La Stampa sceglie la licenza Creative Commons

22 dicembre 2015

Prendere atto dei tempi che cambiano: è questa l’unica opzione per sopravvivere in un mondo dell’editoria alla ricerca della quadra dopo il ‘caos’ generato dalla rivoluzione digitale. La virata decisa è del quotidiano La Stampa che dallo scorso 19 dicembre ha scelto, fra i primi quoridiani, di adottare la licenza Creative Commons per la condivisione dei propri articoli. Una decisione ha un significato simbolico perchè testimonia un nuovo approccio da parte dei produttori di contenuti che, nell’era dei social network, sentono l’esigenza di reinterpretare e attualizzare il concetto di diritto d’autore.

Da qualche giorno in calce agli articoli del giornale, infatti, compare la dicitura ‘Alcuni diritti riservati’ a fianco della sigla CC By Nc Nd che sta proprio ad indicare la licenza di diritto d’autore elaborata dall’ente Creative Commons (CC) che, a differenza del copyright tradizionale che recita ‘Tutti i diritti riservati’, concede la possibilità di riprodurre l’opera rispettando determinate condizioni. Limiti che sono indicati proprio nella sigla della licenza: By significa che è sempre necessario riconoscere l’attribuzione della fonte; Nc che i contenuti non si possono utilizzare per scopi commerciali (non ci si può guadagnare tramite vendita o pubblicità); Nd vuol dire che non è possibile estraporarli per realizzare opere derivate. La stessa tipologia di licenza sarà estesa anche agli articoli pubblicati sul web e anche all’interno dei testi dei supplementi del quotidiano. D’ora in avanti l’utilizzo dei testi de La Stampa non solo sarà tollerato, ma di fatto ‘sostenuto’ dall’editore. La condivisione diventa così un valore ufficialmente riconosciuto e in grado di amplificare la voce del giornale.