatività.

L’infografica prodotta dall’agenzia MY PR, presente al Festival con Stefania Mercuri giurata nei PR Lions, offre un’occasione di riflessione sul posizionamento dell’industry locale sullo scenario internazionale, “in particolare – sottolinea l’agenzia guidata da Giorgio Cattaneo – la panoramica sulla categoria dei PR Lions rende evidente l’esigenza di rivedere (e valorizzare) il ruolo delle relazioni pubbliche nell’ideazione delle campagne e nell’uso creativo della reputation”.

Vodafone celebra la velocità della sua Rete 4G con Mr Slow

Vodafone presenta un nuovo spot per celebrare la velocità della sua Rete 4G. Il protagonista del nuovo spot è Mr Slow, un simpatico personaggio che si muove a rallentatore e che, a causa della sua lentezza, si vede soffiare la ragazza dei suoi sogni da chi è più veloce di lui.

A fare da colonna sonora la reinterpretazione del successo di Loredana Bertè, ‘Sei bellissima’, intitolata per l’occasione ‘Sei lentissimo’. La cover version è arrangiata e prodotta da Sing Sing Studio.

Mr Slow è un progetto ideato dal Team Red, la struttura Wpp responsabile del coordinamento e dell’indirizzo strategico per tutte le agenzie del gruppo attive sul cliente Vodafone.

La creatività è del senior copywriter Maurizio Cappelletti, con la direzione creativa di Sergio Rodriguez. A coordinare il progetto l’account supervisor Chiara Collura. La tv producer è Francesca Regali. Della post produzione si è occupata you_are mentre la casa di produzione è Filmmaster.

Lo spot è on air nei formati 45”, 30” e 15” sulle principali emittenti televisive, sul web e sui canali social di Vodafone Italia. La pianificazione media è curata da Mec.

Laura Donnini presidente del Consiglio di Amministrazione di News 3.0

L’assemblea degli azionisti di News 3.0, gruppo editoriale partecipato tra gli altri dal Fondo Sator (71%) e Paolo Madron (8,75%) che edita i siti di news Lettera43.it, LetteraDonna.it e il settimanale cartaceo Pagina99, ha nominato all’unanimità Laura Donnini presidente del Consiglio di Amministrazione.

Donnini dall’aprile del 2013 all’aprile 2016 è stata amministratore delegato di RCS Libri. Laureata in Economia e Commercio all’Università di Firenze, inizia e sviluppa la sua carriera per oltre 13 anni in importanti aziende multinazionali di largo consumo.

Nel 2001 entra nel gruppo Mondadori come Direttore Generale di Harlequin Mondadori, per diventare nel 2008 ad di Edizioni Piemme e nel 2011 Direttore Generale di Edizioni Mondadori. È inoltre membro del consiglio direttivo di ValoreD, l’associazione di imprese che promuove la diversità, il talento e la leadership femminile e siede come Consigliere Indipendente nel CdA di Amplifon e dell’Università Cà Foscari di Venezia.

Nel nuovo ruolo subentra a  Gian Arturo Ferrari.

La forza dei Millennials per l’Autunno Inverno di GAS

La campagna Autunno Inverno16/17 di GAS celebra la forza e l’originalità dei Millennials, i nativi digitali, al contempo target e protagonisti degli scatti, ed esprime un sentimento di rinascita e di energia positiva che parte dall’Italia e si diffonde al di fuori dei confini nazionali. Immagini dal grande impatto visivo, che trasmettono forza ed emozione, un concept originale: è un messaggio potente ma perfettamente comprensibile per questo target di persone evolute, colte ed esigenti.

Un fotografo di moda dall’esperienza internazionale, Matteo Montanari, una stylist tra le più autorevoli, Tanya Jones, contribuiscono a dare continuità nell’originalità a un concept che, comunicando a gran voce l’origine italiana del brand e il valore aggiunto che questa rappresenta, si connette all’energia dei giovani di oggi. Se per la Spring Summer ’16 gli interpreti sono ragazzi italiani per nascita od origine scelti per le loro passioni e per la loro energia, per il prossimo Autunno Inverno i protagonisti non sono più italiani ma europei, scelti ancora una volta per la loro unicità e per le passioni che li animano.

