Condé Nast lancia il primo native content con Vodafone

11 dicembre 2015

Da ieri è online il primo native content di Condé Nast, realizzato per Vodafone. In occasione dei suoi vent”anni in Italia, Vodafone ha realizzato lo short film ‘Vent’anni di Noi’ (vedi notizia) basato sul claim ‘Ogni tua parola per noi è importante. Da vent’anni’ e ha scelto Condé Nast come partner per la realizzazione del primo progetto di native advertising. Il gruppo editoriale lancia, infatti, in questa occasione la sua offerta native che unisce qualità dei contenuti e potenza della distribuzione grazie alle sue diverse piattaforme che raggiungono ogni mese oltre 20 milioni di utenti unici mensili e generano, su base mensile, oltre 15 milioni di video views. (Fonte: dato censuario Webtrekk – novembre 2015).

Su CN Live! – nbso online casino reviews pure video platform di Condé Nast che conta oggi 8,4 milioni di video views – è stato creato un canale dedicato a Vodafone che celebra il progetto #20anniinsieme e su cui è caricato il corto ‘Vent’anni di Noi’: cnlive.it/vodafone. Tre contenuti native sono stati realizzati da altrettanti autori selezionati da Condé Nast e pubblicati su VanityFair.it, GQitalia.it e Wired.it: Luigina Foggetti per Vanity Fair con il contenuto ‘10 magiche parole per cambiare la giornata’, Dario Marchetti per Wired con il native ‘Dieci citazioni che gli emoji non possono riassumere’, Franco Bolelli per GQ con ‘Il potere delle parole’.

“Un avvenimento importante i vent”anni di Vodafone in Italia – spiega Nicola Novellone, Head of Brand and Advertising di Vodafone Italia -. Abbiamo voluto celebrarlo con una storia, un cortometraggio che vuole mettere in luce quanto Vodafone sia stata al fianco dei propri clienti ogni giorno da vent”anni. Naturalmente questo corto è stato pensato in logica native per diventare interessante e coinvolgente per diverse audience di pubblico”.

“Sono felice che Vodafone per un evento così importante abbia scelto la piattaforma native Condé Nast come palcoscenico di comunicazione elettivo. Crediamo fortemente in questa modalità di racconto che funziona ancor di più quando il contenuto di partenza è di grande qualità”, conclude Fedele Usai, Deputy Managing Director di Condé Nast.