Rai, Carlo Verdelli alla direzione editoriale delle news

27 novembre 2015

Carlo Verdelli

Come aveva anticipato ieri il quotidiano la Repubblica, Carlo Verdelli, proposto dal direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto come nuovo direttore editoriale per ripensare il servizio pubblico e l’informazione, è stato votato ieri nel Cda quasi all’unanimità 8 sfavorevole solo il consigliere Antonio Diaconale.

Questa nuova nomina va a incidere sul piano di ristrutturazione del settore news scritto dal precedente dg di viale Mazzini, Luigi Gubitosi, con la nascita di due Newsroom che avrebbero dovuto accorpare le testate giornalistiche della Rai in due sezioni, la 1 dove avrebbero dovuto confluire Tg1, Tg2 e Rai Parlamento e la 2 dove sarebbero dovute arrivare Tg3, Rai News e TgR. La mission affidata a Verdelli è quella di ‘mantenere l’identità delle testate giornalistiche ma cambiarne i linguaggi, diversificarle smarcandole dalla politica’.

Perplessità sono comunque state espresse da Usigrai, in una nota ieri mattina: “Con la scelta come coordinatore editoriale di un esterno, per di più senza esperienza radiotelevisiva, si parte con il piede sbagliato”. Secondo il vicepresidente del Senato della Repubblica Maurizio Gasparri “in un’azienda che ha migliaia e migliaia di dipendenti, di capaci dirigenti, i nuovi vertici della Rai continuano a fare arruolamenti esterni.  Si deve tornare a discutere con urgenza del riassetto della realtà informativa della Rai”.

Il cda ha dato l’okay anche alla nomina di Luigi Coldagelli a capo delle relazioni con i media. Verdelli ha iniziato la carriera come giornalista alla redazione milanese di Repubblica. Nel 1979 è approdato in Mondadori, scrivendo per Panorama Mese diretto. Nel 1994 viene nominato da Paolo Mieli direttore dell’inserto del Corriere della Sera Sette e successivamente diventa vice direttore del quotidiano di via Solferino. Nel 2004 è nominato direttore di Vanity Fair, mentre dal gennaio 2006 ha diretto la Gazzetta dello Sport. Tornato in Condè Nast nel 2010, ha lasciato nel 2012. Dal 2013 è collaboratore per Repubblica.