Il concetto di #gasmadeinitaly è espresso attraverso un hashtag a sottolineare come, per tutti, ma in particolare per le nuove generazioni, sia fondamentale comunicare attraverso i social. Anche la scelta dei canali seguirà questa visione andando a privilegiare quelli che questo target frequenta e utilizza maggiormente, ovvero il digital, che per GAS assumerà un ruolo di rilievo sempre maggiore. Il web è il primo mezzo di comunicazione del brand, una piattaforma strategica capace di rivolgersi in modo diretto e interattivo al target, capace di diffondere la brand awareness in modo virale.

 

Integral Ad Science annuncia l’integrazione globale con Turn

Integral Ad Science (IAS), tra i leader nel quantificare la qualità dei media digitali, ha annunciato ieri che la società Turn ha aggiunto alla sua piattaforma il servizio pre-bid video viewability targeting di IAS.

I clienti di Turn hanno così accesso alla tecnologia di IAS, che permette loro di indirizzare gli annunci video in modo efficiente e accurato in base alle loro probabilità di essere visti. Nel mese di marzo 2016, eMarketer ha previsto che la spesa pubblicitaria in video digitali negli Stati Uniti sarà superiore agli 11 miliardi di dollari nel 2017.

Nel 1° trimestre 2016, uno studio condotto da IAS ha mostrato che la media globale di ‘viewability’ di un annuncio video è pari al 40,4%. Con la tecnologia di targeting di IAS, i clienti di Turn sono in grado di selezionare i segmenti di pre-offerta sulla base dei livelli minimi di visibilità che hanno impostato per ciascuna campagna.

Alla guida del team italiano di Integral Ad Science c’è Elisa Lupo, nominata Director Italia lo scorso maggio. Integral Ad Science è un’azienda internazionale che fornisce prodotti e servizi di advertising intelligence a buyers & sellers nel settore digitale. Dopo essere stata la prima a lanciare nel 2009 soluzioni di brand safety, Integral si è evoluta in una piattaforma globale di valutazione che rappresenta gli standard per la classificazione sulla qualità degli investimenti media anche in fase pre-bid.

Ernesto Mauri (Mondadori): “Bene i primi 6 mesi”. Nove manifestazioni di interesse per Bompiani

di Serena Poerio


È un primo semestre che va “sempre meglio”, con un trimestre già positivo, quello del Gruppo Mondadori raccontato dalle parole dell’amministratore delegato Ernesto Mauri.

Mentre si aspetta l’autorizzazione da parte dell’Antitrust per  il percorso di cessione di Marsilio verso “il candidato naturale” De Michelis e con la speranza di “chiudere a breve”, sono giunte a quota nove le manifestazioni di interesse per Bompiani. “Sono tutti editori – ha dichiarato il manager – rispettando il criterio che era stato imposto per la vendita. Di questi due, Amazon e HarperCollins, sono internazionali”. Entro la prima settimana di luglio sono attese offerte non vincolanti, mentre a settembre “mi auguro di sapere – ha continuato l’ad – chi sarà il compratore”. E ha aggiunto: “Preferirei si trattasse di un imprenditore italiano così da favorire l’imprenditoria nazionale. Il mercato italiano va protetto, soprattutto se facciamo riferimento a quello del libro.

Sicuramente è significativo che un gruppo come Amazon sia interessato a un editore di libri che ha una quota di mercato del 2%”. Intanto sul fronte periodici è allo studio un nuovo prodotto : “Il nostro portafoglio prodotti è ben settato ed equilibrato – ha dichiarato Carlo Mandelli, direttore generale Periodici Italia Mondadori e presidente del consiglio di amministrazione Ads -. Crediamo che ci siano degli spazi nel segmento popolare. Stiamo quindi facendo ricerche per un giornale che sia più pop e che abbia un prezzo più basso di Chi, il cui andamento va di pari passo con quello del mercato, pur essendo venduto a un costo più alto”.

