Gli italiani resistono alla tentazione della tecnologia a tavola

26 novembre 2015

Meno della metà degli europei (il 43%) dichiara di non utilizzare smartphone e tv durante i pasti in casa, mentre sono soprattutto quanti appartengono alle fasce di età centrali a non staccarsi dai device tecnologici durante pranzi e cene.  L’Italia è tra i Paesi con la percentuale più alta (57%) di individui che dichiarano di non utilizzare la tecnologia durante i pasti, mentre francesi, olandesi e belgi sono quelli meno propensi a rinunciarvi (lo fanno solo il 20%, 27% e 30% rispettivamente).

Questo è quanto emerge dal Nielsen Global Generational Lifestyles Report realizzato su un campione di 30.000 individui in 60 Paesi con l’obiettivo di comprendere come il sentiment dei consumatori varia in funzione dell’età. Benché solo il 46% della Generazione Z (15-20 anni) e il 43% dei Millenials (21-34) in Europa abbiano dichiarato di non fare uso di mezzi tecnologici durante i pasti, sono addirittura di meno (42% e 41%) nelle due fasce successive.

La Generazione Silent (65 e oltre) è quella più propensa a consumare i pasti senza tecnologia, tuttavia è così solamente per il 52%.

“I Millenials hanno la reputazione di rimanere incollati ai device tecnologici, ma sono i più maturi, rispetto ai giovani, a farsi attrarre da smartphone e TV mentre mangiano – sottolinea Terrie Brennan, EVP advertising solutions di Nielsen – Questo è un segnale del fatto che i consumatori di oggi stanno rovesciando i preconcetti generazionali e, di fatto, molti individui delle fasce d’età più mature stanno diventando fruitori assidui di tecnologia”.

I dati del report mettono altresì in discussione la polarizzazione giovani/anziani. In Europa le generazioni più giovani e quelle più anziane – Generazione Z e Silent – menzionano i giornali online come la fonte preferita di notizie in uguale misura (18%). Le fasce di età inferiori (15-20 e 21-34) sono più vicine alle web tv (16% vs 14%) e ai motori di ricerca (26% vs 23%) solamente di poco rispetto agli anziani. Differenze più marcate sono state invece registrate in merito alla frequentazione dei social media.

La Generazione Z (15-20 anni) ha citato l’utilizzo dei social sei volte in più (45%) rispetto agli over 65 (8%) come fonti privilegiate per avere notizie. Al contrario, le generazioni più anziane indicano giornali (38% vs 15%) e riviste (15% vs 7%) due volte tanto rispetto ai più giovani.