Per quanto riguarda la raccolta dei Periodici Mondadori il manager ha dichiarato: “La pubblicità va bene, con un semestre in pareggio al netto dell’acquisizione di Banzai. Panorama ha costruito intorno al brand un sistema forte – con il tour Panorama d’Italia e i magazine Icon, Flair e l’ultimo nato Icon Design – da cui dipende più del 60% del fatturato della raccolta pubblicitaria. In termini percentuali prevediamo che il digitale, che ora rappresenta il 12% del fatturato, con Banzai per un anno a regime, arriverà a essere un terzo del totale. Stiamo lavorando su un’offerta integrata che presenteremo in autunno”.

Sui dati Ads e sulla delibera di sospensione della pubblicazione delle dichiarazioni mensili stimate relative alle copie digitali multiple (vedi notizia) Mandelli, come presidente della società di certificazione, ha commentato: “Anche negli altri Paesi l’evoluzione del digitale ha creato delle discontinuità. È stato fatto quello che era giusto fare. Ogni tanto bisogna stringere i bulloni. Ads ha una responsabilità dei confronti dell’authority e del mercato. Si è scelto di commissionare un auditing in un periodo di tempo di 30 giorni. Nei primi dieci giorni di luglio dovremmo avere i risultati”.

Cristina Scocchia (L’Oréal): “Necessario investire in comunicazione e in conoscenza del consumatore”

di Valeria Zonca


Citando il Foreign Direct Investment Confidence Index 2015 (dove l’Italia ha recuperato 8 posizioni ed è 12esima), l’ad di L’Oréal Cristina Scocchia, intervistata sul palco di Upa dal vice direttore del Tgr Enrico Castelli, ha dichiarato che “il brand Italia sta recuperando la fiducia degli investitori stranieri, ma dobbiamo aumentare innovazione, produttività e digitale”.

L’Oréal è l’esempio di un’azienda che riesce a essere produttiva, sostenibile e sociale grazie all’introduzione dell’energia verde e alla collaborazione con l’Accademia del Cuore o la Comunità di San Patrignano. “Il consumatore sta cambiando – ha spiegato Scocchia – e vuole imprese che abbiano un impatto positivo sulla collettività: il 78% chiede etica e responsabilità, il 52% paga di più per una marca che ha benefici sociali o ambientali”.

Sulla crisi degli investimenti in adv post 2008, la manager ha commentato che “una parte della quota dei budget è stata dirottata sulle promozioni, ma questa corsa ha portato a una dispersione del valore di marca e non si è tramutata in crescita dei volumi di vendita. L’industria di marca deve tornare a investire sia in comunicazione per recuperare il valore della marca sia in conoscenza del consumatore”. E non è vero che uno tra i target più inseguiti, quello dei Millennials, sia ‘allergico’ alle marche.

“Sono cambiate le modalità di ingaggio: ora il concetto di somiglianza ha sostituito quello dell’aspirazionalità”. E sul digitale ha aggiunto: “Abbiamo quadruplicato gli investimenti sul digitale, ma non è una strategia aggiuntiva: vogliamo sviluppare strategie di business e di comunicazione in un contesto digitale, rafforzato dai big data senza i quali è difficile fare business: ma solo 1 azienda su 6 li utilizza e solo 1 su 8 sta investendo”.

Infine la manager ha rilasciato un commento sulla Brexit: “Il risultato ha consolidato la preoccupazione sulla perdita di importanza dell’Europa: ora è ancora più urgente tornare all’ispirazione originaria e ricreare un’Europa coraggiosa e forte che parli di crescita, occupazione e sicurezza. Per evitare le possibili ricadute economiche le imprese devono puntare a una crescita su scala internazionale”.

Monica Fabris: “Ascoltare per governare la nuova era della comunicazione”

di Serena Poerio


“L’era della comunicazione non è necessariamente un’era in cui è più semplice comunicare”. Con queste parole, in cui è evidente un paradosso, Monica Fabris, presidente di Episteme ha raccontato durante l’assemblea Upa  dal titolo ‘Innuendo, la SociEtà eccitata’ come stia evolvendo il mondo in cui viviamo e quale sia il comportamento del nuovo consumatore. Qual è la società a cui ci riferiamo quando parliamo di comunicazione? “Siamo passati da una società dei consumi – ha raccontato Fabris -, i cui valori sono stati messi in discussione dalla storia, che ne ha delineato il limite, a una società in cui prevale la cultura dell’equilibrio. Attenzione però – ha ammonito la manager – anche l’equilibrio si mostra come limite”.

I motivi sono diversi: “Il primo tema da cui un comunicatore non può prescindere è la sicurezza – ha dichiarato la presidente dell’istituto di ricerca -. Vogliamo sentirci rassicurati dalla comunicazione. Eppure siamo in un’epoca dominata dall’incertezza. Al contempo c’è la costante ricerca dei emozioni nuove. Si tratta di due tensioni contrapposte, in cui bisogna individuare un limite”.

Altro elemento che ha scompaginato le fila della comunicazione è stata la rete: “Internet si è da subito palesato come ‘senza limiti’ – ha spiegato Fabris -. La comunicazione oggi grazie all’influsso della rete ha rilanciato l’individualismo. Il consumatore è cambiato sotto le spinte della personalità e della multi identità e con esso sono variati anche i luoghi di distribuzione del messaggio e di consumo. Le tribù del consumo non sono così semplici da delineare nelle nuove comunità aperte”.

Come entrare in contatto quindi con il nuovo consumatore? “Quasi il 65% degli intervistati a campione ha dichiarato di sentirsi in ansia quando non connesso”. Questo il dato che Fabris ha evidenziato per raccontare “l’overload di informazioni che ogni giorno ci sommerge. Nel rumore di fondo è difficile trovare spazio”. Ma una formula c’è: “Ascoltare di più e meglio. Nell’ascolto – ha concluso la manager – possiamo governare i fenomeni che contraddistinguono la comunicazione oggi”.

Le concessionarie archiviano il 1° semestre con il segno ‘più’. Tanta confusione sulla Brexit

Il commento di Publitalia, Cairo Communication, Discovery Media, PRS, Hearst, Viacom

di Serena Poerio e Valeria Zonca

Andamenti della raccolta pubblicitaria, rilevazione delle copie multiple digitali da parte di Ads, i nuovi palinsesti, il mercato e gli effetti della Brexit: sono questi i temi sui quali i leader delle varie concessionarie sono stati interpellati da Today Pubblicità Italia, a margine dell’assemblea di Upa.

Giuliano Adreani

Giuliano Adreani

Per Publitalia crescita a una cifra dopo l’aprile a +10%

“Sebbene sia ancora prematuro capirne gli effetti in Italia, la Brexit è arrivata in un momento in cui il mercato era in leggera ripresa: ci sembrava di vedere finalmente la coda della difficoltà che ha caratterizzato gli ultimi anni – ha commentato Giuliano Adreani, presidente di Publitalia -. Non solo per la tv ma per tutti i mezzi. Noi chiuderemo il semestre in positivo, con una crescita a una cifra e in aprile abbiamo fatto +10%, tornando a una crescita a due cifre (vedi notizia). I nuovi palinsesti Rai? Ognuno di noi cerca di far vedere le cose migliori. Il discorso è che se le cose vanno bene abbiamo più denari da spendere e tutti potranno beneficiarne. La previsione di Upa di una chiusura del mercato a +3%? Credo che potrebbe essere un po’ di più”.

© PIGI CIPELLI MILANO- 2642004  UMBERTO FORNARA, CAIRO COMMUNICATION

Uberto Fornara

Cairo Communication, incremento per tv e stampa 

Non è entrato nel merito della questione Uberto Fornara, amministratore delegato di Cairo Communication alla domanda su quali saranno le prossime mosse di Urbano Cairo con RCS. Sul semestre il manager ha dichiarato: “Le previsioni per i primi sei mesi del 2016 sono di un incremento sia per quanto riguarda la televisione che la stampa. Evidenziamo una crescita su entrambe le parti della nostra attività”.

Sui palinsesti, la cui presentazione sarà a Milano il prossimo 12 luglio, il manager ha dichiarato che sono ancora ‘in lavorazione’. Nessuno è in grado di prevedere le conseguenze della Brexit sui nostri mercati, peraltro il settore pubblicitario è ‘straciclico’, stiamo a guardare”.

Giuliano Cipriani

Giuliano Cipriani

Discovery Media: obiettivi di raccolta raggiunti

“La linea del primo semestre ha raggiunto i nostri obiettivi con la raccolta pubblicitaria in crescita a due cifre con un 2 davanti (vedi notizia) – ha dichiarato Giuliano Cipriani, SVP AdSales Southern Europe-Direttore generale Discovery Media -. Pensiamo di sviluppare il nostro prodotto non siamo interessati a fare cose incoerenti. Sulla Brexit no comment, c’è una situazione ancora troppo in divenire e confusa, anche se l’Italia è la piazza più ‘ballerina’ e suscettibile e infatti la Borsa che è altalenata di più è quella di Milano. Tra l’altro noi non abbiamo, a differenza di Sky, il mercato delle scommesse. PRS sta inoltre valorizzando al meglio il nostro portafoglio kids”, ha concluso.

Federico Silvestri

Federico Silvestri

PRS, obiettivo la riconferma nel 2° semestre

“Il primo semestre ci ha dato soddisfazione e siamo contenti di aver composto un’offerta che il mercato ha percepito bene – ha commentato Federico Silvestri, ad di PRS -. Andamento positivo con segno più a doppia cifra per la raccolta di Fine Living (destinata a spostarsi al canale 33 del telecomando, ndr), Tv2000, il circuito The Space al cinema e Radio Sportiva. Il nostro obiettivo è quello di confermare nel 2° semestre l’andamento dei primi sei mesi”.

Marco Cancelliere

Marco Cancelliere

Hearst, carta più forte con eventi e digitale

“Il risultato del primo semestre è del +6%. Siamo molto concentrati sul digitale perché sappiamo che ha potenziale di crescita e deve superare la quota attuale del 15% (vedi notizia) – ha spiegato Marco Cancelliere, direttore generale della divisione Advertising Italia di Hearst Magazine -. In prospettiva per i prossimi tre anni la direzione del business sarà il mantenimento del fatturato sui prodotti cartacei attraverso lo sviluppo degli eventi e del digitale. Per quanto riguarda le copie digitali multiple noi aspettiamo l’esito dell’indagine Ads per vedere la reale provenienza delle copie, ma siamo assolutamente sereni nei confronti dei nostri clienti perché la nostra attività è trasparente. La proposta di Upa sulla rilevazione delle copie potrebbe essere rivista, ma bisogna fare differenza tra le copie acquistate e quelle gratuite”.
Paolo Romano

Paolo Romano

Viacom Pubblicità & Brand Solutions cresce con il comparto Kids

“Il primo semestre è andato molto bene – ha commentato Paolo Romano, direttore generale di Viacom Pubblicità & Brand Solutions -. Siamo in linea con quanto abbiamo fatto lo scorso anno a prodotti omogenei e non calcolando il nuovo canale (Paramount Channel, in posizione 27 del dtt)”.  La concessionaria, che si appresta ad archiviare il primo semestre 2016 con una crescita a doppia cifra del fatturato (vedi notizia), registra un andamento positivo per “il comparto Kids, che è cresciuto molto sia per quanto riguarda Nickelodeon sia sul digitale terrestre. Non credo che a breve ci sia un impatto della Brexit, si tratterà di verificare in tempi più lunghi le conseguenze”.

Upa, investimenti 2016 a ‘+3,14%’. Tax credit e ‘Libro Bianco’ del programmatic i temi caldi

Il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi indica nel valore simbolico del pi greco il tasso di crescita del mercato per l’anno in corso

di Laura Buraschi

È inevitabilmente il videoclip di ‘Innuendo’ dei Queen (correva l’anno 1991) ad aprire il convegno Upa 2016 intitolato, appunto ‘Innuendo – la società eccitata’. Come ‘eccitate’ sono le marionette di Carlo Colla che ballano sul palco al ritmo della musica e interagiscono con il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi, interpretando, tra gli altri, Freddie Mercury, Don Chisciotte, William Shakespeare, Albert Einstein, Giovanna D’Arco.

Ma che cosa eccita la società? “Il tema che domina è quello della Brexit e facciamo ancora fatica a comprendere la magnitudo dello shock – sottolinea il presidente -. È stata una tempesta imperfetta ma credo siano già in atto gli anticorpi. Non dobbiamo cadere nell’emotività e mantenere i nervi saldi, fare bene il proprio lavoro senza isterismi e cupezze. Le nostre aziende e i nostri marchi sono ottime ancore nei confronti di situazioni fluttuanti. Abbassare la temperatura dell’emotività è la ricetta migliore per guardare con fiducia al futuro”.

Secondo il presidente, il referendum britannico è stato un grande errore di comunicazione: “Brexit era un nome facilmente identificabile, ‘Remain’ no. Sarebbe stato meglio ‘Bre In’ giocando con la parola ‘brain’ cioè cervello”.

In questo contesto, tuttavia, le previsioni di chiusura per il 2016 non vengono riviste al ribasso, anzi. “Fino a una settimana fa indicavano una crescita del 3%, oggi ci spingiamo al ‘pi greco’, cioè un tasso leggermente superiore al 3%”. Tra i settori, gli alimentari sono trainanti mentre rallenta l’automobile che però viene da due anni molto buoni. “Si affaccia l’e-commerce – aggiunge Sassoli de Bianchi -: operano online ma comunicano offline”.

Nel corso della sua relazione, il presidente ha toccato molti temi economici, fra cui, a proposito della crescita, il ruolo fondamentale che sta avendo la BCE nell’aprire una finestra di opportunità, come non accadeva da molti anni: circa 9 miliardi di titoli comprati ogni mese dalla Banca d’Italia, che liberano 6 miliardi l’anno da qui al 2020. Per spingere i consumi Sassoli de Bianchi ha proposto un piano di tax credit di cento milioni per gli investimenti incrementali sulla stampa e quattrocento per l’intero comparto della comunicazione, perché “ciò raddoppierebbe l’attuale propensione al consumo”.

Rispetto agli attuali trenta miliardi di incentivi alle imprese, “una massa impressionante di risorse pubbliche che non ha prodotto né investimenti né occupazione”, il presidente prosegue: “cancellando una quarantina di leggi si potrebbero recuperare dieci miliardi e indirizzarli verso la banda larga. La banda larga è l’asse centrale su cui far crescere i consumi. Attraverso l’e-commerce e le startup, che valgono circa il 4% del PIL, ci potrebbero essere 30 miliardi di ulteriori ricavi per le imprese”.

A proposito del comparto digital, il presidente parla del programmatic buying come di “una buona opportunità che ha tuttavia bisogno di più trasparenza e regole condivise”: da qui la proposta alla platea, in particolare a centri media, mezzi e investitori, per scrivere insieme un ‘Libro Bianco’ sugli investimenti digitali, “regole reali per trattare gli spazi virtuali”.

‘We keep on trying!’ canta Freddy Mercury, e Upa non è da meno: appuntamento quindi al 5 luglio 2017.

Upa e le ‘audi’

Il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi, nell’ambito della sua relazione, ha espresso soddisfazione per il completamento della road map di Auditel e la partenza del nuovo panel (vedi notizia) confermando che il Superpanel sarà in funzione a breve (entro fine luglio) ma inizialmente i dati non saranno pubblicati.

“Se tutto va bene saranno diffusi da gennaio. Intanto prosegue la sperimentazione per allargare la ricerca ai nuovi device e ragionevolmente entro la fine del 2017 potrebbero esserci i primi dati”. Non è del tutto tramontata l’idea della quotazione in Borsa lanciata un anno fa: “Le vicende dello scorso novembre hanno inevitabilmente dato altre priorità ad Auditel – sottolinea – ma per le nuove ricerche serviranno risorse, che potrebbero arrivare dalla Borsa”. Sulla misurazione delle audience radiofoniche è stato “apprezzato lo sforzo compiuto dagli editori di costituire un tavolo comune”, tuttavia l’Upa “auspica che siano impiegate tecnologie volte a una rilevazione più puntuale e precisa della radio”.

Infine Audiweb, con il ricordo di Enrico Gasperini che ha aperto la strada alle ricerche nel mondo digitale: “Siamo certi che Marco Muraglia proseguirà sulla strada tracciata” conclude Sassoli de Bianchi.

Rai4 alla ricerca del pubblico delle generaliste

Rai 4, pur restando nel solco dell’origine cult, ha dato inizio a un rebranding con innesti di produzione espressamente realizzati. Il target dei Millennials verrà, per questo, sollecitato con prodotti televisivi ad hoc nelle ore chiave della pro­grammazione quotidiana. Il cuore pulsante della rinnovata Rai4 sarà nella trasversalità delle piattaforme e nel loro ‘passarsi il testimone’, accompagnando il target alla visione e all‘interazione. La sua presenza sul canale 104 del telecomando Sky, dal settembre 2015, ha già segnato l’inizio di un costante processo di avvicinamento di Rai4 al potenziale pubblico delle generaliste.

Questo processo si potrà concretizzare nel 2016-2017 affrontando una triplice sfida: rafforzare la propria immagine di quarto canale dell’offerta Rai, dando un significato effettivo all’etichetta di ‘semigeneralista’; intercettare il target di riferimento dei Millennials, che è nativamente multitasking e che non considera prioritario il medium televisivo, offrendo adeguati elementi d’innovazione editoriale; confermare però il pubblico fidelizzato attorno ai cardini di Rai4, televisione di culto, non distante dall’immaginario degli stessi Millennials.

Questi obiettivi possono riassumersi in tre parole: crescita, innovazione e continuità. Partendo dalla crescita, la maturità di una rete coincide con l’esigenza di incontrare un pubblico più ampio e trasversale e al contempo di produrre contenuti propri. Alcuni innesti produttivi in fasce classicamente presidiate da forti offerte generaliste – come l’access e il prime time – vanno appunto nella direzione della crescita della base d’ascolto. Questi programmi innovativi dovranno servire a far riconquistare al proprio brand intere fasce di pubblico: quello degli adulti di domani.

La nuova proposta non tradirà però l’anima originaria della rete: la dimensione del ‘culto’, del consumo individuale, intensivo, reiterato e attento a determinate tipologie di prodotto (film e serie tv di produzione internazionale) e a determinati generi (action, crime/thriller, sci-fi/fantasy), con particolare attenzione al nuovo millennio, ma con inevitabili aperture al passato più o meno recente.

Insieme a Rai Movie e Rai Premium, Rai4 fa parte del bouquet di RaiGold diretto da Angelo Teodoli. La trasformazione della Rai in media company rappresenta per questi canali un’eccellente occasione per declinare la loro offerta con linguaggi differenti, verso target specifici e su piattaforme diversificate. Una sorta di ‘rifondazione’ con l’obiettivo dichiarato di assegnare ad ogni canale una identità più definita, maggiormente coerente rispetto ai target di riferimento:

per Rai 4 quello dei Millennials (15-35 anni)

per Rai Movie quello degli appassionati di cinema

per Rai Premium quello femminile delle ‘amiche del cuore’

Il cambiamento prevede un forte e deciso approccio web e social. A cominciare da Rai4 che, per catturare un pubblico normalmente lontano dal mezzo televisivo, avvierà un’azione di programmazione extra tv, con linee di prodotto declinate appositamente per una fruizione via web. La programmazione televisiva si affiancherà così a un vero e proprio ‘webcanale’, con rimandi e intrecci reciproci. I social network saranno il canale privilegiato di comunicazione e interazione con il pubblico, la voce con cui ognuna delle reti parlerà al proprio target.

Si prevedono, tra l’altro, una serie di attività trasversali, come campagne di avvicinamento al rebranding dei canali, casting online, raccolte di proposte e narrazioni suggerite dal pubblico, anche alternative a quelle televisive, con un uso dinamico degli user generated content.